![]() | BUJA IN UN CD
per i 25 anni di pubblicazione della rivista “Buje Pôre Nuje” di Mirella Comino | ![]() |
C’era chi, quasi cinquant’anni or sono, raccontava ad amici e parenti che “a Lignan si compre il lat tal scartòs” (a Lignano si compra il latte nel cartoccio), compiacendosi di sorprenderli con lo stesso stupore già provato personalmente di fronte alle prime confezioni di latte in tetrapack, che cominciavano a sostituire la classica bottiglia di vetro a collo largo, per non parlare dei contenitori, “cit” o “gamele”, con cui si conferiva o si comprava il latte in latteria. E quante altre pagine si potrebbero riempire con la sorpresa, la curiosità, l’incredulità che accolsero ogni nuova conquista del progresso! Ebbene, cosa direbbero oggi i personaggi di allora, venendo a scoprire che in un piccolo disco lucente di materiale indefinibile c’è Buja, non proprio tutta, ma quasi? Voci e paesaggi, musiche e documenti, testi e ritratti, gli uni abilmente intrecciati agli altri secondo le regole ormai conclamate (ma da quanti veramente gestite con confidenza?) dell’informatica multimediale, ricostruiscono un ampio ritratto del paese e della sua comunità attraverso migliaia di files e di collegamenti ipertestuali: pare che gli uni siano oltre 20.000, di cui qualche centinaio quelli vocali, e gli altri addirittura più di 39.000. Oltre 8.000, di diversa dimensione, le fotografie. Ci sono storia, cronaca, ambiente, arte, lingua, letteratura, sport ed altro ancora ad intessere la filigrana intorno alla quale prendono forma vissuti del passato, riflessioni del presente e prospettive del futuro, con i loro protagonisti locali, ma anche con lo sfondo sempre presente del momento culturale, sociale e civile in cui camminano i rispettivi tempi. Le risorse straordinarie della multimedialità dilatano la precisione delle informazioni, appagando per diversi canali il bisogno di completezza e di obbiettività che accompagna le ricerche più rigorose; al tempo stesso, però, sono anche in grado di moltiplicare la potenza delle emozioni che si risvegliano riascoltando voci e suoni, o riportando a fuoco immagini, o restituendo alla luce carte e testi. O tutte e tre le cose insieme, introdotte o accompagnate dal magico commento senza tempo della poesia e della musica. Vale la pena di ricordare, tra l’altro, che fra i “fornitori” di testi ed informazioni cui il CD attinge in via prioritaria ci sono innanzitutto quelle preziose miniere di microstoria che sono costituite dalle pubblicazioni locali a carattere periodico e costante: “La Pieve di Buja”, cioè il più che ottantenne bollettino della parrocchia dei Santi Lorenzo e Stefano, e “Buje Pôre Nuje”, rivista annuale dell’Associazione “Chei di Ursinins Pizzul” che nel marzo scorso ha festeggiato la venticinquesima edizione, superano entrambi abbondantemente il mezzo migliaio di articoli. La poesia che attraversa le varie pagine, introducendone il contenuto come un’annotazione fuori campo, è invece molto spesso quella di Domenico Zannier e dei suoi poemi in lingua friulana. Ma altre presenze editoriali ormai consolidate, come la rivista “El Tomât”, i bollettini parrocchiali di Madonna e Urbignacco o il foglio informativo “Informabuja”, si aggiungono con decine di contributi, tanto quanto gli elaborati culturali di importanti iniziative come il “Premi Nadâl Furlan” del Circolo Culturale Laurenziano ed altri testi inediti o tratti da riviste, libri e raccolte di varia provenienza. Una parola a parte merita la presenza, in termini documentali ma soprattutto affettivi, del “Giornale di Brescia” e delle sue edizioni riguardanti l’esperienza del terremoto di 30 anni fa: un’esperienza giustamente sottolineata, in quest’anno di ricordi e celebrazioni, con un’apposita pagina di approfondimenti affidati alla testimonianza degli Amici bresciani, ma anche ad altri interventi significativi. La panoramica delle possibilità di approfondimento non è in ogni caso riassumibile: perfino il sommario di massima che compone la home page è a malapena una traccia delle innumerevoli ipotesi di percorso con cui ci si può inoltrare nei luoghi, negli eventi, nell’animo dei personaggi, nelle curiosità, nelle pieghe delle tradizioni e della storia. L’accesso è quello più semplice: un click per navigare avanti e indietro in modo non sequenziale, passando dall’argomento scelto a quelli correlati secondo gli interessi immediati dell’utente, che tuttavia può giovarsi di indicazioni e suggerimenti tecnici utili soprattutto a chi col computer non ha grande confidenza. Una piccola enciclopedia tutta bujese, dunque. Un grande lavoro! E benché Celso Gallina, autore dell’opera, ed Egidio Tessaro, suo principale collaboratore, dichiarino semplicemente che “questo lavoro non è altro che una lunga lista di testi e altro, messi assieme da autodidatti nel modo più semplice possibile … senza altre pretese multimediali”, non c’è dubbio che Buja è riuscita ad entrare in questo piccolo disco di plastica iridescente per un laborioso impegno di ricerca non facilmente quantificabile in anni, mesi e giorni, ma soprattutto per una propizia attitudine a coniugare abilità informatiche e curiosità culturali. Gli anniversari funzionano spesso come catalizzatori di buone idee. Così è stato certamente anche per questa sconfinata raccolta, come informano in apertura i caratteri macroscopici che annunciano i 25 anni di pubblicazione della rivista “Buje Pôre Nuje”, portati a motivazione della sua realizzazione. È facile però immaginare che l’occasione celebrativa abbia solo portato alla luce un progetto che aveva ragioni ben più irresistibili nell’animo degli Autori e nella loro infaticabile passione per Buja, per la sua gente, la sua lingua e civiltà. Un progetto che non viene proposto, comunque, per la sola fruizione di chi apre le sue pagine. Un progetto aperto, come Celso ed Egidio stessi dichiarano di volere, a nuovi contributi, suggerimenti, arricchimenti o semplicemente a quella che, sottraendosi volutamente alle regole dell’ortografia, chiamano la “correzzione erorri” o “corezzione orrori”, quasi ad dire che si è trattato, in fondo, di un gioco nel quale tutti coloro che amano Buja sono ancora chiamati a partecipare. |