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Tomba nella bufera

del 1976

 

di Don Giacomo Corrado Peressutti.

 

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Anche a Tomba di Buja, a causa del terremoto, abbiamo subito gravi danni, sopportato crudeli sofferenze e pianto dei morti; ma non ci mancò neanche l'aiuto della Provvidenza: anime buone e istituzioni civili intervennero a darci una mano per sollevarci dall'abbattimento terribile in cui eravamo caduti, per curare le nostre ferite e ridonarci speranza e fiducia nell'avvenire.

Gli aiuti di emergenza ci sono giunti presto da tante parti e in misura adeguata, talvolta in modo impensabile e curioso. Per motivi di spazio, non certo per ingratitudine verso gli altri, vogliamo ricordare particolarmente tre nostri grandi benefattori. Prima di tutto CARIMATE (CO) e paesi limitrofi (Marnate, Cantù...).

Un radioamatore di Carimate, che si trovava in quei giorni a Buja, comunicò al suo paese ciò che era successo la sera del 6 maggio e aggiunse che una frazione di Buja, Tomba, dopo il terremoto era rimasta quasi abbandonata, senza interventi pubblici o privati di soccorso. Subito Carimate si mise in moto con a capo il Sindaco e il parroco, i quali, appena un mese dopo, capitarono a Tomba, guidati dal nostro Sindaco, a portare una bella offerta, dopo quella fatta al Comune, alla nostra frazione. Carimate continuò poi a mandarci vestiario, tende e generi alimentari...

Per la nostra chiesa ci offrirono un piccolo, artistico tabernacolo in metallo (che ora custodisce sul lato destro dell'abside gli Oli Sacri e le reliquie) e anche un imponente armadio per i paramenti sacri. I Carimatesi vennero diverse volte a farci visita in pullman, portandoci sempre qualcosa di bello e utile per la chiesa e per i privati. Furono presenti anche alla festa solenne dell'inaugurazione della chiesa ristrutturata e consolidata.

Vada ai Carimatesi la nostra perenne riconoscenza. Il secondo e più grande benefattore è stata la Diocesi di Tortona (AL), la quale per tempo si era messa a disposizione della Caritas di Udine per aiutare efficacemente, mediante gemellaggio, una parrocchia della nostra Diocesi gravemente disastrata dal terremoto. L'idea del gemellaggio era appena nata e doveva ancora svilupparsi e farsi conoscere e noi, sacerdoti in cura d'anime, eravamo allora presi da molti altri e gravi impegni.

Ci fu però chi pensò in tempo a noi e alle nostre più urgenti necessità: mons. Bressani, nostro amato e stimato arciprete, allora membro eminente della Caritas Diocesana. Egli è stato per noi veramente provvidenziale perché indirizzò subito la Caritas di Tortona verso la nostra parrocchia. Ed ecco, due mesi dopo il terremoto, in un assolato pomeriggio estivo, mi vedo capitare in canonica, senza alcun preavviso, un nutrito gruppo di persone, guidate da mons. Bressani.

A capo del gruppo c'era nientemeno che il Vescovo di Tortona, Mons. Bongiannino, con il suo Vicario generale, il Presidente della Caritas di Tortona (Mons. Remotti) e il presidente generale della Caritas Italiana (Mons. Nervo, l'ideatore dei gemellaggi). Frutto di quell'incontro fu appunto il gemellaggio della Diocesi di Tortona con la Parrocchia di Tomba di Buja.

E subito ebbe inizio il lavoro dei volontari di Tortona che censirono in loco le più urgenti necessità per provvedervi nel più breve tempo possibile. I volontari trovarono alloggio al primo piano del caseificio sociale e avviarono il loro lavoro di riparazione di fabbricati danneggiati per garantire un alloggio alle famiglie senza tetto, gettarono le fondamenta per l'installazione di prefabbricati, fornirono utensili da cucina, fornelli, suppellettili di ogni genere, indumenti, ecc., ma soprattutto seppero animare le persone più smarrite perché riacquistassero la fiducia nel ritorno alla normalità, nonostante le terribili scosse del mese di settembre.

