GEMELLAGGIO BUJA DOMONT

di Piergiorgio Miani

Friuli nel mondo

luglio 2009

 

 

 

Domenica 14 giugno la città di Domont si é vestita di festa per finalizzare il gemellaggio con Buja.

Dopo la messa, guidato, dalla Banda di Buja e dai sindaci di Domont , Buja, Shepshed (Inghilterra), Germering (Germania) e Wolsztyn (Polonia), i numerosi partecipanti si recano in un lungo corteo alla rotonda: "Rond Point de Germering" per l'inaugurazione del' "Maibaum" ( Albero di maggio, simbolo di fecondità e del risveglio della natura) al suono dell'inno tedesco interpretato dalla Banda di Buja. In seguito la lunga fila riparte verso la rotonda: "Rond point du 4 août", ribattezzata per la circostanza: "Rond Point de Buja" al suono dell'Inno di Mameli e della Marsigliese. Poi avvenne l'evento più commovente delle cerimonie quando Luca Marcuzzo sindaco di Buja e Jerome Chartier deputato e sindaco di Domont scoprono la statua dell'Emigrante", molti partecipanti asciugano qualche lacrima. Nei loro discorsi i due Sindaci evocano la storia di tutte le immigrazioni venute nella regione e mettono in rilievo la contribuzione di questa gente allo sviluppo economico della regione e anche della Francia. Conclusa questa cerimonia il corteo si reca nel parco del municipio per la piantagione dell'albero dell'amicizia, mentre, nel cielo volano 95 colombe (95 é il numero della Provincia Val d'Oise). Poi segue l'ultima fase delle cerimonie: La firma del Protocollo ufficiale del Gemellaggio e lo scambio dei regali tra i Sindaci dei cinque paesi presenti. Dopo l'ultima sosta davanti al Municipio per assistere al calo delle bandiere, al suono della Marsigliese interpretata dalla "Fanfare de la Gendarmerie" i presenti si ritrovano nell'ampia sala municipale ove é servito un apprezzatissimo rinfresco. Verso 1' una e mezza le personalità e gli invitati s'avviano verso la palestra del Liceo di Domont per il pranzo ufficiale che conclude questo bello e importante evento.

L'idea d'erigere una statua in omaggio, non solo ai nostri emigranti, ma a tutte le emigrazioni é stata lanciata dal Fogolâr di Domont (AFFI: Association France Friuli Italie). Quando il presidente Daniel Papinutto ha sottoposto il progetto a Jerome Chartier, ha ricevuto un caloroso consenso e con di più il Sindaco ha detto che il Comune prende a suo carico la metà della spesa del monumento. Per l'altra metà l'AFFI ha lanciato una sottoscrizione che é stata accolta con grande generosità e simpatia nella città di Domont e oltre. Il nostro amico Romano Rodaro, specialista della storia dell'emigrazione friulana nelle fornaci, commentando questa solidarietà dice, scherzando, che i primi friulani quando scrivevano ai famigliari rimasti in Friuli scrivevano DOMON (in francese non si pronuncia la T) e DOMON é l'anagramma di MODON. Coincidenza o premonizione? Ognuno sceglierà.