Natale 1999

Suor Sandra cittadina onoraria di Buia

 

Negli anni del post-terremoto ho svolto le mansioni di impiegato dell'E.C.A., l'Ente che per conto del Comune seguiva i problemi dell'assistenza socio-sanitaria e che, in particolare, gestiva la Casa di Riposo.

 Ho avuto modo di conoscere persone di pregevole professionalità, di grande generosità, di straordinario spessore morale: operatori sanitari che, con limitati mezzi e scarsi supporti normativi, avevano saputo istituire e far funzionare un'assistenza domiciliare di ineguagliata efficienza; piccoli imprenditori, agricoltori in particolare, e semplici cittadini che venivano in Casa di Riposo per meritorie beneficenze, spesso chiedendo di rimanere anonimi.

Gli anziani si sono trovati a dover sopportare più pesantemente degli altri gli stenti di quegli anni: i disagi della vita nei prefabbricati, i figli doverosamente impegnati nella ricostruzione... e tanti di loro rimanevano soli. La Casa di Riposo è stato un riferimento importante ed ha svolto, soprattutto allora, un ruolo sociale fondamentale; infatti non ha mai dato ai suoi ospiti la sensazione di un "parcheggio", di essere stati "scaricati" o dimenticati, bensì li integrava in una nuova famiglia che continuava a interagire con la comunità del paese.

E tutto questo avveniva mentre la Casa di Riposo stessa soffriva delle precarietà provocate dai danni dei sismi, della vita in promiscuità nei prefabbricati e nell'edificio con i lavori in corso. Fortunatamente quei periodi sono passati e la Casa di Riposo è oggi una istituzione consolidata, integrata dal Centro Anziani, con il Comune che la segue direttamente, con grande impegno economico e organizzativo.

Che questo istituto abbia saputo superare brillantemente le difficoltà di quegli anni e corrispondere alle esigenze di tanti anziani in difficoltà con risultati così positivi, con la gratitudine di tutte le famiglie coinvolte, non è stato un inatteso miracolo, anche se la Provvidenza senz'altro ha avuto la Sua parte: c'è stata una matrice precisa, l'assiduo lavoro che vi hanno svolto gli operatori, le Suore che con sagacia e cristiano amore gestivano la Casa, e le loro poche collaboratrici.

Diverse sono state le Suore dell'Ordine delle Francescane Missionarie di Gemona che si sono succedute nella Casa di Riposo di Buja; ognuna ha lasciato una indelebile traccia della propria dedizione, laboriosità, calore umano e affetto cristiano. A tutte deve andare la riconoscenza dell'intera comunità. In quest'occasione, però, vorrei ricordare due di esse, che da allora e fino a questi ultimi anni hanno qui operato; non per sminuire la missione delle altre, bensì per rinnovare attraverso di esse l'apprezzamento per tutte: Suor Timotea e Suor Sandra.

La minuta ma instancabile Suor Timotea (servizio di cuoca) era giunta a Buja nel 1966, nel 1988 è stata richiamata a Paese (TV), ma il 05.07.1996 il Signore l'ha voluta con sé, prematuramente negandola alla famiglia e agli amici, ma concedendole il meritato Eterno Riposo. Suor Sandra (Spaccialbelli Emilia, Corinaldo - AN 5/3/21, classe '21) è arrivata a Buja 1"11/11/1966 e quindi è da oltre 33 anni che svolge la sua missione nella nostra comunità. Dal carattere affabile ma riservato,

Suor Sandra rimane per lo più appartata negli scantinati della Casa di Riposo sempre intenta nelle mille attività, anche le più umili, che sono indispensabili alla parsimoniosa gestione dell'istituto. Dopo tanti anni di servizio a Buja, anche se il lavoro è sempre tanto e il suo orario non ha mai avuto né un inizio né un termine, continua a prestare infaticabilmente la sua opera, la sua missione, con l'impegno di sempre, con gli immancabili sorriso e gentilezza che l'hanno sempre contraddistinta nel rapporto con chiunque. Bene ha fatto, perciò, l'Amministrazione Comunale bujese a raccogliere l'idea di assegnare a Suor Sandra la "cittadinanza onoraria".

Un atto ufficiale con cui l'istituzione e tutta la comunità locale esprimono riconoscente gratitudine a lei e per suo tramite a tutte le consorelle che si sono succedute nell'attività nella Casa di Riposo di Buja. Far risaltare l'esempio di un'intera vita donata alla solidarietà, con umiltà e senza clamori, è il miglior modo per prepararci al Giubileo e per affacciarci al nuovo millennio.