1935 Marzo-Aprile- Maggio-Giugno |
La processione "votiva" di Buia a Comerzo sua origine e vicende |
(Marzo 1935) Chi si ricorda nel corso dell'anno della Madonna di Comerzo ? Ben pochi sé escludiamo i borghigiani e qualche persona pia del vicinato. Ma in passato doveva avere il suo fasto questa antichissima (1) Madonna scolpita in legno, sedente in trono col Bambino adagiato sulle sue ginocchia tendente le mani verso un pomo che Essa tiene sollevato nella mano. destra, Ai giorni nostri l'antico fasto si rinnova con le processioni "votive „ che qui giungono divote e raccolte fra l'ottava di Pasqua e i dì seguenti immediatamente all'Ascensione. Giungono dalla conca morenica fino al Tagliamento da Buia, Mels, Vendoglio, Colloredo di Montalbano, Pers, Lauzzana, Madrisio di Fagagna, San Daniele del Friuli, Rive d'Arcano, Rodeano. Altre vi giungevano di siti più lontani fino nel 1714, anno in cui un decreto del Patriarca Daniele Delfino le sospendeva. Questo fatto dà valore ad una credenza, che vive oltre Tagliamento, secondo la quale in antico anche di là si veniva processionalmente a Comerzo. Si narra infatti che un'anno, essendo le "croci,, di Forgaria al Santuario, sopravvennero delle pioggie torrenziali tanto che il Tagliamento fu in piena, dimodoché i " pellegrini „ non poterono tornare alle loro case se non dopo una settimana, quando cioè le acque del fiume erano calate e permettevano il guado. Da quando datano queste processioni votive al Santuario di Comerzo ? Perchè sono state istituite? Precisare l'epoca in cui ebbero origine forse non è possibile. Le "cause,, invece per cui furono istituite vanno ricercate certamente in qualche pubblica calamità; e quella che più trova credito è la peste. Morbo terribile che infierì più volte nei lontani tempi sulla nostra terra mietendo vittime innumerevoli. Si ha infatti memoria che nel 1383 "la peste durò sei mesi e desolò la città di Udine,,. Che datino da quel tempo le processione votive? In una "Tabella,, del Duomo di San Daniele di ventidue anni dopo, si legge: - « L'anno 1405, fra gli altri flagelli, infieriva un morbo contagioso per cui morirono in San Daniele 313 persone con gran pericolo di tutto il restante, quando che .Sua Divina Maestà non fosse placata con molte orazioni, ed efficaci voti, quali oggidì si osservano, poiché ogni anno, l'ottava di Pasqua di Resurrezione, in sempiterna memoria della liberazione che ottennero li nostri di San Daniele, uno per casa vanno a visitare processionalmente la Chiesa della B. V. di Comercio ed ivi si canta Messa Solenne ringraziando Sua Divina Maestà dalla grazia già tanti anni ottenuta col pregarla che di presente e per l'avvenire si degni dì liberarci da sì calamitosa ed orrenda infermità, ed altri flagelli „. Che risalga anche la nostra "processione,, dal 1405? NOTE(1) Il primo ricordo storico della Chiesa di Comerzo risale al 1305 (continua)
(Aprile 1935) (continuazione) Il primo documento antico che ci parta della processione di Buia risale al 1466 : e dice precisamente : - « morì matia qrn daniel Zios di sot col (Sottocolle) qual lassa pro anima sua formento mezzina una e vin conro mezo à distribuir a quelli che vanno drio le crosi il p° venere doppo la Sensa appresso la giesa di S. Pietro, quando si vien dalla Madonna di Comercio » Riportiamo qui altri testamenti perche il lettore abbia sentore dell' importanza che ebbe in passato il « voto » alla Madonna di Comerzo. - « 1514 ali 10 setembre, daniel qm bernardo desiderati qual lassa obbligo a suoi heredi sia tenuti a dispensar mezzina 1 formento coto in pan et 1/2 conro bon vin è tutto distribuir, à queili che vanno drio le - «1515 alli 27 aprile agnolo qm cristofaro del Blanc (1) de Vicca qual lassa mezzina una formento cotto in pan, et conso 1 de mesura di bon vin, è tutta distribuito fra li suoi heredi avanti la giesa di s. pietro de villa nel ritornar dalle croci di s. m. de Comercio e questo sopra un prado sito in Campo » - - «1517 domeni qm francesco buiatt de villa qual « lassa formento mezzina 2 cotto in pan et conri 2, bon «vin, tutto da essere distribuito al p° vener dopo la sensa « al ritornar delle croci della madonna di Comercio, è « questo sopra una pezza di terra posto in loco dieta « baselge » daur le « pozalate » fra i suoi confini et il « pascolo comunal » - Se dunque nel primo documento citato, 1466, si nomina la processione di Comerzo e si lega con testamento delle obbigazioni agli eredi, si può pensare che fosse già una consuetudine antica e cara al popolo di Buia. Consuetudine che venne tramandata fino a noi, come un patrimonio spirituale, da conservare e difendere, NOTA (1) Nel libro originale dove sono tratti i presenti testamenti questo Blanc notato nei cognomi Forti. Di qui i Forte attuali. (continua) --------------------------------- (Maggio 1935) (continuazione) Quali