Ma la loro principale preoccupazione fu la realizzazione del Centro della Comunità, assolutamente necessario, specialmente per la ripresa della vita religiosa. Gettate le fondamenta durante il mese di agosto, seguì faticosamente ma tenacemente il resto nei mesi successivi finché a dicembre, la domenica 23, ci fu la solenne benedizione alla presenza di due Vescovi, di una ventina di sacerdoti, quasi tutti provenienti da Tortona, e della popolazione festante e plaudente. In seguito furono installati 7 prefabbricati in cemento precompresso per altrettante famiglie bisognose, a spese naturalmente della Caritas di Tortona. I volontari, sempre assistiti da un loro sacerdote, assicurarono la loro preziosa presenza in paese per due anni, sempre pronti, generosi, capaci. Qualcuno perse anche un anno di scuola per restare tra noi.

Che il Signore li benedica e li ricompensi tutti generosamente. Terzo grande benefattore: la Signora prof.ssa cav. Eleonora Tait, italiana di Pergine (TN), con la collaborazione della Dante Alighieri (benemerita Società che si occupa della diffusione della cultura e della lingua italiana all'estero) di Amstetten (Austria), presso la quale era impegnata, e del Comune della stessa cittadina. La Sig.ra Eleonora, donna di grande fede e di cuore generoso, che cura e segue sempre, anche ora, i suoi tanti ex allievi formando con essi un sodalizio e insegnando soprattutto a testimoniare la solidarietà con l'assistenza ai diseredati, ai minorati, alle vittime delle disgrazie, saputo del disastroso terremoto del Friuli, si mise subito all'opera, coadiuvata soprattutto dal sindaco di Amstetten, suo ex allievo, e dagli altri membri del sodalizio, per organizzare i soccorsi.

Ma con chi prendere contatto? Una donna di Madonna di Buja, colà residente, le fornì i numeri telefonici dei parroci di Buja. Ma i telefoni in quel frangente non funzionavano: solo quello della canonica di Tomba rispondeva. Era la notte stessa del terremoto, a ora tarda, quando squillò il telefono. Era lei, la Provvidenza! Dopo la presentazione, ella mi disse che sarebbe venuta quanto prima a esaminare la situazione e a concordare gli aiuti. Così avvenne! Due settimane dopo arrivò un autocarro carico di indumenti, calzature, coperte, biancheria...

Un mese dopo la nostra benefattrice ritornò con il sindaco di Aschbach, una cittadina poco distante da Amstetten, con un carico di indumenti scelti con cura per uomo, donna, bambino, ragazzo, promettendoci che sarebbe ritornata. Due mesi dopo, con una commovente quanto semplice cerimonia, avvenne la consegna ufficiale di un prefabbricato in legno di m 10 X 5 offerto dal Comune di Amstetten, destinato a una famiglia dei Saletti di Tomba composta da quattro anziani, due sposi e due bambini: fu il primo prefabbricato installato a Buja. Tre mesi dopo giunse un altro autocarro carico di legname da costruzione: 10,5 mc di tavole e listelli.

Sempre grazie all'intervento della Sig.ra Eleonora, giunsero altri 4 autocarri, inviati dagli industriali del comune di Amstetten con 21 mc di legname da costruzione e 8-10 tonnellate di carbone coke, oltre a sedie, vestiario, cemento. Alla fine di ottobre un altro carico di carbon fossile, stufe, cucine, vestiario pesante veniva a confortarci contro i primi freddi.

Ai primi di novembre un altro carico analogo bissava gli aiuti di ottobre e in più portava tre carrozzelle per invalidi: una destinata a Tomba, due agli ospiti della Casa di Riposo. Fu particolarmente significativa la consegna del materiale, effettuata dal pretore di Amstetten, lui pure costretto in una carrozzella, il quale rivolse ai presenti un commovente indirizzo in italiano.

E continuerà ancora la processione di solidale aiuto degli Austriaci, guidati dall'eccezionale anima della prof.ssa cav. Eleonora, che si è dimostrata una generosissima, indimenticabile mamma per tutti noi. Per tutto il bene che ci ha fatto e ci ha voluto la ringraziamo di cuore, insieme a tutti gli amici di Amstetten.