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Le radici del potere di Mario Ragagnin | |
'O vin preât al nestri concitadin prof. Mario Ragagnin di esponi in pocjs peraulis al struc dal so pinsir e des sôs propuestis par une gnove culture dal mont, esponudis massime in doi volums resinz: Idealisti unitevi, Tricesimo UD 1981, pagine 256; Le radici del potere, Fagagna UD, pagane 246. Lui lu à fat vulintïr butant-iu chest ristret di une part dal secont libri. E nô j al vin agrât.
La situazione attuale del mondo Il carattere fondamentale della nostra epoca sta nel fatto che tutto è ideologizzato. Le ideologie finora corrispondevano a finalità particolari, oggi si sono evolute in proposte universali. È il preannuncio della nuova fase evolutiva riportante all'unità. Questo è l'aspetto positivo; c'è poi quello negativo. Le ideologie hanno bisogno di apparati di sostegno organizzativo e diffusivi sempre più grossi, alla cui base stanno gli uomini. Ecco la contraddizione: il loro scopo dichiarato prevede l'uomo come fine e la loro necessità di sostegno usa l'uomo come mezzo. Da ciò deriva lo scollamento in atto fra le componenti esistenti all'interno delle istituzioni e della società. Gli apparati strutturali poi divengono lo scopo e provocano la contrapposizione esterna di una ideologia contro l'altra. E queste degenerano in mezzi di sostegno e di giustificazione dei loro stessi apparati. Non sono, dunque, le idee ad opporsi come sembrerebbe e comunemente si crede, ma i loro supporti materiali, perché ognuno teme il potere rappresentato dall'altro. Da ciò derivano le opposizioni di forza. Paradossalmente oggi le grandi ideologie che si propongono come soluzione ai problemi della umanità, costituiscono il principale problema e rischio per l'umanità stessa. D'altronde, finora si sono combattuti gli apparati sempre con altri apparati, ossia ricadendo nel medesimo errore e riconfermandolo.
Che cosa si deve fare Per superare il circolo vizioso si devono istituzionalizzare gli apparati di sostegno. Ciò significa incaricare di questo servizio sociale, prioritario e condizione per ogni altro, chi detiene il potere. Esso è il primo di tutti i diritti civili. Si deve richiedere l'istituzione di un sistema di mezzi, pubblici e ufficiali di sostegno e di espressione per qualsiasi, si tratti di persone gruppi o associazioni. Un po' alla volta tali mezzi formeranno una rete sovranazionale e mondiale. La nuova struttura sarà neutrale e di pura funzione tecnica, tendente all'automazione e fondata sul self-service, in modo che non ci sia più alcun filtro umano e deciderne l'uso, e tutti possano servirsene. Ci sarà sempre meno bisogno in tal modo che ciascuno provveda ad organizzarsi da solo le sue strutture privatistiche, pur rimanendo sempre libero di farlo. Anzi, ci sarà un confronto. Comincerà con un servizio libero di mass media, stampa ed emittenti, per ampliarsi progressivamente ad una rete sempre più vasta di comunicazioni, di distribuzione e di organizzazione.
La libertà Ciò libererà le idee, che non dovranno più provvedere prioritariamente a sostenere se stesse, deviando dalla loro finalità originaria e provocando così le reciproche contrapposizioni. Le idee si troveranno in salvo a monte dei centri di potere, libere da necessità materiali, da controlli interessanti e da strumentalizzazioni fuorvianti. Gli stati non appariranno più gli indispensabili depositari e paladini delle ideologie, perché saranno altre allora le sedi di tali rappresentanze, quelle finalmente appropriate e naturali. Verrà meno la giustificazione della forza e perciò della guerra, a difesa e a propaganda delle ideologie; apparirà tutta l'assurdità di una tale pretesa. Finalmente saranno poste le condizioni per una sicura pace. Cadranno le opposizioni, collettive ed individuali, in quanto ognuno potrà esprimere sé stesso, il suo valore e identità, senza imposizioni di sé. Cadrà il timore per sé e per le sorti della propria idea; né questa motivazione potrà essere più usata da copertura alla volontà di sopraffazione ed alla formazione di centri di potere. Non troverebbe più accoglimento e credito nell'opinione pubblica; che maturerà rapidamente in tale nuova libertà di pensiero e potrà essere sempre meno manipolata. Si svuoteranno di giustificazione i gruppi chiusi e gli Stati fine a se stessi, con i vertici e le istituzioni impositive che ne derivano, finora motivati dalla necessità di contrapposizione esterna.
Non più gli uomini per le idee, ma le idee per gli uomini Ci si rivolge a coloro che hanno un'idea, politica o religiosa o anche filosofica, scientifica, artistica, che credono in qualche cosa e sono seguaci delle ideologie esistenti, partiti e chiese. In campo politico ad esempio quasi tutti hanno una loro idea ed in qualche modo la sostengono. È, dunque, a tutti quelli che contano che ci si rivolge, senza entrare nel merito di nessuna convinzione, fede o posizione. Si fa solo notare che il procedimento oggi seguito per portare avanti una qualsiasi idea, è errato e controproducente. Si avvertono coloro che credono in qualcosa, di ciò che avviene alle loro spalle e di quale strumentalizzazione essi sono vittime. Coloro che contribuiscono a formare l'opinione pubblica all'interno di un gruppo determinano la credibilità dei capi di questo, e perciò sono gli inconsapevoli detentori delle leve del potere. Essi, invece, sono costretti a sottostare alle regole imposte dalle organizzazioni che forniscono loro i mezzi di espressione a comunicazione, e sempre più lasciare che la loro idea venga asservita a sostenere l'apparato di tali organizzazioni, capovolgendo l'ordine logico delle cose. I compromessi e i doppi fini che ne derivano sono il principale motivo per cui l'opinione pubblica diffida dei politici, e sono la causa del sempre maggiore distacco fra paese reale e quello istituzionale.
