Carnevale

di Mario Ragagnin

 

 

Il Carnevale è l'unico momento serio, perchè ci permette di essere noi stessi; il resto dell'anno lo disperdiamo al servizio di un sistema che ci costringe a metterci una maschera. In quel giorno invece, mettendoci una maschera, riusciamo a mostrare quello che siamo. Il costume che indossiamo rivela il nostro carattere profondo, che di solito nascondiamo.

Con ciò che costruiamo poi, carri e scenografie, liberiamo la nostra creatività. Siamo veramente tutti artisti. Soltanto non lo sappiamo. La solita vita ci limita e non ci permette di liberare la nostra fantasia, che non abbia altro scopo che sè stessa.

E questa la vera linfa delle arti: che in seguito verranno addomesticate, come tutto, in forme che serguiranno determinate regole. Ma in quel giorno siamo artisti, creatori genuini, e realizziamo nell'effimero le composizioni e le armonie di splendide opere, in cui i sogni si fanno realtà ed a cui concorrono valori di tutti i generi espressivi: figurativi, musicali, mimici e letterari.

Si realizza un mondo a sè, di favola, un Regno fantastico dove ogni cosa è possibile: un colpo di bacchetta magica e i desideri si avverano.

E ciò che si sceglie, come significato allegorico del carro e del corteo, è la nostra rivoluzione umana e culturale. Con essa affermiamo un'altra realtà, un differente modo di essere fra gli uomini.

Anche il periodo delle vigilia, di preparazione e di attesa, è un momento di aggregazione che evoca una situazione sorprendente di nuovi rapporti fra i residenti della Borgata. I quali si sentono uniti e solidali, a ricercare la loro identità non solo artistica, ma psicologica e sociale, che sfocerà nella festa come apertura verso il mondo.

Carnevale è tutto questo e ancora qualcos'altro; è tutto ciò che uno immagina e desidera, finalmente realizzato in un caleidoscopio di emozioni, in cui realtà e fantasia non sono più separate.

L'uomo riscopre sè stesso, le sue nascoste possibilità e la sua ricchezza interiore. Da questa sorgente otterrà la ricarica per proseguire il cammino della vita. È dal confronto con tali momenti che ricevono significato gli altri momenti, del resto dell'anno. È un capovolgimento di prospettiva, che rivela la giusta e corretta visione delle cose.

I rapporti umani fine a sè, senza secondi fini nè strumentalizzazioni, si rivelano i veri valori, ben più importanti di ciò per cui si utilizzano di solito. Finalmente viviamo, dimenticando limiti e costrizioni.

E seppure poi ci adatteremo per un anno ad essere diversi da quelli che dentro di noi ci sentiamo, ritornerà il Carnevale, ad offrirci di nuovo la sua magica fonte di libertà e di giovinezza.