Uniti si vince di Luca Marcuzzo Sindaco di Buja
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Grazie all’impegno e alla tenacia di “Chei di Ursinins Pizzul”, “Buje Pore Nuje!” è giunto alla sua ventinovesima edizione. E’ evidente che per raggiungere obiettivi così importanti è necessario garantire continuità di risorse, ma anche di contenuti e nel contempo riuscire a trasmettere a chi legge il desiderio di approfondire argomenti interessanti nell’attesa delle nuove edizioni. Forse all’inizio di questa avventura, coloro che iniziarono con l’edizione numero 1, non si sarebbero aspettati un tale successo e una tale fedeltà a questa pubblicazione, divenuta ormai un appuntamento atteso del panorama bujese. Non ci sono dubbi sulle capacità culturali ed artistiche della nostra gente, ma 29 edizioni regolari, sempre più interessanti e ricche di contenuti, sono per forza il frutto di continue e appassionate ricerche di storia nostra ma anche di tenacia e capacità organizzativa. Ciò nonostante i tempi che viviamo sono sempre più difficili per il volontariato in generale e anche la cultura ne paga le conseguenze con una sempre minore disponibilità di fondi sia in ambito comunale come quello provinciale o regionale. E’ naturale che quando c’è sofferenza e difficoltà finanziarie è necessario relegare queste importanti iniziative ai posti bassi nella scala delle priorità. Quest’anno però è un anno che ritengo fondamentale per la vita di “Buje Pore Nuje!” e delle associazioni in generale. L’azione incisiva e di sostegno della Pro Buja di oggi, comincia finalmente a farsi sentire e a consentire, soprattutto a chi promuove la nostra cultura, il nostro territorio, le nostre tradizioni, di trovare un collaboratore attivo e partecipativo capace di alzare il livello qualitativo delle iniziative meritevoli, ma anche quello del coinvolgimento di tutto il paese. Tutto avviene in questo momento non per caso e non a caso. Il lavoro fatto in questi anni di rafforzamento e di sostegno alla Pro Loco, da parte dell’Amministrazione Comunale, comincia a rendere delineato il percorso che ogni associazione deve fare se vuole rafforzare, se non qualche volta soltanto mantenere, le proprie attività e continuare a produrre eventi, manifestazioni, o iniziative che riguardano il nostro paese. E’ importante però che in questo contesto non si dimentichi di appartenere sì al proprio borgo o alla propria frazione di Paese, ma prima ancora alla comunità di Buja, alla quale, se facciamo volontariato e lo facciamo con passione, dobbiamo guardare. Abbiamo un potenziale enorme e rispetto ad altri Comuni vicini, iniziamo a respirare finalmente un clima di collaborazione che potrà dare ancora maggiori risultati e soddisfazioni in futuro. Mi riferisco soprattutto alla capacità di promuovere la nostra Buja, arricchirla di interessanti motivi di incontro e di nuove possibilità di attrazione e recettività turistica. Certamente manca ancora tanta strada da fare ma quella imboccata sembra essere la strada giusta. Non sono certo momenti in cui si può esprimere liberamente e pienamente le proprie aspirazioni nel settore pubblico o del volontariato. Le ristrettezze economiche che ci colpiscono ci fanno percorrere strade obbligate e abbandonare spesso quelle desiderate. In questo modo è facile perdere la volontà di dedicarsi volontariamente ad aspetti o compiti che il più delle volte non ci piacciono. Ma è in questi momenti che possiamo crescere umanamente e culturalmente e il superamento di ti tali periodi presuppone sempre la consapevolezza della propria capacità di superare difficoltà e ci rende fiduciosi anche per il futuro. L’appello che faccio a tutti è quello di non mollare e di cercare nel sacrificio e nel lavoro, apparentemente insoddisfacente, un motivo di appagamento e di soddisfazione poiché quello che oggi conta è superare il momento e prepararsi a tempi sicuramente migliori. In questo numero troverete anche il pensiero del Sindaco di Domont Jerôme Chartier. Un Sindaco giovane della mia stessa età, già al secondo mandato di deputato al parlamento francese e che grazie al gemellaggio con la cittadina francese ho potuto conoscere personalmente. Ho avuto il piacere di ricevere, da parte sua, i complimenti per come la nostra comunità ha affrontato il gemellaggio e per l’entusiasmo dimostrato da noi bujesi per questo importante evento. E’ stato per me un forte motivo di orgoglio che oggi desidero trasmettere a tutti voi ringraziandovi di cuore e ribadendo la mia gratitudine per essere Sindaco di questa straordinaria Buja. |