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Il percors de Ledre tal teritori di buje tune plante dal 1706 | Il Ledra, nel tratto che interessa il territorio bujese, riceve da sinistra il Rio Vidèlis, che scende da Madonna, e il Rio Noale, che nasce sul fianco settentrionale del Colle Masanêt; da destra l'Orgelât (Rio Gelato) e il Rio Rai suo affluente. Il Ledra accoglie anche l'acqua della Roggia di Gemona e subisce una radicale deviazione ad Andreuzza. Qui converrà dire che, a differenza del Cormôr e del Corno, il Ledra è un corso d'acqua perenne, cioè un fiume. La sua portata normale si aggira intorno ai 9 metri cubi al secondo, che sendono a 7 nei periodi di magra ma possono salire pericolosamente a 80 durante le piene. Le sue acque fresche, pulite, di livello quasi costante, sono un habìtat ideale per le trote, che attirano i pescatori fin da tempi molto antichi. Esiste, infatti, negli statuti di Buja del 1371, un capitolo che proibisce, tanto ai vicini (oggi diremmo ai residenti) quanto ai forestieri, di "piscare in flumine Ledrae" senza la licenza rilasciata dalle autorìtà comunali; e un successivo capitolo stabilisce l'obbligo, per i pescatori, di vendere il pesce agli abitanti di Buja e delle altre ville (o paesi) comprese nella sua gastaldia. |