Ricordo di Renzo Vidoni di Alberto Piccotti | |
Quando ho riflettuto sul tema dedicato a un ricordo dell’amico RENZO VIDONI, mi son reso conto di quante e quante cose avrebbero potuto intesserlo quel ricordo. Allora mi sono deciso a condensarlo in alcuni particolari flash significativi della sensibile e attiva personalità di Renzo Vidoni, espressa così intensamente nella società, nel lavoro, nella sua famiglia e nella grande famiglia friulana che palpita nel grande Canada. Sono quindi ben lieto e onorato del privilegio affidatomi di ricordare qui, nella sua Buja, il caro, compianto amico RENZO: onorato di poter far vibrare un suo intenso ricordo com’è stata intensa, schietta e reciproca la nostra amicizia. Gli inizi di questa amicizia risalgono all’immediato “dopo-terremoto” in occasione della mia prima missione in Canada e si è via via rafforzata con frequenti incontri, sia nelle ulteriori e molteplici mie presenze in America, sia nelle liete uscite di Renzo qui, nel suo, nel nostro Friuli. Indimenticabile, particolarmente, l’ultimo di questi incontri in patria che ci ha visti salire entusiasti in Val Degano, a Rigolato, per ritrovarci con un altro grande, benemerito friulano del Canada: Rino Pellegrina, qui presente che salutiamo di tutto cuore. Anche il mio ultimo viaggio in America (il 37° e 24° in Canada) ebbe come meta proprio OTTAWA, e qui, Renzo Vidoni si fece ancora in quattro per farmi conoscere e apprezzare ulteriormente tanti particolari della bella e interessante città-capitale sulla sponda destra del fiume omonimo, antico punto d’incontro delle tribù Pellirosse che chiamavano quel punto “ÒRAWA”, da cui il nome OTTAWA. Era da poco trascorso quel funesto 11 Settembre che la malvagità terroristica aveva sconvolto New York; il palazzo del Parlamento a Ottawa era infatti tutto transennato, circondato, vigilato… Ebbene, Renzo Vidoni riuscì con tanta facilità a farmelo visitare ugualmente, nei più importanti particolari, semplicemente presentandosi alle autorità vigilanti e facendosi riconoscere per… per Renzo Vidoni! In una precedente occasione – era un 2 Giugno, festa della nostra Repubblica – Renzo telefonò all’Ambasciata d’Italia annunciando l’arrivo di un friulano… Sta di fatto che dopo una brevissima pausa, sempre telefonicamente, eravamo entrambi invitati al pranzo dell’Ambasciata. ANCHE questo è stato Renzo Vidoni, per la stima, la simpatia, la fiducia, la notorietà che aveva acquisito ad ogni prestigioso livello nel suo ambiente di vita, di lavoro, di molteplici attività. Ebbene, quale circostanza abbiamo colto oggi per ricordare qui, nella sua Buja, Renzo Vidoni? La circostanza è offerta da un estremo atto di amore che Renzo ha espresso per il suo paese, per la sua Buja e cioè…un dono! Un importante e prezioso dono così in sintonia con quell’arte tipica, caratteristica e privilegio di Buja: la “Medaglistica”. Renzo Vidoni ha destinato al MUSEO D’ARTE DELLA MEDAGLIA E DELLA CITTA’ DI BUJA ciò che è stato frutto d’una raccolta, durata una vita, di splendide medaglie firmate da valenti artisti, quantificate in 180 esemplari! Una rassegna storica di personaggi, di eventi, di città, di monumenti… Oltre ad opere dei celebri friulani Pietro Giampaoli, Celestino Giampaoli, Vittorio Giampaoli, Luciano Ceschia, Guerrino Mattia Monassi, Piero Monassi, Pietro Galina, Enore Pezzetta, Arnaldo Baldassi, Giuseppe Baldassi, Luigina Osso, Troiano Troiani, ne figurano molte altre di valenti medaglisti italiani. Un commento particolare sulla medaglistica e in specie sul valore artistico e intrinseco del dono VIDONI penso debba essere affidato a