Piccole storie di famiglia di Andreina Nicoloso Ciceri | |
La Storia non si ricorderà di noi, se noi stessi non scriviamo le nostre piccole storie, se non ne facciamo degli emblemi del "come eravamo". Quante vite umane si sono silenziosamente consumate nei nostri borghi di Buja, come ovunque. E, come ovunque, senza lasciare tracce. Ma qualche volta basta un vecchio documento, bastano poche fotografie per farci rivisitare il nostro passato. Prima del terremoto, ogni nostra borgata si componeva come di tanti piccoli "sottoborghi", agglomerati cresciuti su un antico nucleo parentale. Così, ad Avilla, c'erano i Cja' Fors, le case dei Forte, che formavano come un rione che, dai campi della Cicute, del Cjamp Bujèt, del Traversiti (vulgo anche Trivisìn) risaliva fino alla strada principale, il grande rettifilo che conduce a Tonzolano, su cui si apriva un grande portone; ma quello più antico si apriva in fondo alla rive di San Pieri, all'ombra della vecchia chiesa, Navicula Vetri, e nella pietra della chiave di volta, fino al terremoto, vi si vedeva il segno di una sciabola, che congiunta al nome Forte, sollecita la fantasia... Le famiglie Forte, proliferate dal più antico nucleo, si distinguevano con i soprannomi: più in basso c'erano chei de Bassarote, chei di Cost, chei di Meni de massàrie; al di qua di un muro, sul versante Est: chei di Fresàc; un po' più su: chei de Cavatele, e, sulla strada, chei de Moscjte. Scavai' cando la strada, altri nuclei Forte si erano insediati nelle costruzioni già dei Baracchini: chei di Sclâf e chei di Moschetin. Un inventario di casa ci fa penetrare all'interno di una di queste case (forse solo une stansie di pit su, oltre agli annessi rustici) e ci fa vedere gli arredi essenziali: una cucina economica certamente a mattoni (spolêr), la tavola, la madia-panarie, l'armadio con sopra la sua piattaia (gràtule) e le modeste suppellettili, fra cui la lampada a petrolio. Al piano superiore, entriamo nella camera: letto matrimoniale, un burò del tipo comune fin dalla fine dell'800, di lustrefìn, un cantonale, ma anche il lavandino a treppiedi con sua boccaletta, e lo specchio. Una casa certamente modesta, ma che dà idea di decoro e pulizia: con le sue tendine, il cestello per il cucito, il calamaio, e la presenza del sacro: una reliquia d'argento di S. Antonio, immagini religiose varie, vasi d'acquasanta e la candela benedetta. Così, un semplice elenco suggerisce la vita di una comune famigliola, compresi gli indumenti dei bambini ed il baule per il padre emigrante. In quanto alle vesti d'uso, indoviniamo dai capi elencati il "figurino" delle nostre donne, tra Ottocento e Novecento: gonna arricciata specialmente dietro; una sottoveste che non era indumento intimo, ma piuttosto seconda gonna che si poteva lasciar vedere, quando la gonna, per lavoro, si tirava su in code, appuntandola alla cinta del grembiale; e poi una giacchina (camisole) a banchina, che copre il comès; d'inverno scialli e "fazzolettoni", perché ancora non si vedevano cappotti; le scarpe della festa avevano il collo alto "a stivaletto"; immancabili e numerosi i fazzoletti da testa e da collo (fig. 1). Ma leggiamolo per intero questo inventario:
