Pasqua 1995 |
Figure di Bujesi che fanno onore al nostro Paese nel mondo: P. Pio Populin di Otello Gentilini |
Non è un fatto di cronaca di tutti i giorni che un sacerdote friulano di Buja incontri, a distanza di 50 anni, un altro sacerdote bujese che vive da quasi 40 anni nel Brasile. L'incontro è avvenuto il 5 febbraio scorso nella più grande chiesa italiana di San Paolo dedicata alla «Madonna de la Pax», in una solenne cornice di religiosità che ha raccolto centinaia di Friulani venuti da diverse parti del Brasile. Oltre alle massime Autorità della città che conta 15 milioni di abitanti e mezzo milione di italo-brasiliani, per la prima volta era presente il Vice Presidente della Repubblica del Brasile l'On. Marcos Maciel. Il Missionario è P. Pio Populin, nato a Buja (Ursinins Grande) da una famiglia numerosa ora sparsa a Urbignacco, a Maiano ed a Bertiolo. I suoi genitori Benedetto e Argentina erano ben noti perché allora a Ursinins gestivano una modesta bottega che era meta obbligata per i carrettieri che si fermavano a sorseggiare «un got di sgnape là di Benedet». Il sottoscritto che vi abitava di fronte (nella casa dei signori Francescato e del barbiere Albin Domini) ne sa qualcosa della bontà e della semplicità della famiglia Populin dove P. Pio (nato 82 anni fa) ereditò i primi germi della chiamata al Sacerdozio. Divenuto Francescano fece i suoi studi a Padova e celebrò la sua Prima Messa nel Duomo di S. Stefano: ricordo che era tempo di Quaresima ed al pranzo di severa astinenza (allora la penitenza si faceva sul serio?!) era presente l'Arciprete Mons. G. Chitussi e Pre Saule. Nel 1958 fu mandato in Missione in Brasile nella regione di Ubatuba e per quasi 40 anni il velo del silenzio ha nascoste le testimonianze eroiche di carità e di povertà di questo francescano che ancor oggi bussa a tutte le porte per dare un aiuto ai poveri, ai vinti, agli umiliati, agli Indios dell'Amazzonia. 11 suo aspetto severo e austero mi fa ricordare il penitente Nicola de Fliie o l'umiltà di Benedetto Labre: ma il suo fisico in apparenza debole nasconde tanto coraggio da edificare case di cura per gli ammalati e luoghi di raccolta dove mantiene circa 400 bambini poveri e tante altre opere. E' da quasi 25 anni che non torna in Friuli. Il Cav. del Lavoro Papaiz Luigi, suo generoso benefattore, mi dice che «la bontà di P. Pio mi disarma, a lui non posso dire nò» ed il Vice Governatore di San Paolo Dr. Alkmin: «P. Pio per noi è il San Francesco di Ubatuba». Di questo personaggio che ai colli di Buja ha preferito le «fazendas» brasiliane, in paese se ne parla poco, è quasi sconosciuto. Non ha avuto benemerenze o premi, le sue opere sono nascoste nelle sponde segrete del Sud-America, con i poveri delle anse del Rio Grande. Forse perché è vero che il bene non fa rumore, e il rumore non fa mai bene: ma è anche vero che gli applausi dei Friulani a San Paolo il 5 Febbraio hanno esternato il loro affetto ad un Bujese che per molti anni ha fatto le sue scelte in un teatro di povertà senza scenario. Il nostro saluto gratulante tramite il Bollettino Parrocchiale va a lui, figlio «de Glesie di Buje che ancje in Brasil... no a pore di nuie!». |