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Vilsbiburg in Baviera e Buja

in Friuli si sono gemellati

di Corrado Haßlbauer

 

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Il 26 maggio 2001 venne suggellato il gemellaggio tra Vilsbiburg e Buja, durante una cerimonia solenne che si tenne a Vilsbiburg dai due sindaci Helmut Haider e l’ing. Aldo Calligaro. Questo gemellaggio si rifà a delle vecchie relazioni. Verso il 1880 arrivarono a Vilsbiburg i primi fornaciai del Friuli - soprattutto da Buja – per lavorare nelle due fornaci di Vilsbiburg. Siccome in questo periodo c’era molta richiesta di laterizi, venne avviata a Vilsbiburg una terza fornace. I fornaciai di Buja erano lavoratori stagionali. Alla fine della stagione rientravano a Buja e ritornavano in primavera. Nel corso del tempo alcuni fornaciai rimasero nel nostro paese e i loro nomi si sono mantenuti fino ad oggi, (come ad esempio Monassi o Cettolini). Questo rapporto ebbe una brusca fine quando nel 1915 l’Italia dichiarò guerra alla Germania. 

Per lungo tempo le documentazioni sui fornaciai friulani nelle librerie rimasero trascurate. Nel museo di Vilsbiburg hanno luogo continue esposizioni e così venne progettata una mostra sulle fornaci e i loro lavoratori. Nel 1996 ebbe inizio la preparazione e lo studio di questo tema e vennero allacciati i primi contatti col Dott. Pierluigi Calligaro. Nel 1997 venne realizzata la prima mostra, alla quale venne in visita anche un gruppo di Buja. Da questo momento in poi seguirono ulteriori incontri, che alla fine condussero a questo gemellaggio.

Come suggello del gemellaggio arrivò nel tardo pomeriggio di venerdì 25 maggio 2001 un bus da Buja. Gli ospiti, col sindaco Aldo Calligaro, furono ricevuti presso un’aula della scuola elementare. In quest’aula furono esposti i quadri dei pittori di Vilsbiburg che, poco tempo prima, avevano dipinto a Buja. Il sindaco Aldo Calligaro poté scegliere un quadro che gli fu consegnato durante la cerimonia. La sera ebbe luogo un incontro amichevole nel Gasthaus Köck a Gerzen, nelle vicinanze di Vilsbiburg.

Sabato 26 maggio venne effettuato un giro turistico della città. L’artista bujese Ermes  Volpe presentò alcune riproduzioni delle sue incisioni su rame, davanti all’ingresso del museo. Verso mezzogiorno arrivò la banda “Filarmonica Madonna di Buja”. La sera, alle 19,00, ebbe luogo, in un’aula della scuola superiore, la cerimonia solenne del gemellaggio. L’orchestra da camera di Vilsbiburg e la banda di Buja incorniciarono la festa musicalmente. Il punto forte della cerimonia fu il suggello del gemellaggio attraverso le firme dei sindaci Aldo Calligaro e Helmut Haider.

Domenica 27 maggio, gli ospiti vennero accompagnati dalla banda italiana, dalla banda della città di Vilsbiburg e dall’associazione locale presso la chiesa “Maria-Hilf” posta sul colle. La scelta di “Maria Hilf” fu fatta perché qui i fornaciai friulani assistevano alla messa e innalzavano le loro preghiere e preoccupazioni alla Madonna. Dopo la santa messa, celebrata da Karl-Heinz Seidl, Monsignor Otello Gentilini e Don Felice Snaidero, chiesi ad alcuni partecipanti se la funzione religiosa era stata di loro gradimento. Per molti la cosa migliore fu l’intervento di Don Felice Snaidero. Anche se predicò in italiano e loro non capivano le sue parole, rimasero impressionati dal  suo modo di predicare e dai toni, a volte bassi a volte alti, della sua voce. Per pranzo si andò poi alla festa cittadina di Seybolsdorf, una località di Vilsbiburg. Gli abitanti di Seybolsdorf avevano addobbato le case  appositamente per gli ospiti di Buja. Anche la “Filarmonica Madonna di Buja” improvvisò un concerto durante il tragitto dal centro della città al giardino dove si teneva la festa. Gli ospiti italiani, accolti con molti applausi, furono entusiasti del buon cibo, della buona birra e dell’ottima organizzazione. Di buon umore intrapresero il viaggio di ritorno.