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State ascoltando - Brano 11

1951 Ottobre

Prima S. Messa del Novello Sacerdote

Don GIANCARLO MENIS

 

Il giorno 15 luglio un figlio spirituale della nostra Parrocchia, Menis Giancarlo vestito dei sacri paramenti, attorniato dall'ammirazione di tutti i Parrocchiani, accompagnato dalle lacrime di consolazione dei genitori, ha salito per la prima volta l'Altare con esultanza e tremore per celebrare il Primo S. Sacrificio.

Le campane non avevano annunciato inutilmente il grande avvenimento perché il Duomo era stipato di fedeli quando dalla porta maggiore s'avanzava il corteo al canto del " Tu es Sacerdos ".

Avremmo voluto penetrare allora nel cuore del nuovo Sacerdote per leggervi i sentimenti che certamente vi turbinavano, al pensiero che quella cerimonia non significava per lui un rito esterno, ma la entrata solenne nella Chiesa del Battesimo, della prima infanzia, della prima chiamata al Sacerdozio, non più in qualità di semplice fedele, ma come ministro di quel Dio al quale aveva donato l'energia della propria giovinezza, al quale in impeto gioioso di generosità aveva immolato tutto se stesso esclamando « Tu solo, o Dio, sei la parte della mia eredità ».

Quello era in realtà l'abbraccio del Dio e della Croce.

Avremmo voluto penetrare nel cuore del nuovo Sacerdote anche quando, colle labbra tremanti di gioia, stringendo nella m,ano consacrata il pane ed il calice del Sacrificio pronunciava per la prima volta le parole prorompenti dall'immensa potenza e bontà di Dio : " Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue ".

Egli allora raccoglieva per la prima volta sulle sue labbra una scintilla di Dio e la trasmetteva con gèsto divino alla materia inerte di un po' di pane e di vino per trasformarli nella Sostanza di Cristo.

Le campane, o don Giancarlo, non solo non hanno suonato inutilmente, ma nel povero vibrare dei bronzi, si associavano umilmente all'esultanza sublime del Cielo.

Possa il tuo Sacerdozio, come quello di tutti i ministri dì Dio, sorvolare sulla, terra, richiamo di sublimi ideali, sprone a rinuncie generose, congiungimento all'Eterno e perennemente vivo di quanto sulla terra è, senza Dio, gretto e mortale.

 

Cronaca della giornata

Circondato dai parenti, da numerosi amici di famiglia, dal Clero e dalla popolazione, don Giancarlo è passato attraverso le vie del paese fra due ali di popolo. Apriva il corteo la Banda Cittadina preceduta dal labaro sociale. All'ingresso del nuovo Levita, fra i genitori, nel tempio affollato, la cantoria forte di 50 elementi intonava il « Tu es Sacerdos » composto dal m.o L. Garzoni per l'occasione ispirandolo alla musica perosiana della Messa « Benedicamus Domino » eseguita di seguito.

Al Vangelo il sac. dott. Riccardo Travani Rettore del Seminario Minore, teneva il discorso di circostanza trasportando l'uditorio in atmosfera di commozione e spiritualità. Prima di sedere a pranzo don Giancarlo si recava, accompagnato da mons. Arciprete e dal Padrino don Domenico Forte, Missionario per gli Italiani all'Estero, a visitare i ricoverati della Casa di Riposo benedicendo la mensa allestita dalla famiglia per l'occasione.

Durante la consumazione del pranzo in Canonica, il coro di Pontebba diretto dal concittadino m.o Gino Piemonte eseguiva i migliori pezzi delle nostre canzoni vivamente applaudito.

Fu data lettura di numerose partecipazioni tra le quali quella delle Segreteria di Stato di Sua Santità, di S. E. Mons. Piloni, degli onorevoli Barbina, Biasutti, Schiratti, Candolini; parlarono mons. Chitussi, mons. Urbani, prof. Tra vani, dott. Polizzi. lo scultore Monassi; il festeggiato rispondeva ringraziando.

Seguiva il canto del «Te Deum» dopo il quale il Consiglio Comunale al completo, la Cantoria, e numerosi invitati partecipavano ad un rinfresco in casa Menis.

Per l'occasione il papa pubblicava un' apprezzata lettura : « Stemmi Buiesi », tenuta all'Accademia di Lettere e Sciente di Udine; lo scultore G.M. Monassi eseguiva un'artistica medaglia-ricordo; il prof. Enore Pezzetta un grazioso gruppo plastico raffigurante S. Francesco ed il lupo di Gubbio.