INVENTARIO Sopra mobili e corredi appartenenti alla defunta Plos Catterina ved.va Forte trovati in casa li 29/12/1902: 1. Un letto di noce per due persone con pagliericcio, letto di lana, lenzuola, guanciali, coperta, copertore ecc. Completto. 2. Un cassettone (Burò) usuale a lustro. 3. Due sgabelli ed un cassettone piccolo per cantonale. 4. Due sedie. 5. Uno specchio di centimetri 0.50/0.60. 6. Un lavandino trepiedi di legno e Boccaletta. 7. Sei quadri con Immagini etc. 8. Un piccolo Baule di viaggio. 9. Due ombrelli. 10. Un paio di scarpe nuove. 11. Un calamaio di legno nero. 12. Due spazzette per abiti. 13. Un cesto con due Paia di forbici ed oggetti da cucire e per maglia. 14. Due vasi di vetro per Acqua Santa. 15. Quattro lenzuola di Canapa misto cotone di tré tele. 16. Due lenzuola di bombasina idem. 17. Due lenzuola rattoppate idem. 18. Un lenzuolo mendato di lino. 19. Otto Camicie di Cotone usate bianche ed anche Colorate. 20. Tre camicie di Canapa nuove da donna. 21. Undici Pannolini di cotone da Bambino. 22. Quattro Sottane per Bambini e per Ragazze. 23. Cinque fascie da Bambino. 24. Otto Sottane di cotone bianche e colorate usate. 25. Sei Intimelle per guanciale bianche. 26. Quattro Tovaglioli cotone usati. 27. Due paia Calzini da Uomo. 28. Un paio mutande da Uomo. 29. Paio calze da donna di Cotone e tre paia Idem logore. 30. Un fazzoletto grande di Testa, di lana grosso colore noce chiaro. 31. Un Fazzolettone (sciai) pesante di lana colore grigio scuro. 32. Una maglia di cotone. 33. Una Tendina da finestra 34. Cinque vesti (Baschine) di cotone colorate diverse da Donna 35. Due Abiti (gonnelle) usate buone ed una logora, di cotone tutte. 36. Quattro fazzoletti di lana Buoni quattro usati pure di lana. 37. Due fazzoletti di lana grossi di media grandezza. 38. Cinque grembiali per donna colorati di cotone. 39. Una Sciarpa grossa di lana colore lillà. 40. Due grembiali di lana colorati. 1. Tre colletti di lana grossi colorati. 42. Ventotto fazzoletti da naso in sorte. 43. Un Copritavolino di cotone colorato. 46. Sei fazzoletti di cotone da testa usati. 47. Tre colletti di tela usati per donna. 48. Una tela di guanciale di canapa colorata. 49. Una veste (baschine) di cotone per bambina. 50. Tre fazzoletti lana uno noce e due neri. 51. Un comesso per Ragazza e cinque pezzi fra sottanne e grembiuli. 52. Un Grembiale nero buono per Ragazza di cotone. 53. Due abiti intieri di cotone per ragazza. 54. Un sacco per farina lentima. 55. Una candela di cera benedetta lunga circa 60 cm. 56. Due vesti (Baschine) vecchie di donna di cotone. 57. Un Cestellino con coperchio. 58. Una Reliquia di S. Antonio di Argento. 59. Due Orecchini (Bucules) d'oro, un Orologio di Tasca d'argento. 60. Una veretta d'oro massiccio. 61. Un Orecchino (Bucule) piccolo d'oro. 62. Una lampada a petrolio con Campana altri due lampadini. 63. Tre padelle di latta vernice, un lavandino di latta vernice. 64. Due Padellini piccoli, due cucchiai grandi (giaces). 65. Un pignattino di ghisa, uno di latta verniciato. 66. Un Armadio, una Panerola, un Tavolino da cucina. 67. Un Tavolino da Camera, Tre sedie, due Taglieroli (Taulirs). 68. Un Secchio Rame (cialdir) un Secchio zincato. 69. Una Caldaia piccola di rame, una caldaia di ghisa. 70. Cinque bicchieri in sorte, Tre bicchierini. 71. Sedici Cuchiai di latta, Due cuchiaini ottone, 6 forchette. 72. Sette coltelli da tavola. 73. Tre scodelle di latta a vernice, quattro Piatti, Cinque scodellini. 74. Sei scodelle terracotta, Tre libri di preghiera, una Scatoletta di Tabacco. 75. Una cucina economica (Spoler) in muratura senza stufa con lastre di ghisa di 0. 50 x 0. 70 m. circa, con porta di ghisa e graticola. 76. Un arnese al muro per portar Piatti etc. (Gratola). Buia il 30 Dicembre 1902.
