Natale 2008 |
Pellegrinaggio in Terrasanta: Diario di un Viaggio di Fede di Anna Calligaro a nome di tutti i pellegrini di Terra Santa |
Presentiamoci: siamo il gruppo di persone che hanno preso parte al pellegrinaggio in Terra Santa organizzato dalla Parrocchia di Buja dal 27 agosto al 3 Settembre scorsi: un "gruppone" di 74 anime tra le quali un modesto, ma frizzante numero di giovani e un esteso e motivato numero di persone in età "matura". Pellegrini in cammino dunque, con l'inconfondibile zainetto arancione sulle spalle, tranne che per il monsignore, il quale ha di gran lunga preferito una comoda e meno appariscente borsa a tracolla. Così siamo partiti alle prime luci della mattina dal Duomo di S. Stefano, direzione: Basaldella - Verona -Tel Aviv - Nazareth. Prima tappa: Nazareth Da dove potevamo cominciare il nostro percorso se non dal luogo dove tutto ebbe inizio? Tra le pareti di quella grotta dove l'umile e potente risposta di Maria fu data all'Angelo: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". La basilica dell'Annunciazione in Nazareth si può definire il primo santuario Mariano della storia, imponente e suggestivo, costruito su più piani, ingloba e contiene nella sua parte centrale la grotta della Vergine con l'altare recante la scritta; "Verbum caro hic factum est" ("II Verbo qui si fece carne"). Da quel "sì" di Maria in poi quanti fatti sono accaduti in questi luoghi, la loro fama ha percorso integra i millenni, ha raggiunto il mondo, ha raggiunto anche noi e ci ha spinti ad andare a vedere di persona. Il viaggio si snoda in tappe giornaliere che hanno toccato i posti di maggiore rilevanza per noi cristiani, a partire dal nord di Israele nel territorio della Galilea, scendendo giù verso la parte centrale del paese percorrendo per un tratto la valle del Giordano fino alla Giudea e da qui risalendo verso Gerusalemme. Seconda tappa: Monte Tabor Il Tabor, staccato dai monti della Galilea e dall'alto dei suoi 588 mt, contempla la fertile pianura di Esdrelon che si estende ai suoi piedi; dal monte si riesce a scorgere nitido il villaggio di Naim, conosciuto per la vicenda della vedova a cui Gesù risuscitò il figlio ormai morto. Per noi cristiani il Tabor è il monte dove Gesù apparve trasfigurato davanti ai suoi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Scesi dal monte, percorrendo la strada che da Nazareth porta a Tiberiade, abbiamo raggiunto il Villaggio di Cana, luogo del celebre episodio in cui Gesù, durante un banchetto di nozze, spinto da sua madre, compì il suo primo segno, trasformando l'acqua in vino per la gioia degli invitati. Due piccole chiese, custodite l'una dai greco-ortodossi e l'altra dai francescani, sono sorte a ricordo del primo miracolo del Signore. Terza tappa: sorgenti del Giordano, monte elle Beatitudini, lago di Tiberiade Questa giornata del pellegrinaggio è stata forse, sia per la quantità dei posti visitati, sia per il clima soffocante, la più intensa di tutte. Alle sorgenti del Giordano, abbiamo rinnovato le promesse battesimali, in un luogo chiamato Banyas, luogo in cui Gesù indagando tra i suoi discepoli sulle opinioni che la gente aveva di lui, Pietro lo riconobbe come Cristo, Figlio del Dio vivente; e Pietro a sua volta comprese il progetto che il Signore aveva su di lui: "Tu sei Pietro e su questa Pietra io edificherò la mia Chiesa". Dal Giordano siamo poi saliti al monte dove Gesù ha proclamato il Vangelo delle Beatitudini: un colle che domina sul lago di Tiberiade; tra l'ombra delle palme e grandi ficus si gode, come da una stupenda balconata, la vista di tutto il lago. E finalmente a pomeriggio inoltrato raggiungiamo il lago! Visto da vicino, anzi da molto vicino... da dentro! Questo è il lago cornice di tanti episodi narrati dai Vangeli, il lago della chiamata dei primi discepoli, il lago in burrasca che si placa, il lago sulla cui spiaggia il Signore cammina raggiante e luminoso dopo la sua risurrezione. E ancora i molti luoghi sulle rive del lago che Gesù ha percorso: Cafarnao, dove ha vissuto nella casa di Pietro, Tabgha dove ha moltiplicato i pani e i pesci, e molti altri posti ancora in cui ha ambientato parabole e insegnamenti. Quarta tappa del viaggio: Gerico, Qumran... Gerico si trova nella valle del Giordano a 400 mt sotto il livello del mare; è una delle città più antiche e basse della terra; sorgenti abbondanti ne fanno un giardino