Natale 2008 |
Sergio Casasola indimenticabile sacrestano di Emidio Goi |
Ed eccoci pronti per l'Oratroviamoci anno 5°!. Coinvolti nella preparazione i ragazzi delle superiori che dopo un lavoro di tre mesi, il 16 giugno hanno iniziato il centro estivo di Madonna. L'avventura-guida di quest'anno è stata "L'Acchiappasogni di Hashale", la storia di una tribù indiana che dopo varie prove, riesce a ritrovare la pace e la serenità. Il dispiacere più grande di Sergio Drigul negli ultimi anni della sua vita è stato quello di non poter seguire personalmente il servizio alla sua chiesa di Ursinins Grande. La malattia glielo impediva, ma il suo cuore stava tra quelle mura e si informava continuamente dal figlio Armando se tutto era a posto, se tutto funzionava. Ha amato la chiesa, come la sua casa. Ha avuto cura delle suppellettili sacre come fossero i suoi affetti più preziosi. Al tempo del terremoto si è dato da fare per salvare quanto più poteva delle cose della chiesa - e ci è riuscito pienamente. Il suo servizio pluridecennale è stato sempre gratuito, disinteressato e scrupoloso. Sapeva distinguere i tempi liturgici per addobbare adeguatamente la chiesa. San Valentino in febbraio e "Madone di setembar" erano le sue feste più care, perché erano le feste della sua chiesa di Ursinins Grande. Sergio Drigul era un uomo di altri tempi, quando la fede in Dio, l'onestà del comportamento, la fedeltà alla famiglia, la serietà e l'amore al lavoro significavano valori indiscussi ed erano i criteri di scelta del vivere quotidiano. Una delle gioie più sentite da lui era quella di mantenere e vivere le sane tradizioni; oltre alle feste di borgata e le Messe nella sua chiesa, il fatto di aspettare con il caffè e la sua grappa la Banda Cittadina che all'alba del primo giorno di ogni anno passa per le vie di Buja a fare gli auguri costituiva per lui un evento di grande felicità e di entusiasmo, di pace e di armonia per tutta la comunità. Aveva una personalità fatta di schiettezza, di semplicità, di senso del dovere, con un carattere piuttosto burbero, che tuttavia suscitava simpatia, affetto e tanta stima. Sergio Drigul ci ha lasciato una lezione di vita delle più preziose, perché lui considerava la vita un compito, una missione che ognuno deve portare avanti con impegno e perseveranza nel posto a lui assegnato dalla Provvidenza di Dio. Grazie Sergio e mandi! Mons. Emidio |