Natale 1997 |
A Gino Molinaro di Gianfranco Ellero |
"Scrivo per rendere omaggio alla memoria di Gino Molinaro, il Sindaco della ricostruzione di Buja. Non so se i friulani sanno immaginare l'esatto significato di queste parole, ma è cercerto che stiamo parlando di un eroe della "straordinaria amministrazione", durata per lui dal 7 maggio 1976 alla primavera del 1990. Non impressioni la parola " eroe". Il sindaco, infatti, a Buia come a Gemona, a Venzone come a Osoppo, ad Artegna e Tarcento, dovette compiere scelte in tempo reale nell'apocalittico accavallarsi dei bisogni delle popolazioni, delle priorità, delle scadenze burocratiche, ma anche nell'orrore ambientale prodotto dal terremoto e nel terrorismo verbale delle opposizioni. "Le pietre dello scandalo" non fu solo il titolo di un libro, fu anche un modo di far politica in quegli anni. Eppure oggi tutti riconoscono che la ricostruzione "alla friulana" fu rapida ed onesta! C'è qualcuno che osserva, caso mai, che fu poco coraggiosa perché troppo condizionata dalle preesistenze. Ma ogni Comune ha una sua microstoria, fortemente condizionata dalla orografia, ed è bene rileggere quanto scrisse Gino Molinaro un anno fa su "Buje pore nuje!": "I nuclei abitati erano nati là dove la morfologia del terreno l'aveva consentito e le colline, pur omogenee del paesaggio e percorse dalla stessa storia, avevano continuato a proteggere l'individualità dei borghi. Questa da sempre, nel bene e nel male, era stata la storia di Buja. Più che in altri paesi tra quelli colpiti, l'ipotesi di razionalizzare la ricostruzione accentrando migliaia di persone in un unico agglomerato urbano avrebbe trovato nella gente un'opposizione motivata da secoli di vita". Ecco, quest'uomo colto e poliglotta era molto attento alla storia e amava la cultura. E' per questo che egli volle affiancare alla ricostruzione delle case e delle scuole, delle fabbriche e delle chiese, anche una rivisitazione della storia e dell'arte di Buja. Dobbiamo pur dire, a questo punto, che non tutti lo capirono, che alcuni lo ferirono, e che in questo clima di tensione maturò, probabilmente, il suo coinvolgimento in "tangentopoli". La giustizia degli uomini deve ancora compiere il suo corso, ma il calorosissimo applauso esploso nel Duomo gremito dimostra che Gino Molinaro occupa il primo posto nel cuore della maggioranza dei suoi concittadini". |