Istituire un servizio di mass media a disposizione di tutti Alcuni movimenti di livello nazionale insistono a chiedere dei referendum per l'abolizione dei finanziamenti ai partiti. Non riescono a vedere la soluzione: che è di volgere in positivo la loro richiesta e pretendere, quale servizio pubblico di diritto, la disponibilità per tutti quei mezzi ed apparati che oggi sono monopolio di alcuni, e perciò origine del loro potere, che poi diventa la finalità stessa del loro operato. Solo una struttura istituzionalizzata a disposizione di tutti garantisce veramente la realizzazione e l'esercizio delle libertà fondamentali, di parola e di stampa. Il cui dettato altrimenti rimane sulla carta, sempre predicato e mai applicato.
La cultura Ciò che oggi viene fatto passare per cultura è di solito un travestimento del potere: che salta fuori in abito da pomeriggio attraverso canali che ne riqualifichino il prestigio. La cultura diventa possibile nei limiti delle strutture che le permettono di formarsi e di circolare. I centri i potere, decidendone i sostegni, non le permettono di essere l'altro polo, in alternativa al loro, che crei la circolazione dialettica, essenziale alla vita della società ed all'intelligenza delle persone. Coloro che hanno idee da esprimere, per esercitare la loro funzione di intelletto e coscienza dell'umanità, devono essere liberi da strumentalizzazioni. Il presupposto per ogni loro iniziativa è l'uso dei mass media. Essi non si rendono conto che ne hanno diritto. Anzitutto dunque tradiscono sé stessi non richiedendoli e non rivendicandone la piena disponibilità per tutti. Informando l'opinione pubblica del suo diritto, ne guadagneranno l'adesione. Questa è la conquista comprensiva di tutte. Ogni altra particolare rivendicazione ed ogni beneficio materiale ne conseguono automaticamente. L'unica maniera per ottenere tutto, e qualsiasi cosa, è di ottenere preliminarmente i mezzi per rivendicarlo. Il contenuto delle ideologie può trovare applicazione e soluzione soltanto tramite tale azione indiretta sulle strutture portanti. E non battendoci noi la testa direttamente l'un l'altro, come stiamo facendo adesso! Coloro che hanno qualcosa da dire rappresentano il potere spirituale. Essi non si sottometteranno più al potere temporale, politico, ma realizzeranno l'originaria autenticità, e perciò anche potere, delle idee: che finalmente muoveranno tutto. Non erano le idee a trovarsi in antagonismo bensì i loro apparati di sostegno, in quanto privatistici, ed a cui perciò ognuna doveva provvedere da sola. Il procedimento qui indicato è valido per conquiste immediate. Ma l'aspetto di interesse pratico individuale con quello di interesse generale, di superamento della crisi che minaccia l'umanità. Per questo rappresento la soluzione delle cose. È un progetto di ristrutturazione delle istituzioni. Costituisce un orientamento per politici e amministratori. Delinea una diversa cultura per la società contemporanea e fonda un nuovo movimento di opinione. Come inizierà questo movimento Non si deve aspettare che si muovano le cose a livello nazionale; già localmente si può fare molto nell'ambito provinciale e regionale. Ciò, anzi, potrebbe rappresentare un modello necessario per i successivi e maggiori sviluppi. Basta si incontrino rappresentanti di idee diverse e chiedano la stessa cosa, dato che è di loro comune interesse: un servizio tecnico di mass media. Questo sarà utile alle più diverse posizione; che se ne potranno servire anche separatamente e indipendentemente una dall'altra. Non si tratta dunque di abbracciare ideologie o di approfondire disquisizioni filosofiche. Ma solo di calcolare se ci conviene praticamente chiedere quanto si occorre, ossia di fare il nostro interesse e tornaconto; altrimenti la cosa non riesce neanche bene. Sarà il mezzo e il metodo di per sé che poi costituirà il fattore di soluzione generale. E chiunque può richiederlo, perché con ciò non disturba né costringe nessun altro. Per ottenere quanto spetta individualmente a tutti, per definizione non sono richieste preliminari, maggioranze né conseguenti formazioni di potere: come finora avveniva inevitabilmente per ogni riforma; che per ciò doveva essere poi a sua volta riformata. Bastano pochi, che si sentano invitati e responsabilizzati, e prendano veramente l'iniziativa. Il che anche significherebbe levare la parola "protagonismo" dalla naftalina della retorica e attuarla di fatto. Indipendentemente da quanto diranno e faranno all'inizio, costituiranno un caso con il loro semplice gesto, che attirerà su essi quell'attenzione che è sufficiente alla partenza. E si ridistribuirà il potere sotto forma di libertà. L'uomo, uscito dalla passività naturale, diverrà soggetto responsabile ed autocosciente. |