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Le cerimonie per il Gemellaggio

di Domont e Buja

di Jérome Chartier

Sindaco di Domont

 

FOTO

 

TESTO IN FRANCESE

 

Il 13 e 14 Giugno 2009 resteranno nella memoria dei Domontesi e dei Friulani!

Infatti, dopo un anno di lavoro e di scambi tra le squadre di Domont e Buja, il «grande week end» tanto atteso era giunto!

Il municipio di Domont era addobbato con le bandiere dell’Europa e dei 4 paesi europei con i quali noi siamo gemellati e che incorniciavano la bandiera francese.

Le delegazioni tedesche, inglesi, polacche e italiane erano presenti al gran completo poiché noi festeggiamo anche trent’anni di scambi e di amicizia. Nello spazio di un fine settimana Domont ha rivissuto la storia dei suoi gemellaggi e celebrato quattro anniversari importanti per questo anno di riferimento: 30 anni di vita del Comitato di Gemellaggio, 25 anni di scambi ufficiali con Germering, 20 anni con Shepshed e 5 anni con Wolsztyn!

Niente di straordinario dunque che tutta la città si sia mobilitata per i festeggiamenti!

Il programma era intenso: inaugurazione delle rotonde portanti il nome e gli stemmi delle nostre città gemellate, esposizioni fotografiche e filatelica sulla storia di Domont e del Friuli nella mediateca, novelle italiane e festival di films italiani al cinema di Domont, piantumazione di un albero dell’amicizia da parte del decano e del più giovane tra i nostri residenti italiani, lancio di 95 colombe (cifra del nostro dipartimento) nel parco del Municipio… in breve, nessun tempo morto e nessuno spazio per la malinconia!

Le associazioni avevano invitato i propri aderenti ad accogliere i nostri 170 amici stranieri. La Fanfara dei pompieri e la Banda cittadina di Buja erano pronte a darci il via ed a marcare le cerimonie e l’ascolto dei loro gioiosi motivi.

E, ciliegina sulla torta (o segno del destino?) il sole risplendeva con tutta la sua dolcezza in questo inizio d’estate.

Per i Friulani di Domont, questa manifestazione rivestiva un carattere particolare. Si trattava di ufficializzare e concretizzare i legami tra i loro paesi d’origine e la città che li aveva visti arrivare, talvolta ancora molto giovani, a partire dagli anni ’20 del secolo scorso quando i loro genitori fuggivano dalla dittatura e cercavano una terra d’asilo. Le fornaci e le imprese edili di Domont furono le prime a scoprire le loro capacità ed il loro talento.

Quanti ricordi d’infanzia affluivano nella memoria di certuni, come quella Domontese, arrivata all’età di 4 anni, che ha fatto tutto il percorso scolastico a Domont, che si è sposata con un Domontese, che ha vissuto tutta la sua vita in mezzo a noi, ma che ogni estate ritorna nel suo paese di origine per rivedere i suoi, tanto sono rimasti profondi, per i nostri amici Friulani, i legami con le loro radici.

E’ dunque sotto il segno dello spirito familiare che queste cerimonie si sono svolte, con un primo punto importante la firma del protocollo d’amicizia che lega le nostre due città, che mi ha dato l’occasione di ricordare l’importanza degli scambi tra nazioni diverse. Ho altresì sottolineato che i gemellaggi sono parte integrante della costruzione dell’Europa e permettono di rinforzare i legami tra gli Stati europei. E’ lavorando e costruendo assieme che i membri della comunità europea prenderanno coscienza della loro unità e della loro solidarietà necessaria di fronte alla mondializzazione.

Il secondo grande momento emozionante fu quando abbiamo scoperto la statua dell’emigrante sulla rotonda «Buja». Questa statua, dovuta all’iniziativa dell’AFFI, in origine doveva rappresentare gli immigrati italiani giunti a Domont. Io ho preferito trasformare questo omaggio agli immigrati italiani in un omaggio a tutti gli immigrati venuti da noi per trovare lavoro e ricostruire la loro vita. Tutti si sono sentiti interessati per questa realizzazione poiché è stata finanziata per metà dalla città e per metà da contribuenti privati, da imprese e associazioni.

Approfitto di questa occasione per rendere di nuovo omaggio a Daniel Papinutto, Presidente fondatore dell’Associazione Francia Friuli Italia, la cui energia e generosità nell’impegno non è mai venuta meno. Senza di lui e senza il dinamismo dei membri dell’AFFI  la festa sarebbe certamente stata meno bella e riuscita.

Come sempre in Francia (e credo anche in Italia) la festa si è conclusa con un grande e festoso pranzo conviviale, concluso con l’arrivo delle torte celebrative dell’avvenimento.

Noi conserveremo per molto tempo nella memoria il ricordo di questa bella giornata, piena di gioia di vivere, di condivisione aldilà delle barriere linguistiche e ricca di forti emozioni.

 (Traduzione di Egidio Tessaro)