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La pòliza di Francischina

 (1561)

di Andreina Nicoloso Ciceri

 

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Fra le cause matrimoniali che riguardano personaggi bujesi e che si possono esaminare presso l'Archivio della Curia Arcivescovile di Udine (Acta Curiae-Matrimonialia) è di grande interesse il caso che riguarda Zaccaria Cigainar e Francischina Desiderato. Non avendo avuto il tempo materiale per un adeguato esame di quell'incartamento, qui si farà riferimento a quanto, sulla stessa questione, si può leggere in altra sezione dello stesso Archivio (Chiese e Paesi: Buja B. 9) dove, fra l'altro, si trova il manoscritto in friulano di una lettera stilata dalla suddetta Francischina nel 1561. Gli studiosi già la conoscono 1, ma mi è sembrato giusto che più largo strato di lettori bujesi la conoscesse.

Zaccaria Cigainar, "producente" nella causa contro Daniele Mis, nell'esporre al Giudice delle cause matrimoniali le sue ragioni, allega questa lettera come la prova più schiacciante della legittimità dei suoi diritti: lo si comprende anche dal fatto che la chiama "pòliza", come dire 'fede', biglietto di 'obbligazione' che la Francischina gli ha rilasciato.

È noto che, prima del Concilio di Trento, il matrimonio si poteva contrarre secondo tradizioni giuridiche diverse e si sa anche che mancavano organi specifici che ufficializzassero l'atto matrimoniale: affinché fosse valido erano fondamentali il consenso dei parenti, la volontà degli interessati, la presenza di testimoni2. 

Le famiglie di alto lignaggio celebravano i matrimoni con grande pompa e concorso di parentado proprio perché non potesse essere rinnegato, ma la gente modesta faceva il tutto assai alla buona, come vedremo in questo caso in cui non si distinguono neppure i due momenti rituali e non vengono neppure usate le espressioni relative: il matrimonio per verba de futuro che consisteva nell'assumere e di chiarare il reciproco impegno per il futuro legame, con scambio di doni come 'caparra', successivamente il matrimonio per verba de praesenti che concludeva il legame definitivo solitamente corredato dalla benedizione del sacerdote. 

Ma i tempi erano tanto degradati, prima che il Concilio riportasse un po' di regola ordinando ai sacerdoti di tenere registrati i suddetti atti, che si viveva spesso in situazioni ambigue o si creavano pericolosi 'triangoli'. Di tutto ci si può rendere conto anche leggendo l'esposto del "producente" Zaccaria:

 

Processo Zacharia Cigainar di Buja contro Daniele

Mis de eodem loco

Die 28 Aprilis 1562

Dictus Zacharias in causa quam habet cum dicto

Daniele infrascripta producit capitula:

 

p. o      che il detto Zacharia producente ha fatto l'amore con Francischina sua moier fiola di Biasio Desiderato di Buia per un anno e mezzo, et piu castamente [?], et grandemente.

 

2. o      che il detto Zacharia, et Francischina questo anno prossimo passato nel mese di giugno si hanno tiolto uno l'altro per marito, et moglie havendo piu volte come inamorati prima detosi di volersi maritare uno ne l'altro.

 

3. o     che in segno del detto matrimonio esso producente dono a francischina uno cortello, et detta Francischina uno facioletto a detto Zacharia.

 

4. o     che alquanti giorni di poi la detta Francischina di suo pugno scrisse una litera, o vero, poliza del mese pur di giugno qualmente essa era contenta di haver accetato per suo marito detto Zacharia, et confirmava di essere sua moglie, et che in segno di ciò haveva accettato uno cortello.

 

5. o     che la detta Francischina più volte et in piùlochi ha [?] haver contratto matrimonio col detto Zacharia producente.

 

6. 0     che avanti del mese di zugno prossimo passato la detta Francischina diceva di voler piu tosto Zacharia per suo marito nudo che Daniel Mis cargo d'oro.

 

7. o     che la detta Francischina a quel tempo ed a piu persone diceva che Zacharia suo marito doveva andarla a tiore perche la saria andata con lui come suo marito in ogni loco.

