2001 Maggio |
Casa ... Minisini (Buç)di Ermes Santi |
Risalendo la strada di Codesio verso nord si giunge ad una curva e qui attraverso un cancello si apre la vista su un interessante edificio, uno dei pochi rimasti che appartengono al passato urbano di Buja. Si tratta di una costruzione a due piani che riassume alcune caratteristiche architettoniche riscontrabili in questo territorio nelle abitazioni di contadini benestanti del sette-ottocento. La facciata, esposta a sud, è la parte 'nobile' che presenta un portico costituito da una serie di colonne di mattoni poggianti su basamenti cubici di pietra che sorreggono begli archi ribassati pure essi in mattoni. Tra colonnato e muro perimetrale una volta 'a botte ribassata di tavelline sostiene una terrazza-loggiato. Pietra a vista nella struttura ad ovest e cornici di porte e finestre in pietra piasentina al piano terra impreziosiscono la facciata. L'acciottolato nel portico richiama l'antico modo di costruire i marciapiedi davanti alle abitazioni. La copertura è formata da una trama lignea portante tavelle e un manto di coppi. La struttura originaria, risalente presumibilmente agli anni a cavallo del XVIII e XIX secolo, era la solita, tipica del contado dell'epoca: parallelepipeda con la profondità di una stanza (intorno ai 5 metri) e la facciata rivolta verso sud, la copertura a padiglione e con scala esterna. A questo corpo fu aggiunta ad est, in un periodo di poco successivo, una piccola costruzione in pietrame schistoso, di un solo piano, a pianta leggermente incurvata per seguire l'andamento stradale, con funzioni di magazzino o/e di cantina. Probabilmente, nel corso degli anni, si sentì la necessità di aumentare il volume e contemporaneamente di rendere più 'interessante' l'edificio con due interventi: uno a sud per ottenere la facciata attuale riferendosi a modelli esistenti come la casa Pezzetta di Ontegnano, l'altro a nord con un ampliamento di parte della struttura, quello permesso dalla proprietà e dalla strada delimitante. Naturalmente si ebbero l'internamento delle scale e l'adeguamento della copertura, originariamente più stretta e più semplice. Tutto questo è chiaramente leggibile analizzando l'attuale situazione. Dopo i terremoti del '76 fu provveduto al ripristino strutturale utilizzando al massimo il materiale preesistente e non modificando le caratteristiche, se non nell'aggiunta di un muretto con sovrapposta vetrata sul lato ovest del loggiato, evidentemente per proteggersi dal vento. La soluzione non è stata molto felice perché non si accorda con lo stile della facciata. L'intervento interno ha reso l'abitazione rispondente alle moderne necessità; è notevole l'uso che si è fatto del legno anche per la pavimentazione. La costruzione può definirsi correttamente ecologica per la tipologia dei materiali che la compongono. Una annotazione dal punto di vista estetico: la struttura del portico (archi e volta) è stata rinsaldata con tiranti che sporgono a vista, deturpando un po' la veduta d'insieme. Ci si augura che i futuri proprietari facciano eseguire una nuova ricucitura più consona e una nuova impostazione protettiva ad ovest del loggiato in considerazione del fatto che questo edificio offre un particolare motivo di interesse nella storia architettonica di Buja. |