Sulle orme del passato dì Lambert Grastnann | |
Tra le sue varie raccolte, il museo civico cittadino di Vilsbiburg, mette in grande evidenza un grande numero di stoviglie e vasellame di terracotta e argilla, tutti prodotti nel vicino centro di ceramica "Kròning" da circa 600 anni. Anche oggi si continua a scavare quella argilla preziosa e di grande qualità, che fino a circa 60 anni fa veniva usata dai vasai per produrre e creare le loro stoviglie. Oggi però quell'argilla così preziosa e ricca viene usata solo per le fornaci che producono mattoni e tegole e che viene ivi trasportata con dei grossi autocarri. Il responsabile del museo, sig. Lambert Grasmann, non si è limitato a raccogliere solo i prodotti dei vasai. Dato che appunto l'argilla, il materiale base, viene usata anche per la produzione di mattoni, si è impegnato a raccogliere, con un continuo interesse, informazioni intorno alla produzione di laterizi, mattoni, tegole e materiali affini. Nel corso di queste ricerche e grazie anche a diverse iscrizioni sui vari manufatti, si è scoperto che la produzione di tanti pezzi era di evidente manodopera italiana. Proseguendo con le indagini e con le ricerche nell'archivio comunale di Vilsbiburg, nelle cartelle cliniche del vicino ospedale distrettuale, nei giornali, nell'archivio di stato di Landshut e presso i discendenti dei proprietari delle fornaci di allora, si ricavò ben presto un quadro fitto di informazioni dei primi operai stranieri qui attivi. Si potè notare che la maggior parte di questi lavoratori provenivano dall'Italia settentrionale e più precisamente dal Friuli. Centinaia erano i nomi di fornaciai friulani o di "cappuzzàz" che si potevano ritrovare nei vecchi documenti delle Assicurazioni Comunali ed in quelli delle Assicurazioni contro le malattie o in altri previsti dalle varie leggi che regolavano la produzione di laterizi. Già nel 1979 il direttore del museo Lambert Grasmann avviò i primi contatti con l'allora quasi novantenne ing. Domenico Calligaro di Buja, figlio del sig. Luigi Calligaro, "capuzzàt" tra il 1887 e 1900 qui a Vilsbiburg, contatti che purtroppo non si approfondirono. Solo quando si pensò di allestire una mostra speciale sui fornaciai, ("su quelli che formavano a mano i mattoni e sui fuochisti") di Vilsbiburg e dei dintorni, ci si ricordò dei contatti avuti quasi vent'anni prima e ora ripresi con il dott. Pierluigi Calligaro, figlio di Domenico e con il Comune di Buja. Iniziarono così nuovi contatti approfonditi con colloqui personali del direttore del museo e del suo collaboratore sig. Franz Gròtzinger, in occasione di una visita a Buja nell'aprile del 1997. Nel corso di questi incontri si presero accordi affinchè in occasione dell'apertura della mostra speciale sui fornaciai nel museo di Vilsbiburg fosse presente una piccola delegazione di Udine e di Buja. Vennero infatti il dott. Pierluigi Calligaro e Signora, la sig. ra Laura Nicoloso Pitzalis e marito dott. Guglielmo Pitzalis. Nel corso del giro turistico offerto agli ospiti, è stato mostrato loro quello che rimaneva dei luoghi di lavoro dei loro antenati, cosa che destò in loro grandi emozioni. La nostra mostra ha raccolto molti consensi a Buja, tanto che nel giugno e nel settembre del 1997 potemmo salutare un folto gruppo di discendenti di fornaciai nel museo di Vilsbiburg. Con la mostra speciale del museo cittadino di Vilsbiburg è stata riaperta e riattivata una bella pagina della storia friulana del passato: è stato spesso sottolineato dai nostri ospiti il fatto che la mostra è stata allestita in "Germania", terra lontana dalla patria dei fornaciai. |