Aprile 2010

La scomparsa del "mestri Romano"

 

 

È stato il maestro di diverse generazioni di alunni bujesi: "un maestro dei tempi in cui questa figura professionale poteva ancora essere interpretata come arte della pedagogia", come hanno ricordato i suoi colleghi salutandolo in duomo per l'ultima volta e riconoscendogli di avere interpretato a suo tempo questo ruolo con genialità e intensità, con elasticità e severità, ma soprattutto con un'appassionata consapevolezza dell'insostituibile valore educativo e formativo della scuola. Il "mestri Romano" Aita non era solo maestro di scuola elementare.

 I valori educativi e formativi, per i quali aveva speso il suo vivace dinamismo tra aule e banchi, erano gli stessi coi quali era presente nell'associazionismo, sul campo sportivo, nella partecipazione agli eventi del paese, specialmente quando, all'indomani del terremoto, tenne lungamente contatti attivi con i soccorritori austriaci dai quali ricevette poi anche un alto riconoscimento. Dalla sezione bujese dell'AFDS, di cui era stato tra i primi fondatori, alla SOMSI che ancora lo contava tra i membri del suo Consiglio Direttivo, dalla Polisportiva Bujese, di cui seguiva tutte le vicende, all'ANA che gli ricordava la sua appartenenza agli Alpini del Battaglione Gemona, non c'era ramo della vita di Buja per la quale non avesse attenzione: un'attenzione particolarmente intensa e partecipe negli anni in cui annotava gli eventi locali per passarli alla stampa come corrispondente e cronista del Messaggero Veneto. Ed è soprattutto in questa veste di articolista che si è meritato la stima riconoscente dei concittadini. Chi l'ha ricordato nei giorni della sua recente scomparsa non ha potuto fare a meno di constatare come in un mondo, quello dell'informazione, diventato sempre più indifferente alle realtà positive e propositive per lasciare campo libero a tutto ciò che fa clamore a buon mercato, gli articoli a firma di R.A. abbiano saputo scrivere per più di trent'anni pagine importanti della storia di Buja con puntualità, con lucida obbiettività e con la dovuta considerazione per tutto quello che di buono la comunità è stata capace di realizzare nella cultura come nella scuola, nel volontariato come nelle istituzioni, nello sport e in tante storie personali e familiari.

Anche in anni recenti, pur segnati da qualche problema di salute, la vita del paese gli è stata cara, tanto da non rinunciare ad essere presente agli eventi più importanti della comunità, accompagnato dalla premurosa sollecitudine dei figli Paola, Livia e Duilio e della moglie Vilma. Alla famiglia le nostre sincere, affettuose condoglianze.