personaggio di specifica competenza. Tuttavia ritengo piacevole riferire una bella esperienza che mi coinvolse – ancora con Renzo Vidoni – proprio in una importante manifestazione dove la medaglistica è stata una brillante protagonista. Era il 1979 e la Federazione dei Fogolârs del Canada aveva organizzato il suo biennale Congresso a VANCOUVER nell’estremo West del Paese. Fra le varie manifestazioni era prevista pure una Mostra medaglistica, in realtà la V^ Rassegna Internazionale dell’A.M.E.S. l’Associazione Medaglistica Esaltazioni Storiche, fondata da Guerrino Mattia Monassi ed allora da lui stesso presieduta. Renzo Vidoni vi si era subito iscritto e collaborò attivamente con Monassi anche alla meritata ottima riuscita di quella manifestazione a Vancouver. Ricordo che partimmo in 400 da Toronto con un Jumbo diretto a Calgari, nell’Alberta, e da qui, con otto pullman, attraverso un lungo, splendido percorso fra le Montagne Rocciose, avremmo dovuto raggiungere Vancouver. Infatti così fecero, fuorchè Monassi, la medaglista signora Adele Rondìni e il sottoscritto. Noi tre avevamo dovuto rinunciare alla bella gita di trasferimento e raggiungere d’urgenza Vancouver in aereo per i relativi impegni organizzativi. Strinsi così amicizia con Guerrino Mattia Monassi e la signora Rondìni che successivamente mi volle coautore di una ANTOLOGIA POETICO - MEDAGLISTICA edita appunto dall’A.M.E.S. con una Introduzione dello stesso Monassi. Alla splendida manifestazione abbiamo goduto anche la cara presenza della consorte di Renzo, la gentile signora Luisa a cui rinnoviamo il nostro più affettuoso Benvenuto! E a questo punto ricordiamo ed esaltiamo l’imprescindibile amore di Renzo per la FAMIGLIA, fondata con la sua sposa nel 1955 ed allietata dagli amatissimi figli Marco e Sandra; tutti i suoi lodevoli e importanti interessi sociali, culturali, di lavoro non hanno mai rimosso dal primo posto assoluto la sua FAMIGLIA! E’ ben nota la gentilissima e larga ospitalità che Renzo e la cara consorte offrivano nella loro casa agli amici friulani in missione; io stesso ne ho goduta, ma rimane “storica” quella accordata per un’intera settimana al grande aedo del Friuli Chino Ermacora agli inizi degli anni Cinquanta, e quindi agli albori dell’Ente Friuli nel Mondo di cui Chino ne fu prezioso antesignano. Nel campo sociale ricordiamo ancora Renzo Vidoni quale Presidente del Fogolâr Furlan di Ottawa e primo Vicepresidente della Federazione dei Fogolârs Furlans del Canada. Ricordiamo la sua intensa collaborazione all’ormai storica “CISILUTE”- il Sfuei da la Federazion dai Fogolârs dal Canada. Altre collaborazioni le ritroviamo in vari Bollettini locali e soprattutto nel periodico in lingua italiana L’Ora di Ottawa. Ed ecco infine due flash che desidero ancora accendere nel ricordo di Renzo Vidoni, due flash che illuminano la sua personalità fra specifici interessi storici e culturali. Proprio L’Ora di Ottawa, nel 2003, accolse a puntate una interessante storia scritta da Renzo Vidoni: “I Cosacchi in Italia”. Alcuni anni prima, Renzo mi aveva affidato il manoscritto con la preghiera di…dâj une ocjade. Altroché ocjade! Lo lessi con estremo interesse senza badare alle eventuali correzioni che mi aveva richiesto. Colsi la vivezza delle descrizioni e tutto il pathos che la storia animava non mancando di riandare via via col pensiero alla personale esperienza vissuta a Sequals nel 1945 con oltre cento Cosacchi in casa! Ho poi riletto recentemente sul numero 25/2006 di “Buje pore nuje” le quattro pagine dal titolo “I Cosacchi a Buja” di Renzo Vidoni cogliendo ulteriormente la vivezza