"IL FRIULI" 12 marzo 2004 |
Fiore all'occhiello di Tessaro Egidio |
Una delle caratteristiche che contrassegnò gli anni del post terremoto a Buja fu il fiorire di diversi comitati di frazione. Successe anche ad Ursinins Piccolo dove, nel 1982, nacque l'Associazione "Chei di Ursinins Pizzul" con lo scopo di far rivivere la sagra in onore di San Giuseppe, a cui è dedicata l'antica chiesetta risalente al XVII° secolo. I soci fondatori, accanto all'organizzazione dei festeggiamenti, si proposero anche l'ambizioso obiettivo di promuovere iniziative che contribuissero alla rinascita culturale del paese. Coerentemente a questa impostazione, ogni anno è allestita una mostra dedicata ad un artista locale, e, fiore all'occhiello, viene pubblicato il numero unico "BUJE PORE NUJE!". La rivista vide la luce già il primo anno, inizialmente fu coordinata dal prof. Gian Carlo Menis e da sempre si avvale del prezioso sostegno del "Giornale di Brescia" e di Franco Maestri ni che ne sovrintende l'aspetto grafico. La pubblicazione, che quest'anno è giunta alla 23a edizione, è l'iniziativa editoriale di maggiore continuità finora realizzata nel nostro paese; ad essa hanno collaborato e collaborano, sempre gratuitamente, diversi studiosi, ricercatori, poeti, scrittori, che hanno fatto crescere ed apprezzare la rivista anche fuori dai confini comunali. Gli argomenti trattati sono principalmente di interesse locale: arte, storia, biografie, testimonianze, poesie, racconti ed ultimamente anche fumetti in friulano. Un particolare risalto viene dato alle immagini; fra le diverse ricerche in cui la fotografia ha un ruolo primario ricordiamo quelle sulle ancone votive di Buja, Gemona ed Osoppo, le immagini legate al terremoto del 1976, quelle sull'emigrazione bujese in Venezuela, le immagini degli alpini di Buja, il documentario fotografico su Ursinins Piccolo e la sua gente, le foto di Buja sotto la neve ed altre ancora. In questi 23 anni sono stati pubblicati 632 scritti in diverse lingue: 329 in italiano, 258 in friulano, 16 in tedesco ed altri in francese, inglese, spagnolo, portoghese, bretone, latino. Una pubblicazione quindi che parla principalmente di Buja ma, come è sempre stata storicamente la sua gente, aperta ad altre culture e che nel contempo recupera e tramanda il filo della memoria, Per quanto riguarda il futuro, la sopravvivenza dell'iniziativa è legata a due fattori: poter contare su collaboratori preparati e reperire i finanziamenti necessari. Se la prima condizione è impegnativa, soprattutto nel creare un ricambio generazionale di buon livello, la seconda è quasi una fatica di Sisifo. Gli enti pubblici, ad esclusione del Comune di Buja, da anni non sborsano un centesimo; le banche, salvo qualche rarissima eccezione, non sono più legate al territorio e privilegiano altre sponsorizzazioni; le aziende disposte a sostenere iniziative del genere sono molto rare. A fronte delle difficoltà c'è la gratificazione che ci viene dalle centinaia di nostri concittadini, e non solo, che mettendo mano al portafoglio per acquistare il numero unico contribuiscono alla sua copertura finanziaria. La maggior soddisfazione ci è data dal sapere che questa piccola rivista di interesse locale, parte da Ursinins Piccolo ed arriva nelle principali biblioteche ed istituti regionali e poi a Milano, a Torino, a Genova, a Roma, in Austria, in Germania, in Belgio, in Francia, negli Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, in Venezuela, in Australia e perfino sulle sponde del lago Baïkal in Siberia. |