Questo inventario fu steso nel 1902, ma riflette condizioni ancora dell'ultimo scorcio dell'800. Esso è stato steso (ne riconosco perfettamente la scrittura) in forma piuttosto famigliare, da Ugo Forte, mio nonno materno, chiamato certamente come uomo di fiducia e perché inscuelât (aveva frequentato le Scuole Tecniche in Austria, al seguito del padre emigrante). Vi compaiono anche un Baracchini come testimonio e due Forte, parenti della defunta Plos Catterina vedova Forte, donna di Mels venuta sposa a Valentino. L'inventario si era reso necessario, perché l'erede era minorenne: Maria, figlia unica, orfana del padre Valentino a due anni e a dieci, appunto, della madre Caterina Plos (fig. 2). Veniva indi accolta, fino al matrimonio, dai parenti Fresàc. Era questa una delle tre (o forse più?) Marie con uguale cognome e quasi coetanee: Marie Fresàc, poi madre della maestra Caterina (Orestina) Modestini Fanzutto, Mariute Sclâf madre del prof. Menis, Marie di Nunsiade e di Ugo Moschetìn, mia madre. La casa di accoglienza fu quella di Ermenegilda Guerra (Gjlde), sposata con Pietro Forte (fig. 3 e 4), che da bambina vedevo sempre intenta alla gorlete. Più tardi, molto più tardi, sua figlia Veneranda (Nine) fu per me ottima narratrice di fiabe: aveva lavorato, come tante donne di Buja, alla filanda di Mels, poi si era dedicata a cjessi cjadrèes col palût o con sclòfes. Di sua sorella e di altra donna di casa abbiamo potuto avere (sempre dalla cortesia della signora Modestini Fanzutto) i due aventaris, cioè elenchi del corredo nuziale. Disponiamo dunque di tre documenti (1881-1902-1909) che ci possono far constatare come l'evoluzione del vestiario sia stata lenta, quasi impercettibile, fino alla prima guerra mondiale. I prezzi però dovevano andare via via aumentando; infatti, il valore venale del corredo 1881 (L. 465.30) e quello del 1909 (L. 474) sono quasi identici, ma i capi elencati nel primo caso sono assai più numerosi. Basti confrontare quello che era un elemento-base del corredo: le lenzuola. Nell'inventario 1881 sono in totale 10 (5 paia), in quello del 1909 sono la 1. Letto fornito L.100 2. 5 Pari lenzuoli di canopo e in sorte L. 50 3. Oro L. 50 4. Camicie dieci L. 20 5. Armadio L. 30 6. Lentimele L. 20 7. 4 abiti L. 50 8. 10 calze L. 10 9. 6 sucatoi e 6 tavausi e 1 mantil L. 20 10. 3 siarpe L. 13 11. 3 fazzoletti di lana e 1 velette L. 10 12. 5 traverse L. 5 13. 12 fazzoletti L. 6 14. 1 Coperta L. 10 15. 2 Pari scarpe L. 20 16. 3 Pari mutande e matine L. 25 17. 5 sottane L. 10 18. Altri generi Perline L. 15 19. Piumini L. 10 Totale : Lire 474
La sposa rendendo grazie agli assegnanti dichiara e confessa di avere riscontratti gli effetti suddetti e sopradetti di averli trovati esatti e conformi alle indicazioni e di averli effettivamente ricevuti in consegna. Per ciò del relativo valore accusa ricevuta e fa quietanza alla Propria madre e fratelli obbligandosi a conferire l'importo stesso nell'eredità materna e Paterna quando le sanno devoluto a Vertesi che la stima dei mobili sopra indicati non ne Produce la vendita e ciò all'effetto che debba intendersi trasferita nella suddetta Forte Anna la Proprietà dei mobili medesimi e doversi in essa mantenere e confortare. Tanto fu conchiuso e stipulato e dopo lettura fatta alle Parti venne conferma firmato Presenti due testimoni. Letto e confermato il suddetto enventario per norma dei Genitori e loro figli e figlie mi segno Giacomo Bellina di Pietro Forte Anna di Pietro Forte Pietro fu Valentino Forte Erminio di Pietro Regno d'Italia Provincia del friuli distretto di Gemona Comune di Buja li 14. Giugno 1881 in Avilla