| Il nuovo ordine umano partirà da Israele di Mario Ragagnin | |
Sul sito www.marioragagnin.net è stata pubblicata la seconda parte del libro “I Volontari e il Potere”, dal titolo “Il nuovo ordine umano partirà da Israele”. Qui si presenta in sintesi l’introduzione all’argomento. -------------------------- Per unificare l’umanità dal basso e così risolvere tutti i problemi, tradurremo le ideologie (oggi qualitative, e perciò intraducibili tra loro se non con la forza) nel comune denominatore dei rapporti di potere fra basi e vertici (individuali e collettivi) da cui le ideologie derivano. La soluzione comporta, ad ogni passo, una superiore idea e una realizzazione universale. Questo finora è avvenuto inconsciamente; ora lo attueremo consapevolmente in un progetto mondiale, grazie all’aver compreso il procedimento e perciò la composizione interna di ogni collettività religiosa e politica, formata sempre dagli stessi elementi. La nuova visuale sarà il punto di riferimento per la cultura, a cominciare dalle scienze umanistiche. I portatori di idee realizzeranno pienamente sé stessi e il proprio fine collegandosi tra loro in un sistema logico unitario, in cui ogni fattore sia contemporaneamente causa ed effetto dell’insieme degli altri. Negli incontri delle cattedre pluralistiche le opposte posizioni convergeranno sull’interesse comune di ottenere le strutture portanti per generalizzare tali incontri e per attuare la comune espansione, vero scopo di ogni ideologia, religiosa o politica. I poteri tradizionali devono organizzare un sistema di strutture di servizio e comunicazione per permettere a tutti di esprimersi e di estrinsecarsi con un proprio progetto. La soluzione oggettiva consisterà nell’organizzazione che si formerà a tal fine, e che rappresenterà il cervello dell’umanità, oggi inesistente. I fini ideologici attuali si risolveranno nei mezzi di reciproca apertura e disponibilità. Si ridarà il potere a tutti gli uomini, in forma di libertà, attraverso l’intrecciarsi delle ideologie fra i popoli e le nazioni: che capovolgerà i rapporti di potere all’interno degli Stati. L’iniziativa delle basi d’Israele, laica e religiosa, sarà il punto di partenza e di irradiazione per i collegamenti con tutte le religioni e le politiche del mondo; che si reintegreranno in unità arricchendosi a vicenda. Il procedimento, unificando l’umanità, risolverà i problemi della conflittualità già dall’inizio del suo configurarsi. E si avrà così la dissoluzione del fenomeno “potere”, non più necessario. L’economia di credito mondializzata, a carico dei governi e dell’ONU, potenzierà le risorse naturali e le ridistribuirà secondo la priorità della predisposizione all’umanità delle diverse realtà ed entità. è la dissoluzione del fenomeno “potere”. I volontari, ottenendo quanto è necessario per realizzare i loro progetti, svuoteranno i governi di diritti, poteri e legittimazione. Ogni passo verso l’unificazione umana è una conquista definitiva ed una soluzione di superiore livello. Ci si libererà dai poteri senza bisogno di nuovi poteri. I mezzi e i riconoscimenti dovuti agli operatori di base sostituiranno le facoltà e le legittimazioni dei poteri tradizionali. I quali oggi, tenendo separate le collettività, provocano i conflitti. L’intuizione di Marx, che l’insufficienza di fondo stia nel rapporto fra padroni e operai, si allargherà a quella del rapporto in generale fra basi e vertici. Questo è il comune denominatore che dà origine alle ideologie, religiose e politiche, paraventi a giustificazione della volontà di potere e di espansione universale insita negli uomini e nelle collettività. Risolvendo il rapporto fra basi e vertici, si risolvono già dall’inizio tutti i conflitti, derivanti dalle separazioni, mantenute dai governi. Le successive ribellioni e scissioni (militari, politiche e religiose) erano sempre tentativi di liberarsi dalle gerarchie, dai capi divenuti padroni. Ogni nuovo potere, nel suo momento sorgente, è accolto per quello che dovrebbe essere: il liberatore (dal potere precedente, sorto come guida per lo stesso motivo, per liberare quel popolo, ma poi inevitabilmente deviato a finalizzare a sé la posizione acquisita). Perciò bisogna interpretare ogni ribellione come esigenza di ciò che “dovrebbe essere” e non è: il capo dovrebbe elevare al suo livello i seguaci, rendendoli guide di ulteriori collettività. Israele interpreterà in positivo le ribellioni, nella visuale di un sistema logico generale dei rapporti fra basi e vertici. il piano di israele. Se Israele servirà i Palestinesi (come ogni capo fa per i suoi seguaci, al fine di giustificare la sua posizione di capo) offrendo loro i mezzi e i riconoscimenti giuridici necessari perché si espandano, essi riconosceranno Israele come loro “patria”. Dagli incontri e dai dialoghi si passerà alle logiche conseguenze: alle espansioni comuni degli interlocutori, dato che è questo il vero scopo delle ideologie. Israele diverrà così il leader degli Arabi e l’intermediario fra Oriente e Occidente. La nuova concezione di “patria” dipenderà dal comune progetto di unificare l’umanità e così liberarla. La linea principale del piano si svilupperà dal rapporto fra le basi di Israele (laica e religiosa), gli Ebrei nel mondo, i protestanti dei Paese primi e l’ONU. Chi offre sedi e strutture per gli incontri controlla coloro che si incontrano. L’ONU risulterà articolata al suo interno secondo tematiche funzionali, corrispondenti alle rappresentanze delle associazioni dei volontari di base. Le ideologie si risolveranno l’una nell’altra: basta disporle opportunamente fra loro. Le diverse religioni, mettendo in pratica i loro principi, li scopriranno uguali. Unendo gli Dei, si uniranno i popoli. Scopriremo cosa sono le religioni, le politiche e le arti col ricomporle nell’unico sistema logico, la grande struttura da cui derivano. I movimenti minoritari monotematici, col riunirsi a monte, diverranno onnitematici, e saranno così in grado di affrontare integralmente i problemi mondiali. La verità sarà l’organizzazione volta a ricercarla. Agli artisti si apriranno nuovi orizzonti. La riorganizzazione del mondo rappresenterà il capolavoro di tutte le arti. Il mondo è un grande laboratorio. I gomitoli accentratori attuali (i centri di potere) si sgomitoleranno, offrendosi reciprocamente i fili per costruire il comune tessuto. Basta che la base, l’opinione pubblica mondiale, si renda conto di avere diritto di pretenderlo. Cominceremo a capire che cosa è la cultura con l’inquadrare il vivere quotidiano nella visione della finalità ultima: che darà senso e significato ai fatti e ci guiderà nell’azione di ricomposizione di uomini e cose nell’unità di origine, loro vera essenza.
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