Stampatori e fuochisti nella terra di Vilsbiburg di Peter Barteit | |
Una tegola di per sé non significa niente, al massimo in un cantiere rappresenta uno dei molti laterizi che aspettano di essere usati per un tetto o una casa oppure in un mucchio di ruderi per essere riciclata. Quando però lasciamo parlare i manufatti degli stampatori e dei fuochisti, allineati con ordine nei diversi reparti di un museo, allora essi sanno raccontarci storie di avvenimenti numerosi e interessanti. Del “Privilegio del Mattone” per esempio, che nobiltà e monasteri, città e mercati difendevano con le unghie e con i denti perché fonti di grandi guadagni ma di riflesso portava ad un degrado dell’edilizia, specialmente nelle campagne, e ad una sensibile scarsità dei legnami. Del boom edilizio del XIX secolo, quando le fornaci cominciarono a spuntare dal suolo come funghi e i primi immigrati cominciarono ad arrivare numerosi in Bassa Baviera. Ogni anno arrivavano intere famiglie dal Friuli, prima a piedi e poi in treno, per guadagnarsi il pane nelle nostre fornaci. Struttura della nuova sezione museale: • mattoni e tegole; • produrre laterizi era un privilegio delle autorità; • liberalizzazione graduale del monopolio per la produzione di laterzi; • laterizi per tutti; • carta geografica coi luoghi d’origine dei fornaciai friulani; • lavori attinenti alla produzione di laterizi: dall’estrazione dell’argilla alla cottura; • zone dei forni tradizionali; • dal lavoro manuale del tardo medioevo alla fabbrica dei laterizi; • le fornaci attorno a Vilsbiburg a cavallo tra il XIX e il XX secolo; • fornaciai friulani della Provincia di Udine nella zona di Vilsbiburg. Come guida fu pubblicato il “Vilsbiburger Museumsschrift” n° 6, con testo in tedesco tradotto in italiano, contenente un’appendice ricca di interessanti informazioni. Anche il “Vilsbiburger Museumsschrift” n° 1, dal titolo “Ziegelpatscher und Ziegelbrenner (Stampatori e fuochisti)” n° 1, pubblicato nel 1997 quando venne realizzata l’omonima mostra, è ancora in vendita. Ulteriori informazioni si possono ottenere visitando il sito: www.museum-vilsbiburg.de |