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Beni ambientali

e uso del territorio

di Aldo Baracchini

 

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Dalla comparsa dell'uomo sulla terra è cominciato il rapporto uomo-ambiente. L'uomo, per far fronte alle sue necessità, ha cercato nell'ambiente naturale quello che gli occorreva e il bosco è stata la prima risorsa da lui sfruttata per trarre i mezzi di sussistenza: frutti, cacciagione e materiali per costruire le prime dimore.

Questo rapporto è stato nel giusto equilibrio per secoli e millenni, fino a quando non si è cominciato a sfruttare l'ambiente in genere oltre il limite della sua capacità di rigenerazione naturale. L'uomo, per soddisfare le sue necessità, ha inventato tecniche sempre più sofisticate per sfruttare al massimo tutto quello che gli sta intorno, l'ambiente, modificandolo gradatamente, tanto da giungere in molti casi a creare un ambiente del tutto artificiale. Dove un tempo nemmeno poi tanto lontano c'erano boschi e campi, oggi sorgono agglomerati urbani e case, con tutti i complementi necessari (strade, piazze, impianti tecnici ecc. ) che li costituiscono.

Oggi, dunque, per ambiente intendiamo lo spazio fisico che l'uomo ha trasformato con la sua opera attraverso i secoli, con modificazioni continue, con variazioni d'uso del territorio a seconda delle esigenze imposte dalla necessità o dal costume sociale. Più che di ambiente naturale, quindi, anche se ai nostri occhi sembra tale, è più giusto parlare di ambiente attuale. Per nostra fortuna questo ambiente è un po' simile a quello naturale, perché la natura ha continuato e continua ininterrottamente la sua produzione. In questo equilibrio, a volte precario, tra ciò che la natura ha prodotto e ciò che l'uomo ha trasformato e trasforma, sta tutto il problema ambientale.

Ecco allora che oggi acquista una importanza grandissima il rispetto dell'ambiente, inteso come rispetto di quanto l'uomo ha prodotto in passato con il suo intervento e di quanto la natura ha prodotto e produce. Quando noi ammiriamo una casa su una collina o in mezzo alla campagna, constatiamo che l'uomo è intervenuto sull'ambiente, ne ha preso possesso e ha cominciato a modificarlo. L'ambiente ha trovato e conserva un nuovo equilibrio, ma ha cambiato aspetto: ora noi vediamo un nuovo paesaggio. Molto spesso la vegetazione spontanea del luogo è stata sostituita da altre specie. Si sono disboscate zone per costruire case e per avere un terreno più vasto per le coltivazioni.

Col suo intervento l'uomo ha modificato non solo le forme del paesaggio, ma anche, spesso, le caratteristiche di altri esseri viventi. Col suo lavoro ha messo in fuga specie di animali selvatici e nel contempo ne ha introdotto altri. Ha selezionato le piante ed ha ottenuto piante nuove che gli danno frutti migliori e più abbondanti. Con il suo intelligente intervento l'uomo ha selezionato, addomesticato e allevato animali a lui utili.

In pratica, l'uomo, quando è intervenuto sull'ambiente, fisico, vegetale o animale, lo ha sempre modificato, ma tale modificazione non ha stravolto l'ambiente e non lo stravolge, fino a quando la sua opera non ha preso o non prende il sopravvento sulla capacità di rigenerazione naturale, ovvero sulla sua «resistenza». Si è stabilito di continuo un nuovo equilibrio, talvolta artificiale, ma sempre rispettoso, che ha permesso la conservazione delle tracce dell'ambiente naturale.

Non vogliamo in questa sede parlare di certi casi estremi a tutti noti, che hanno visto l'uomo distruggere l'ambiente, creandone uno nuovo, senza piante, senza animali, senza vita, senza cielo, in cui la natura è stata stravolta e manipolata a tal punto da finire completamente distrutta e in cui l'uomo si è trovato a perdere ogni contatto con essa.

Non è il nostro caso, non è il caso di Buja e dintorni; nel nostro territorio per fortuna non siamo giunti a tanto e ci auguriamo di non arrivarci mai. Anche nella nostra zona, però, dobbiamo cominciare a preoccuparci della questione della conservazione dell'equilibrio ambientale a causa del degrado ambientale dovuto all'abbandono di certe pratiche agroforestali secolari, ad esempio, a causa dell'inquinamento da prodotti chimici e da rifiuti non biodegradabili, prodotto tipico della società dei consumi: oltre a questi ha già fatto la sua apparizione, nel maggio dello scorso anno, un inquinamento invisibile, ma ben più grave.

Occorre dunque convincersi che l'ambiente merita un rispetto da parte di tutti e a tutti i livelli. Ma rispettare l'ambiente non deve significare non intervenire su di esso ad ogni costo, per lasciarlo così com'è, come oggi ci appare, nella convinzione che l'uomo possa soltanto arrecare danni e distruzioni, come da qualche parte si pensa. Rispettare l'ambiente significa continuare quel rapporto millenario con esso, nella ricerca costante del mantenimento di quell'equilibrio, che ha permesso nel passato la formazione dell'ambiente attuale e che oggi ci permette di usufruirne per soddisfare le nostre nuove esigenze, secondo le leggi della natura, che rimane sempre la grande creatrice e produttrice.