dei contenuti e la preziosità della narrativa. Anche questo era e rimane Renzo Vidoni! Il mio ultimo flash ecco che illumina un’altra saliente prerogativa di Renzo, friulano attento ad ogni caratteristica che possa investire il Friuli-Migrante: in questo caso la linguistica, ovvero un particolare aspetto della lingua correntemente usata dai friulani in Canada e colta ancora con suggestivo e appassionato interesse dal nostro Renzo. Merita una breve premessa: quando la nostra emigrazione era massiva, la quasi totalità dei soggetti sbarcavano in Nordamerica senza conoscere la lingua inglese mentre urgeva la necessità di dialogare e capirsi soprattutto nei rapporti di lavoro. Ecco allora che l’ingegno, stuzzicato proprio dalla necessità, veniva in aiuto catturando i vocaboli fondamentali per un possibile dialogo anche se alquanto rudimentale. E’ così che si formarono e conservarono corpo, nel tempo, dei termini inglesi approssimativi, tuttavia comprensibili, ma che non mancavano di destare curiosità e sorrisetti nei successivi…turisti. Accenno solo a qualche esempio del ponderoso vocabolario: il cjâr = l’automobile, draivà = guidare, la ceche = l’assegno, la cheche = la focaccia, il storo = la bottega, la fense = il recinto, la beghe = la borsa, la bechejarde = il cortile dietro casa, il rabit = il coniglio, il bric = il mattone, la olivète = l’ascensore, ecc. ecc. da cui ecco almeno due frasette espresse in questo lessico “friulese”: Una donna di casa dice al marito: “Vuè ’o soi tant bisi: cjape tu la beghe e va tal storo a fâ la spese” (Oggi sono tanto impegnata: prendi tu la borsa e vai in bottega a fare la spesa), oppure: “Il brikelîr al è lât sul ruf cu la olivete” (Il muratore è andato sul tetto con l’ascensore)… Ebbene, Renzo Vidoni si è dato da fare – appassionatamente – anche in questo curioso e interessante campo; riferisco una sua originale espressione che compendia ben 12 di quei termini in una breve frase. Eccola: “Passades les traches prime dal brig vissìn de lûs che flasse, un troc plen di brics mi à dut splassât cul passâmi. Al spidave cussì tant ch’al è finît in te dice, e la cabine ’e jere dute squassade e la pinte dute scraciade” (Attraversati i binari prima del ponte vicino il semaforo che lampeggia, un camion pieno di mattoni mi ha tutto inzaccherato sorpassandomi. Correva così forte che è finito nel fosso, e la cabina era tutta schiacciata e la vernice tutta graffiata). In un noto libro di Emigrazione, edito nel 1985, c’è un capitolo riferito a questo fenomeno, dal titolo: “Curiosità lessicali collegate all’emigrazione”, ma, soprattutto, nel 1991 è sortita una corposa Tesi di laurea, di quasi 300 pagine, dal titolo “L’influsso dell’inglese sui friulanofoni del Canada”: 110 e lode e il “Premio Ciceri” per l’originalità dell’argomento. Ebbene, anche qui non è mancata la fertile mano di Renzo Vidoni offrendo alla laureanda i suoi interessanti e vivaci spunti lessicali. Pongo dunque termine ai miei flash, piccoli ma carichi di affetto e di rinnovata stima nel ricordo dell’amico carissimo a cui si riferiscono. Ecco, il ricordo! A una certa età sono i ricordi che dominano il pensiero, ed una naturale, istintiva selezione porta a privilegiare i ricordi più belli, legati agli amici più cari, a quelli di cui si è particolarmente apprezzata l’intensità dell’animo. Ricorro sovente a un pensiero del filosofo danese Sören Aabye Kierkegaard che afferma: “Il ricordo sazia più di ogni realtà ed ha una certezza che nessuna realtà possiede”. Ecco la certezza del ricordo che si merita Renzo Vidoni! BUJA – 20 Settembre 2008 Alberto Piccotti |