Dichiara la sottoscritta Giacomina Forte di Valentino fu Pietro d'aver ricevuto in Consenso di Giacomo Aita futuro suo sposo in Conto di porzione Legittima. All'occasione del di lei Collocamento in Matrimonio col ridetto Giacomo Aita mediante vestiti biancheria Letto coi suoi Accessori effetti d'oro ed altri mobili importanti come da riscontro fatto alla presenza delli sottoscritti testimoni in Complesso di L. 465.30 diconsi Lire quattrocentosesantacinque e Cent. trenta qual somma di valore lo ritiene come speso nelli mobili ed effetti suddetti per cui accorda dopo la mancanza a vivi del Padre predetto di lei vengali imputata nell'eredità ad essa Competente senza alcun reclamo per la ripetuta somma 465.30. Il ridetto di lei Padre accetta la suddetta dichiarazione fattagli dalla sudescritta sua figlia Giacomina e in conferma di ciò si femano di più per oggetti a suo conto in Bottega per L. 12:97. Giacomo Aita Acetto X croce di Giacomina Forte di Valentino per essere illeterata e fece la Croce jo Giovanni monassi Testimonio come anche alle firme Monassi Mattia altro testimone. Per fattura a far l'inventario I.L.5. Regno d'Italia Provincia del friuli distretto di Gemona comune di Buja Borgo Avilla. Li 14 Giugno 1881. Inventario delli mobili che consegna Valentino fu Pietro Forte alla di lei figlia Giacomina al momento del di lei Collocamento in Matrimonio con Giacomo fu Pietro Aita di ursinins Piccolo coll'assenso del ridetto di lei Padre alla presenza delli due sottoscritti Testimoni e del stimatore in Arte. I.Sei Lenzuoli di caneva Ital. L.76:00 Il.Un Copertore di Letto spinato Bianco usato Itla. L. 12:50 III.4 Camise di Caneva e Bombaggio Ital. L. 15:00 IIII.4 Camise di Caneva usate Ital. L. 9:75 V.4 sottoveste usate Ital. L.16:50 VI.6 tovauzzi di Lino Ital. L. 6:75 VII. 2 tovaglie di Lino usate Ital. L. 4:80 VIII. 1 tovaglia di Caneva Ital. L. 1:15 IX. 6 Lentimele di Lino Ital. L. 9:50 X. 4 Lenzuoli di Lino usati Ital. L.47:60 XI. 1 Tovaglia di Caneva Ital. L. 2:40 XII. 1 un'altro Copertore di Lino usato Ital. L. 8:15 XIII. 1 Camisola sotto di Bombasina spinato Ital. L. 2:60 XIIII. 1 Abito regato con rosso Ital. L. 12:50 X. 2 Abiti di Cambrich nero con Bianco quadrelal aitai. L.18:50 XI. 1 sottoveste di Bombaggio rigata Ital. L. 4:80 XII. 1 Abito senza Camisola di Regato usato Ital. L. 3:50 XIII. 1 traversa di Regato con rosso Ital. L. 1:30 XIV. 3 traversa di Cambrich usati Ital. L. 8:50 XV. 1 traversa di Regato scuro e bianco Ital. L. :90 XVI. 1 traversa di Lana e fiori Ital. L. 4:00 XVII. 2 facioletti di seta Color Caffè e uno nero Ital. L. 5:70 XIX. 1 facioletto e 1 mezo di seta usato Ital. L. 1:50 XX. 2 facioletti di lana di testa con francia Ital. L. 5:50 XXI. 2 mezzi facioletti di Lana con francia Ital. L. 2:50 XXII. 2 facioletti Piccoli di Bombaggio uno nero e uno chiaro Ital. L. 1:30 XXIII. N.8 pari di Calze Ital. L. 10:50 XXIV. 1 traversa usata di Lana e 1 facioletto picolo Ital. L. 1:50 XXX. 1 Pajarizzo di Bombaggio quadrelato Ital. L. 16:25 XXXI. Labito Nero e bianco di Lana e Bombaggio Ital. L. 14:00 XXXII. un abito Cambrich con verde Ital. L.10:80 XXXII. Regato Metri 3:60 Ital. L. 3:15 XXXIV. per filo seta e Bottoni Ital. L. 1:60 XXXV. per Generi di furnimenti e altri Ital. L. 9:40 XXXVI. una sottovesta di Bombaggio quadrelata Ital. L. 4:90 XXXIX. per diversi generi di Bottega Ital. L. 8:00 XXXX. 2 orenchin doro Ital. L.20:00 XXXXI. 1 Cuore doro Ital. L.20:00 XXXXII. cordone dargento Ital. L. 6:00 XXXXIII. 1 facioletto di Lana spinato da capo nero e rosso XXXXIV. 1 pajo di stivaletti Ital. L. 2:50 Ital. L.11:00 XXXXV. 1 Armaro cioè Burò Ital. L.35.OO |