 

8. 0     che la vigilia di S. ta Colomba3 prossima passata la detta Francischina mando a dire a Zacharia producente che dovesse andare a S. ta Colomba in suo utile, et beneficio, et piacere. et che non dovesse [?].

 

9. o     che il giorno di S. ta Colomba a la festa, il detto Zacharia producente mangio, et bevete col la detta Francischina, et sua madre et altri soi parenti, et pago per tutti.

 

10. o    che Antonio fratello di Zacharia producente ìl detto giorno di S. ta Colomba alla merenda fece un prinders4 a Lena madre di Francischina dicendoli che esso glielo faceva a bon fine et per segno che suo fratello Zacharia voleva menare Vranchchina a casa per sua moier, et detta sua madre bevete, et esso Antonio pago la merenda per tutti.

 

ll. o     che Lena madre di Francischina dese anco segno a Zacharìa il giorno di S. ta Colomba, che esso a l'hora nel andare a casa menasse Francischina via c. ome sua moier quando alzasse il deto

grosso et così fu fatto.

 

12.     o che era publica voce et fama a quel tempo, et hora, e che Zacharia et Francischina soprascritto sono marito et moier, et habino legitimamente contratto matrimonio uno col'altro.

Carie (Zaccaria) non sapeva né leggere né scrivere ed il fatto che il suo esposto sia così ben organizzato in "capitula" ci fa immancabilmente

pensare che egli sia ricorso a persona competente

o quantomeno scaltra tanto da mettere in risalto

tutte le argomentazioni utili a provare il legame

tra Zaccaria "marito" e Francischina "moier":

   intanto si evidenzia la lunga durata dell'impegno (punti 1 e 2);

   poi lo scambio di doni come "segno" o "segnal", prova materiale, caparra... (punto 3);

   eccezionale conferma d'impegno è la lettera scritta da Francischina "di suo pugno", si dice, anche se, ad essere sospettosi, si può pensare che fosse stata scritta sotto dettatura e forse persino retrodatata (punto 4)5;

  importante è pure la notorietà del legame, fra i compaesani (pp. 5 e 12);

  nei punti successivi poi (6 e 7) si dichiara la libera scelta e la determinazione della Francischina nel preferire Zaccaria a Daniele.

Ma la parte più colorita è narrata ai pp. 8-9-10-11: sullo sfondo della sagra di Santa Colomba si verifica l'atto decisivo, sollecitato dalla stessa Francischina che "mandò a dire"... Oltre ai due interessati vi sono i parenti più stretti: la madre

Lena ed il fratello di lui, quello che sa leggere e scrivere. E sembra proprio che síano loro due a determinare... Intorno un piccolo corteggio di parenti non nominati. Tutti mangiano e bevono come è giusto in questi casi. Ma non si parla del 'toccamano' che era la clausola di questo come di ogni altro 'affare': si parla invece del "deto grosso" che deve alzarsi a dare il segnale della partenza verso la dimora maritale e lo starter in questo caso o è la sposa o la madre Lena, che alzando il dito (in ben altro contesto che quello petrarchesco)6 determina la svolta definitiva.

Ma nelle pieghe intriganti di questa vicenda si insinuano molti punti interrogativi ai quali speriamo di dare successivamente più chiare risposte.

 

NOTE

1    Cfr. A. SACCAVINO, Autografo in friulano d'una contadinotta diBuja del 1561, in "Ce fastu?" 1932, pp. 38-39.

2    Del matrimonio in Fr. mi sono occupata in più occasioni, fin dalla mia Tesi di Laurea; vi ho dedicato un capitolo nelle mie Tradizìonì popolari in Fr. e recentemente un contributo in Interni di famiglia, Atti del Convegno VIII settimana per i beni culturali e ambientali (1992) a cura di R. CORBELLINI.

3    Si ritiene che si tratti della fiera di luglio, ad Osoppo.

4    Brindisi.

5    Riserve esprime anche R. Pellegrini, quando allude ad un friulano, quello di Francischina, non "meccanico", ma "riflesso": v. R. PELLEGRINI, Tra lingua e letteratura. Per una storia degli usi scritti del friulano, Casamassima 1987.

6    V. la canzone Italìa mia.