di palme, di agrumi e ogni specie di piante e fiori, compreso l'albero del sicomoro sotto il quale Gesù incontrò Zaccheo il pubblicano e si fece invitare a casa sua; sempre a Gerico Gesù ridiede la vista al cieco mendicante figlio di Timeo e da qui probabilmente partì per il suo ultimo viaggio a Gerusalemme per la festa della Pasqua. Qumran invece conserva la storia di un ragazzo beduino, che partito alla ricerca della sua pecora perduta sui monti, fa la scoperta più esaltante dei tempi moderni: nelle grotte, all'interno di antiche giare, erano nascoste le pergamene con i testi antichi della Bibbia. In particolare sono stati trovati tutti i testi del profeta Isaia e gli scritti di una comunità monastica: gli Esseni, che vivevano sulla riva occidentale del mar Morto. Quel che rimane del monastero degli Esseni, noi lo abbiamo visto: la torre, le sale di scrittura, il forno per la ceramica e le piscine per i bagni rituali. Non solo gli Esseni facevano il bagno da quelle parti, ma anche noi non potevamo perdere l'occasione di immergerci nel mare dei primati: il mare più basso della terra, quello più salato e quello senza vita né animale né vegetale! Così di persona abbiamo sperimentato che si rimane davvero a galla senza sforzo grazie alla densità dell'acqua, e che si può diventare completamente neri in pochi minuti se ci si spalma di quell'argilla nera e sabbiosa di cui è costituito il fondale! E dopo il bagno terapeutico e risanatore, una breve sosta per contemplare l'orizzonte sconfinato e maestoso del deserto di Giuda; poi, senza esitazione, con trepidazione e timore riverente risaliamo il deserto per raggiungere Lei, la città delle città... Quinta tappa del nostro viaggio: Gerusalemme! Situata nel cuore dei colli della Giudea può considerarsi la regina di tutte le città dell'universo. La sua regalità non ha nulla di materiale e la sua grandezza consiste nell'essere stata scelta da Dio per proclamare la santità del suo nome di fronte alle nazioni. Circondata dalle mura antiche, contesa tra molti, eretta su più colli, questa città è complessa da conoscere e raccontare! Infatti, non mi lancerò in questa impresa, mi limito a testimoniare che davvero Gerusalemme è città unica e meravigliosa, ma è soprattutto città contesa, divisa fra dichiarazioni di guerra e trattati di pace, divisa fra lusso e miseria, fra antichità e modernità, fra israeliani e palestinesi, divisa nelle tre grandi religioni monoteiste, che si dividono il mondo e metà dell'umanità, che la considerano la capitale religiosa per eccellenza: la Città santa. Per gli Ebrei Gerusalemme è simbolo delle loro glorie passate e speranza del mondo futuro. Per i Musulmani è il luogo sacro da cui il profeta Maometto fu elevato al ciclo. Per noi cristiani è il luogo dove Gesù patì e fu crocifisso, trionfando sulla morte e sul peccato con la sua risurrezione. Così i nostri piedi hanno camminato sui luoghi della Passione del Signore: l'orto degli ulivi, la roccia dell'agonia all'interno della Basilica del Getzemani, dove è custodito il corpo del nostro illustre concittadino bujese, mons. Aurelio Briante custode di Terra Santa, San Pietro in Gallicantu dove il gallo ha cantato e Pietro ha rinnegato il Signore e sulla Via Dolorosa, partendo dal luogo della flagellazione, attraversando il suk (mercato) arabo, salendo fin in cima al Calvario. E così abbiamo poi sostato sulla pietra dove è stato deposto il corpo del Signore per essere cosparso di olii ed essenze prima di venir adagiato nel Santo Sepolcro dove abbiamo siamo entrati in silenziosa adorazione. E con la gioia della risurrezione di Gesù, tappa che ha coronato il nostro pellegrinaggio ed evento che continua a dare senso alla nostra esistenza, il viaggio è giunto a termine. Grazie dunque, alle guide esperte e pazienti che ci hanno condotto lungo le vie di questa terra di Dio; grazie a don Stefano Romanello, monsignor Goi, don Daniele e padre Renzo Bon; grazie alla guida locale Gilbert e grazie anche alle persone della comitiva per la compagnia e il bel clima. So bene che queste poche righe non rendono giustizia alle cose meravigliose che abbiamo visto e vissuto in Israele e allora auguro di cuore alle persone che leggono senza mai esserci andate, di poter andare di persona a verificare se è così bello come si racconta. Infine, auguro di cuore a noi che siamo appena stati di poterci tornare presto! |