Friulani nel mondo di Ottavio Valerio | |
Per intendere l'emigrazione come il più incisivo problema sociale del paese, sarebbe necessario rifarsi ai tempi in cui il forzato esodo esplose come fenomeno di massa, tra il disorientamento e l'incomprensione generale, verso il 1875 - 1900, allorchè non si riuscì a dar vita ad un solo intervento di chiara natura giuridica per la disciplina del diritto di emigrare, che però valesse anche di protezione civile ed umana insieme. L'intervento pubblico si palesò incerto e furono emanate leggi e circolari che servirono solo a rendere più confuso l'andamento di un fenomeno che doveva, invece, essere affrontato con animose attitudini a coglierne l'essenza sociale. E, intanto, le necessità della vita si facevano sempre più pressanti! Proprio a quell'epoca, per quanto riguarda la terra friulana, si verificarono le partenze di famiglie intere dai paesi del centro Friuli per raggiungere, dopo interminabili, drammatici viaggi, la sterminata pampa argentina. Ivi, a Colonia Caroya, cittadina creata dal sacrificio e dalla intraprendenza dei friulani, si è trasfuso in tutta la sua essenza il costume della nostra Gente che ha fatto della ridente località un esempio pulsante di operosa friulanità; mentre a Resistencia, nel Chaco, uno dei più industri e vitali centri dell'Argentina, non senza commozione si può rilevare da una scritta a grandi lettere in bronzo, apposte su un cippo romano, che "QUI - IL 2 FEBBRAIO 1873 - SBARCARONO I FONDATORI PROVENIENTI DAL LONTANO FRIULI". Ma si può affermare che non vi sia luogo nel mondo ove dall'emorragia, non ancora stagnata, di cervelli e di energie che colpì estesamente il Friuli nei decorsi decenni, non siano rimaste tracce, meritatamente esaltate, del lavoro e della genialità dei friulani che furono costretti ad affrontare il duro calvario dell'emigrazione. Da oltre un ventennio, con sensibilità non forse appieno compresa, persone animate da spirito sociale e cristiano hanno dato vita a enti e associazioni che si sono sforzate di far sentire - con affettuosa azione morale, assistenziale e spirituale - meno triste la lontananza dal focolare a tanti fratelli emigrati; e a queste flebili voci che non erano per se stesse tali, ma perchè così risultavano alle orecchie distratte dei politici, è succeduto un fragore di voci non sempre concordi anche se sinceramente interessate a questo insoluto problema. L'emigrazione pertanto è venuta alla ribalta della vita nazionale e regionale quando ha assunto una dimensione politica ed i partiti si sono accorti che poteva rappresentare una forza disponibile, se ben galvanizzata, ai loro particolari fini. Anche se la realtà storica ed economica attuale e prossima richiede e richiederà, purtroppo, un movimento esterno di lavoratori e loro famiglie ancora robusto per un tempo non definibile, e pone e continuerà a porre gli eterni e nuovi problemi, c'è da augurarsi che non sia più tanto lontano il giorno in cui l'emigrazione cesserà di essere una dolorosa necessità. |