le vicende, le consuetudini di questo «voto» attraverso la catena dei tempi ? Innanzi tutto và notato che dall'anno del primo ricordo 1466 ai giorni nostri, la processione si fa sempre il primo venerdì « doppo la sensa» che è quanto dire il giorno seguente all'Ascensione di Nostro Signore. Rilevato questo fatto passiamo a una supposizione. Prima dell'anno 1472 i due Vicari che avevano la cura della Pieve di Buia, risiedevano presso la matrice « sul Monte ». Perciò fino in quell'anno possiamo logicamente supporre che la processione di Comerzo cominciasse lassù, e che poi, man mano, passando per i borghi del nostro vasto paese, andasse raccogliendo la massa dei fedeli, le croci e le insegne delle chiese filiali. Ma quando dopo l'anno 1472 i due Vicari dividendosi la cura si trasferirono presso le due sacramentali di San Stefano e di Madonna, dovettero questi col popolo, ritrovarsi appresso alla chiesa di San Floriano, che per tutti e due era la più comoda, e quì incominciare le «croci». Infatti il primo documento seguente ai precitati conferma la nostra tesi, e precisa inoltre gli « uffici » spettanti a ciascun Vicario. — « Nel 1696 Leonardo Comoretto di Monte, monico, ossia Campanaro della Pieve, e « sindico del Comun » in una lite insorta fra i Vicari, circa le loro competenze diritti e privilegi, testimonia — « che nel giorno di Venerdì immediatamente seguente all'Ascensione di N. S. nella chiesa della B.V. di Comerzo pertinenze di Susans » aveva accompagnata « la processione che il Comun nostro ha l'obbligo per voto di fare ogni anno» — e sì apprende come in quel tempo era « Come era stato per l'addietro a memoria di uomini sempre praticato che il Vicario della Madonna celebri Messa a San Floriano, ed il Vicario di San Stefano in quella di Comerzo, il qual unitamente all'altro Vicario doveva accompagnar le croci ». Finita la messa « in detto loco si disina e poi si far ritorno a Buia passando per la chiesa di S. Pietro di Maiano, nella quale dal detto Vicario di Sotto monte (S. Stefano) si canta un Evangelio e delli stessi di Buia lì vien dato soldi 4 per volta ogni anno conforme l'antica consuetudine » (Taboga 24 settembre 1668). Ed il « Comun » oltreché ad accompagnare «la processione per voto di popolo» pensava a tutte le spese e pagava i Vicari. Si trova in un « rotolo » del 1664 che per le processioni che si fanno fuori della Villa (1) il Comun o Massaro di Buia, quando « e per loro si celebrino anco le messe ». NOTA (1) Altra processione «fuori della villa» è segnata così nel 1655 «Io Osualdo Taboga V° C° di Buia da Ser Marchio Missio massaro del Comun ricevo in contadi soldi 4 - e le spiese in cibarie per me et per il cavallo per essere stati col detto Comune con la processione a San Spirito dell'Ospedaletti ». (continua)
--------------------------------------- (Maggio 1935) (continuazione) pagano per cadaun Vicario al giorno le spese cibarie per loro et li cavalli, et contadi soldi 4 >. Trentadue anni dopo, nel 1696, in una sentenza fra Comun e Vicari di Buia stipulata il 23 Agosto sì rileva che - «per la processione di Comercio, i Vicari percepivano per cadauno soldi 5 - senza altra obbigazione di pranzo, ma con obbligo di applicare la Messa ». E non soltanto il Comune contribuiva alla retribuzione in denaro ai Vicari, ma anche i « Camerari » dell'antichis-sima e ricchissima fraterna di Sant'Antonio Abate, (1) che pagava « soldi N. 3 per ogni Vicario, in occasione della processione votiva di Comercio ». Anche la distribuzione del pane e del vino dei legati, al popolo che andava « drio le crosi » si apprende che competeva al Comune di Buia. Lo prova il massaro Giacomo Aita, che nel « Libro che contiene le spese fatte della Comunità di Buia» segna sotto la data del 16 maggio 1762; « quando si preparavano li panetti di dare al popolo, spesi soldi 1.10». E due giorni dopo il 18, «spesi soldi n.° 1.05 quando si dispensarono li panetti » - ed ancora « soldi n.° 1.04 nel porto del pane in Comerzo ». Di più : dallo stesso « libro » si sa anche i consiglieri erano tenuti alla dispensa, poiché il 19 maggio 1762 il massaro segna « spesi nella regalia à consiglieri per il consiglio della dispensa del pane a Comerzo ad ognuno 10 totale soldi 12». Con ciò si può pensare che i rappresentanti della « Comunità » soddisfacevano l'ex voto, intervenendo in corpore alla processione. A titolo di curiosità riporto qui, che in quell'anno, era « Sindico Matia Fabro e scrivano del Comun Leonardo Baracchino ». In un documento del 1763 si legge questa «supplica» : NOTA (1) Questa fraterna che esisteva ed era ormai ricca nel 1372 giunge fino verso al 1850, epoca in cui non si sa se eventi politici o un decreto la sopprìmesse dopo oltre 500 anni di vita. (continua) --------------------------------------------
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