La Chiesa del S. Cuore

frutto della solidarietà

Sefin Tonino  

per il Comitato per la ricostruzione 
della chiesa del Sacro Cuore di Ursinins Piccolo

 

Forse sono tanti dodici anni dalla pubblicazione su "Buje Pore Nuje" dell'articolo "E dopo lis glesiis". L'autore nel fare il punto sulla situazione delle undici chiese di borgata della nostra Comunità, volutamente non si occupò della Chiesa del Sacro Cuore, anche a causa dell'allora recente passaggio da una gestione E.C.A. ad una gestione comunale della Casa di Riposo. 

Ciò tuttavia non sfuggì alla vigile attenzione delle Rev.de Suore che non trala­sciarono di manifestare una certa delusione per tale apparente dimenticanza.

Premesso ciò, e considerato altresì il pur rilevante problema di carattere sociale legato alla ricostruzione della Chiesa, è doveroso preliminarmente in quale delicata situazione si è venuto a trovare all'epoca il nuovo parroco Mons. Albo Bressani: oltre alla normale gestione della Parrocchia e della Forania, il nostro Monsignore ha dovuto affrontare contemporaneamente il problema della ricostruzione di varie Chiese, dal Duomo di Santo Stefano, alla Pieve di San Lorenzo in Monte, di quella di San Bortolomeo nel Cimitero, senza contare che erano ancora da iniziare i lavori di ristrutturazione della Chiesa di Ursinins Grande, e soprattutto di restauro della Chiesa di ricostruzione del campanile di San Floreano.

Orbene, pur in queste evidenti difficoltà, già allora nasceva il desiderio di ridare quanto prima al Culto la Chiesa del Sacro Cuore, luogo di raccoglimento e preghiera non solo alla Comunità ma anche e soprattutto agli ospiti della Casa di Riposo - Centro Anziani. Nella consapevolezza che nessun contributo sarebbe stato dato in tal senso dalle pubbliche istituzioni, si è fatto appello alla grande generosità di quanti, anche in altre analoghe occasioni, hanno offerto il loro concreto aiuto. Proprio quel marcato senso della solidarietà, ha fatto si che oggi tutti noi possiamo ammirare l'opera nella sua completezza.

Il nostro pensiero è rivolto, in particolare, a coloro che, oltre ad aver contribuito economicamente alla ricostruzione della chiesa, si sono con generosità offerti di fornire l'allestimento dell'arredo del luogo Sacro. Anche l'Amministrazione Comunale, sensibilizzatasi al problema ha dato la sua disponibilità per inserire nel contesto urbano la sistemazione degli spazi antistanti al sagrato della Chiesa. Commossi da tanta generosità il nostro sentimento di gratitudine è rivolto singolarmente a tutti coloro che, vicini o lontani, in vario modo hanno reso possibile la realizzazione di questa importante opera.

È dunque motivo di grande gioia per noi tutti poter partecipare, in occasione del ventennale di quel tragico maggio 1976, alla consacrazione della Chiesetta, simbolo ed emblema della solidarietà.