Da Baita Monte Nebo a Buja una scultura di Mauro Bernardi
di Luciano Valgoglio | ![]() |
Collocata nella Chiesa di San Giuseppe un’opera dell’artista Mauro Bernardi Nella ricorrenza del Santo Natale 2008 l’artista bresciano Mauro Bernardi, di Berzo Demo (Brescia), ha fatto omaggio alla Chiesa di San Giuseppe, a Ursinins Pizzul, di un’opera da lui scolpita per ricordare il drammatico terremoto del 1976. L’opera è stata realizzata in cedro del Libano da Mauro che nell’eseguirla ha intravisto fra le trame del legno la sofferenza della popolazione. Ma dopo la sofferenza la vita deve ricominciare. L’artista ha intitolato la sua opera: «Terremoto 1976, Buja, "Ricominciare"». «La terra trema aprendo ferite profonde. L’eco del rombo entra nelle case sconvolgendo la vita. Tutto agli occhi sembra perduto... sui volti solchi profondi dove la sofferenza scolpisce il suo passaggio. Ma noi siamo terra, argilla nelle mani di Dio. Siamo la terra buona dove Dio ha posto un frammento del suo amore. Siamo custodi del suo mistero e custodi della vita. Con questa speranza, con la carezza di una Madre si genera la vita. ...Possiamo ricomiciare...». L’opera è stata collocata nella Chiesa di San Giuseppe ed appoggiata su una base di marmo donata dai marmisti bresciani Fratelli Piovanelli e con un piedistallo forgiato in ferro con scritto: «Terremoto 1976, Buja, "Ricominciare"», sempre donato da Mauro. Baita Monte Nebo (Brescia), oasi di pace Monte Nebo a Berzo Demo (Brescia), per l’esattezza a Forno Allione, è un luogo di culto, un’oasi di pace e di spiritualità che Mauro Bernardi e il fratello Claudio hanno realizzato per onorare la memoria del padre Antonio. Qui, dal 1994, si svolge la Via Crucis, «Via Lucis», nella domenica antecedente la settimana santa. Mauro Bernardi ha coinvolto in pieno il fratello Claudio nella «costruzione» di Monte Nebo. Nella località, che sovrasta lo storico ex complesso chimico dell’Ucar Carbon di Forno Allione, sorgeva un vecchio casolare di proprietà della famiglia Bernardi e Mauro decise di riconvertirlo, dando vita ad un autentico centro di raccoglimento e di meditazione. Antonio Bernardi (padre di Mauro e Claudio) ha gestito per tanti anni con la moglie Caterina la trattoria «Vivione». La morte del loro padre ha segnato i due figli ed in particolare Mauro che nel tempo, collaborando, hanno costruito quest’eremo a due passi da Forno Allione. Mauro è stato il fautore principe all’iniziativa spirituale collocandovi varie sculture lignee scolpite da lui stesso, ed anche: un altare ricavato dalle macine di un vecchio mulino di Berzo Demo sormontate dalla statua della Madonna, il cenacolo, il sepolcro e un grande salone d’accoglienza per i visitatori e i pellegrini, ed attorno al perimetro della baita ha collocato le 14 stazioni della Via Crucis che lui stesso ha intagliato. Su questo percorso, che presenta l’avvio in progressiva salita e che si conclude in leggera discesa, si svolge la Via Crucis «Via Lucis» di Monte Nebo, dove si fa memoria del sacrificio del sangue donato dagli avisini e che si fonde nel bisogno di manifestare la propria fede. Qui Mauro ha provveduto a mettere a dimora diverse piantine di ulivo, quale segno di pace, e 150 piantine della «vigna dei salmi» dalle quali ricava un eccellente vino da messa, ma in questa oasi di preghiera e di meditazione, sono soprattutto le sue sculture ad esprimere il linguaggio della fede. Tante scritte, tanti versetti del Vangelo e della Bibbia, ma pure diversi pensieri scolpiti nel legno invitano alla riflessione. Su tutte, quella che orna la Madonna di Monte Nebo, emblema del luogo: «Nel cuore dell’uomo non si spenga la speranza», ed una delle tante che si devono proprio al pensiero di Mauro: «Rafforza la mia fede, disseta questo pover’uomo. Ora so di essere una tua speranza per rendere questo mondo migliore. Grazie». Mauro ha «incontrato» un tronco sulla sua strada ed ha iniziato ad intagliare nelle vene del legno tante testimonianze di fede, di lavoro e di sacrificio. Le sue opere sono state elevate a livello artistico e collocate in diversi luoghi sacri: a Betlemme, a Verona, in Polonia (nella Basilica intitolata a Papa Woithila), in diverse chiese d’Italia ed in Vaticano da Papa Ratzinger. «Forno Allione per me rappresenta tutto – afferma Mauro – ho scolpito i volti di tante persone che sono passate dal Vivione ed io e Claudio siamo i figli del sacrificio dei nostri genitori. Monte Nebo è il segno di gratitudine nei loro confronti per aver guidato i nostri passi e la pace del cuore che mi proviene da lassù la riporto quotidianamente a Forno Allione. È un legame stretto questo, di spiritualità e di lavoro, intinto nel ricordo e nella riconoscenza». Da Monte Nebo a Roma per consegnare a Papa Benedetto XVI una grande scultura in legno intitolata «Il sogno di San Giuseppe» Mauro Bernardi, tanto vicino al brescianissimo Papa Giovanni Battista Montini (Paolo VI 1897-1978), al quale ha dedicato il libro «Il sigillo di Dio» dove racconta la «sua» Via Crucis in Monte Nebo e che ha tanto ammirato Giovanni Paolo II, ha voluto offrire all’attuale Papa Benedetto XVI il frutto della sua fatica e della sua immensa religiosità. Benedetto XVI è sceso dalla papamobile ed ha ascoltato in raccoglimento la descrizione e le motivazioni dell’opera da parte dell’artista, alla presenza del Vescovo Emerito di Belluno e Feltre, il brenese mons. Maffeo Ducoli. Nell’occasione Mauro Bernardi ha consegnato al pontefice anche la medaglia-simbolo della Baita Monte Nebo da lui realizzata, che raffigura la Madonna e con incisa la scritta: «Nel cuore dell’uomo non si spenga la speranza». |