La chiesa del Sacro Cuore Luci ed ombre di una ricostruzione di Piero Biasutti | |
Da tempo nella frazione di Ursinins Piccolo era nata la necessità di dare alla Chiesetta del Sacro Cuore una sede più adeguata del prefabbricato dov'è tuttora ospitata. La sua ricostruzione è stata sempre percepita non solo e non tanto come testimonianza di un avvenuto e completo ritorno alla normalità dopo l'emergenza, quanto come restituzione concreta, seppure in forme diverse, di un edificio che si era sempre posto come elemento di identificazione della borgata e struttura primaria della vita comunitaria. Alle volte, durante la ricostruzione, l'autorità pubblica ed ecclesiastica è stata obbligata ad operare delle scelte, seppur dolorose, nelle priorità delle opere da ricostruire, privilegiando gli edifici di culto essenziali per la vita parrocchiale e più pregevoli e trascurando altri forse meno validi artisticamente, ma altrettanto ricchi di significato per la comunità. Tale regola è stata applicata anche alla Chiesetta del Sacro Cuore e, pertanto, in mancanza di finanziamento pubblico, le istanze della popolazione sono state raccolte dal Comitato Promotore appositamente costituitosi per dar essere alla ricostruzione. I progettisti hanno cercato di tradurre nel disegno la pluralità delle valenze: prevedere da una parte la ricostruzione dell'edificio perduto conferendo ad esso quel carattere di centralità non solo fisica rispetto allo svolgersi della vita della frazione, posseduta dal fabbricato precedente, e dall'altra l'inserimento del nuovo manufatto in una realtà affatto diversa: il Villaggio per gli Anziani connesso alla ristrutturata Casa di Riposo. È parso pertanto opportuno ubicare l'edificio nel sedime della Casa di Riposo, che l'Amministrazione Comunale ha prontamente messo a disposizione, e prevedere per esso una articolazione planimetrica aperta verso la viabilità ed allo stesso tempo connessa con la Casa di Riposo in modo che gli ospiti della stessa possano beneficiarne direttamente. Per sottolineare questa interdipendenza ed ovviare ad una carenza esistente è stato previsto di raccordare i due edifici tramite un piccolo chiostro sviluppantesi attorno ad uno specchio d'acqua, che si propone come un luogo di sosta e di conversazione, allo stesso tempo appartato ed a diretto contatto con lo svolgersi delle quotidiane attività del paese. Per favorire an-cor più l'eliminazione del diaframma che spesso separa le strutture per gli anziani dal mondo esterno sono state previste, sia la realizzazione di attrezzature ricreative per gli anziani sul sito dell'attuale prefabbricato, sia un'adeguata sistemazione delle aree esterne rimanenti. In tal modo il ridisegno globale del sito si propone come raccordo, integrazione e completamento delle attrezzature pubbliche esistenti. L'interno della Chiesetta è strutturato in un'unica aula la cui forma, a settore circolare, vuole anche visivamente attrarre l'attenzione dei fedeli, raccogliendoli attorno all'altare, posto in posizione elevata rispetto all'aula, illuminato da una luce laterale indiretta e quasi zenitale, la cui funzione centrale è ulteriormente sottolineata dall'alta parete circolare di fondo che lo avvolge. Al lato nord il matroneo collegato complanarmente all'ingresso della Casa consentirà agli ospiti disabili di assistere alle funzioni, mentre l'apertura al lato est collega l'aula con i confessionali e, tramite una lunga rampa, con la cella mortuaria, che è stata ubicata posteriormente, al di sotto del declivio, contemporaneamente collegata ad entrambi gli edifici. La semplicità dell'organizzazione degli spazi interni si riflette nell'articolarsi dei volumi esterni, dove spiccano volutamente le due larghe sfalsate falde della copertura in legno lamellare, che si elevano con accentuata inclinazione dall'ingresso fino al culmine in corrispondenza dell'altare, tese a porsi quale elemento di sicura identificazione nell'ambito degli edifici circostanti. Alla positiva risposta alle proposte progettuali faceva subito riscontro il fervore entusiasta dei borghigiani di dar mano all'esecuzione. I lavori sono stati iniziati; imprese e manodopera locali hanno dato il proprio apporto, al pari dei progettisti, gratuitamente; altre ditte hanno fornito parte del materiale necessario. Ma, una volta esauriti i fondi iniziali, frutto di numerose spontanee donazioni, i lavori hanno dovuto essere interrotti e lo sono tuttora. Attualmente è in corso un'opera di sensibilizzazione a vari livelli, presso Amministrazioni ed Enti pubblici e privati, ed è stata riscontrata una buona disponibilità di massima a contribuire al completamento dei lavori. In attesa che le promesse di finanziamento si concretizzino, è d'obbligo sottolineare l'abnegazione con cui i membri del Comitato si sono dedicati e continuano a dedicarsi a questo progetto, al fine solo di restituire all'intera Comunità non solo un servizio essenziale, ma anche un po' delle tradizioni perdute. |