Responsabilizzazione e creatività sono il diritto di tutti di Mario Ragagnin | |
le rivoluzioni e i risorgimenti sono sempre fatti dalle minoranze di élite Le associazioni di élite non si rendono conto del loro dovere, derivante dal potere, perché nessuna entità superiore si rende conto di quello che è chiamata a fare, dato che ognuna si ritiene lo scopo del mondo, fine a sé stessa. Questo avviene per gli individui e per le Nazioni. E da ciò deriva ogni male. Coloro che professano per definizione e per mestiere la razionalità, culminante nella cultura e nella conoscenza come scopo, proprio per questo non passano allo scopo successo, alla conseguenza logica e al comportamento attivo, ossia all’applicazione di quanto conoscono. Perché ciò rimane estraneo alla loro finalità individuale, del sentirsi e dell’apparire superiori personalmente. Le associazioni di élite sono, per loro natura ed essenza, la capacità di ragionare dell’umanità, e sono in grado di decidere in proprio, senza aspettare l'ondata di massa che le spinga, l'adesione di una opinione pubblica di maggioranza alle idee di piena libertà e sovranità individuali, che trascini le persone passive. Le associazioni di élite sono il perno dell'intero progetto di valorizzazione delle potenzialità oggi represse negli uomini, e necessarie ad affrontare e a risolvere i problemi del mondo. Non ascoltano passive ed incerte, incapaci di giudicare e valutare, come avviene di solito per il pubblico; che non si ritiene all'altezza delle idee, rimane schiacciato dalla pseudo-cultura e reagisce sempre male a chi parla, ritenuto un maneggione interessato solo a sé e con doppi fini. Le associazioni di élite devono proporsi la conoscenza di sé e della collocazione che ricoprono nell’insieme delle cose, chiedendosi il perché si sono formate, a quale fine, che esse, per loro stessa utilità e necessità, devono rendersi esplicito e cosciente. le associazioni di élite guideranno i volontari a riordinare il mondo con un progetto organico, di interesse anche pratico ed economico per tutti, inclusi gli Stati primi: che, facendo in tal modo il loro dovere, si salveranno e rimarranno primi Le reti già esistenti delle associazioni di élite a livello internazionale scopriranno cosa sono sorte a fare. Si tratta di un esercito pronto alla conquista del mondo, ma che non sa da dove incominciare. Le stesse ipotesi sui governi ombra mondiali, sugli Illuminati e su altre associazioni segrete, che si proporrebbero la conquista del mondo, rivelano una possibilità e una necessità (che sarebbe logico aspettarsi) di rapporti delle élites con l’insieme dell’umanità. Esse ora troveranno la via giusta e logica di realizzazione. Finora ogni espressione e azione umana rappresentava una esigenza in negativo, inconscia; che nessuno si incaricava di tradurre in positivo, perché nessuno si sentiva responsabile e in dovere di sostenere il mondo, ritenendolo estraneo a sé stesso. Ogni nuovo sistema filosofico, ogni confessione religiosa e ogni corrente artistica erano definiti in termini di negazione dei pre-esistenti, che così venivano superati, diventavano “precedenti”, cioè passato. Ogni nuova realtà si qualificava in termini di opposizione, di negazione ad un’altra. In tal modo realizzava sé stessa, la sua “identità”, come contrapposizione di fatto e distinzione qualitativa, spesso in antitesi al comune denominatore delle realtà preesistenti. Ora invece le realtà, individuali e collettive, si definiranno in termini della funzione futura sul mondo, seppure in ogni momento dentro il particolare contesto a cui daranno vita, nel convergere in sintesi con i portatori delle altre idee, coinvolte ad ogni passo. E’ il cervello dell'umanità che si andrà formando. Esso comincerà a risolvere il mondo già dall’inizio del suo aggregarsi. Lo coordinerà e lo assimilerà al suo livello di soggetto, col cooptarlo nel suo autoorganizzarsi: che, seppure utilitaristico, farà l'interesse di tutti in quanto già in partenza si sarà immedesimato col Tutto. Le associazioni di élite guideranno i volontari ad operare in sinergia, in un quadro unitario nel terzo mondo; e prevederanno lo svuotamento di facoltà, competenze e legittimità ai governi attuali, primo problema di quegli Stati. Perciò già dall’inizio libereranno l’azione dei volontari da ogni vincolo del vecchio Diritto. Si tratterà di un virtuale passaggio di consegne della sovranità (ad acta) agli operatori emergenti, rappresentanti della nuova umanità. Le associazioni di élite e i volontari di base si riconosceranno indispensabili gli uni agli altri. Unificheranno l'umanità e, col sostituirsi ai poteri politici, saranno pienamente sé stessi. La categoria primigenia della religiosità (potenziale conoscenza a priori del Tutto), verrà attuata in positivo dagli intellettuali; e includerà il potere temporale politico come sua funzione implicita e scontata nell’esecuzione pratica programmata. Questo chiarirà, tra l’altro, le cause e le motivazioni sotterranee delle lotte fra i due poteri lungo la storia. Ogni passo in avanti sarà anche una conquista conoscitiva del passato. Gli intellettuali, sostenendo le iniziative delle associazioni di base con le previsioni e le motivazioni globali del progetto mondiale, le renderanno una forte spinta emotiva per i rappresentanti religiosi di base; che, dalle cattedre pluralistiche, si irradieranno quali proiezioni nervose verso le zone in conflitto, per coordinarle fra loro grazie al coordinamento col cervello della nuova organizzazione. www.marioragagnin.net (I disegni inseriti nel testo sono tratti dalla rivista “El Tomât”) |