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La chiesa del Sacro Cuore

Il dono di Buja al Centro Anziani

di Gloria Aita

 

In occasione della prossima Pasqua si prevede che la storia della ricostruzione della chiesa del Sacro Cuore di Ursinins Piccolo avrà raggiunto una tappa importante: il completamento della copertura.

Una conquista che ha richiesto lo sforzo ed il contributo di tante persone, sia per la raccolta di fondi che per l'esecuzione dei lavori. Tutto cominciò in seguito al sisma del 1976, quando si provvide alla costruzione di una chiesetta prefabbricata, finanziata dal Comune, dalla Caritas di Firenze, dal Giornale di Brescia e dal Villaggio Brescia.

Emerse presto però, da parte dell'Amministrazione Comunale, della Parrocchia, degli abitanti di Ursinins Piccolo, delle suore della Casa di Riposo e dell'Associazione degli Alpini, la volontà di ricostruire la chiesa in modo definitivo. Alcune persone fecero delle obiezioni ed ebbero delle perplessità: affrontare delle spese per edificare una chiesa nuova era forse superfluo in un comune dove ce n'è già una decina e gli anziani della Casa di riposo potevano comunque assistere alle funzioni religiose all'interno della struttura nella quale vivevano.

Tuttavia coloro che sostenevano l'utilità della nuova chiesa, piccola ma confortevole, erano convinti che lo scopo della stessa non fosse solo quello esclusivamente religioso. La chiesa è anche un luogo d'incontro per la comunità: da l'opportunità di pregare assieme, di ritrovarsi, di conversare. Per gli anziani essa offre quindi il modo per comunicare con l'esterno, costituisce un anello di congiunzione tra la loro realtà ed il tessuto sociale che li circonda, ma dal quale spesso si sentono isolati.

L'Amministrazione Comunale di allora intervenne così con fondi propri e stabilì inoltre che nel complesso della chiesa, da ricostruirsi a ridosso della Casa di Riposo, venisse ricavata una cella mortuaria. Molti si attivarono per raccogliere fondi: le suore, gli abitanti di Ursinins Piccolo, la parrocchia di S. Stefano e vi fu anche il lascito di un appartamentino, la cui vendita poteva assicurare una disponibilità di denaro.

Fu così che iniziarono i lavori, dopo l'approvazione del progetto eseguito a titolo gratuito dall'architetto Tonino e dall'ing. Biasutti. E tanti hanno contribuito come volontari, mentre gli artigiani locali hanno eseguito i lavori a prezzi modici, portando le strutture al punto in cui sono oggi, cioè alla costruzione di una copertura in travi lamellari e rame.

Quando tutto sarà completato si potrà affermare che la comunità e le Amministrazioni che l'hanno rappresentata dal '76 ad oggi, avranno compiuto un passo importante a sostegno di una nuova cultura che riconosce la validità del principio di solidarietà e hanno dimostrato attenzione per l'esigenza degli ospiti della Casa di Riposo e del Centro Anziani di mantenere dei contatti e dei legami con il paese.

Per una felice coincidenza il 1993 è stato definito l'Anno dell'Anziano: quale migliore occasione può presentarsi, per dare risalto a questa scelta significativa, se non l'inaugurazione della chiesetta del Sacro Cuore!