1947 |
I cinquant'anni della Banda di Pietro Menis |
Si è detto che una Banda musicale per un paese è segno di distinzione, un titolo d'onore. Ebbene questa nobiltà Buja la vanta da mezzo secolo ! Era il 1897 quando il Dott. Domenico Giorgini medico condotto del luogo, la cui memoria è ancor viva fra i più vecchi, si mise d'attorno per costituire un corpo filarmonico. Tosto raccolto i migliori elementi atti al conseguimento dei suoi fini, gli amanti ed appassionati di musica, acquistò gli strumenti che poi parte donava, — ed infine scelse un maestro Gio: Batta Bruni. L'iniziativa trovò ben presto unanime consenso e gli allievi, della migliore società, animati da entusiasmo accorsero alle lezioni. Da un capo all'altro di Buia vennero gli aspiranti sicché in breve la Scuola venne affollata. Dopo mesi di prova ecco la prima comparsa in Piazza dinnanzi ad un pubblico enorme, il successo fu lusinghiero oltre ogni dire. Vi è ancora qualche superstite di quella memorabile serata a cui pensa con nostalgia!.. L' anno seguente 1898 la vicina Osoppo celebrava il 50° anniversario del suo eroico assedio e la Banda condecorava i festeggiamenti, varcando così per la prima volta i confini della propria terra. E fu di buon augurio poiché da quel giorno non vi è paese della plaga, che si stende attorno che nel corso di cinquant'anni, non abbia veduto passare per le sue vie il nostro Corpo Filarmonico lanciando al vento le allegre note delle sue marcie. I bandisti vestivano di nero ed avevano il copricapo alla bersagliera; era di molto effetto e decorativo quell'ondeggiare di "piume" cascanti sulla sinistra con... aria sbarazzina. Per quasi tre lustri la Banda di Buia tenne la "piazza" con un primato indiscusso. Sagre e manifestazioni, nozze e funerali erano condecorati dalla sua presenza. Allo scoccare del Capodanno, nella prima ora, incuranti della rigidezza del tempo, costantemente, la Banda usciva e faceva il giro completo del paese portando il primo saluto musicale ai cittadini; consuetudine mai smessa da poi e che torna sempre gradita alla cittadinanza. Nel 1907 da un paese vicino era cominciata "un' offensiva" per abolire il mercato del 4° lunedì d' ottobre perché quello poteva vantare precedenze secolari di un mercato annuale nella stessa data. (1) Buia allora era insorta compatta e, al blocco delle strade che conducevano al paese per parte della forza pubblica, perché nessuno venisse al "mercato" dal di fuori, tutti scesero in piazza ed a scopo dimostrativo riempirono il foro boario dalle proprie bestie. Occorrevano forse "forestieri" perché si potesse far "mercato" ?!... La Banda in quell'occasione, per due giorni di seguito, domenica e lunedì, percorreva le vie e le piazze del paese, teneva concerti, accompagnava cortei. Un grande "concertone" per l'estrazione della Tombola e per i fuochi artificiali. Da questa dimostrazione, per valorizzare il nostro "mercato" si continuò in seguito a dare risalto al quarto lunedì di ottobre e ne venne fuori la Fiera annuale che va sotto il nome di "Festival"..'., Intanto nella Banda "i quadri" aumentavano come le idee - foriere dei tempi moderni - e furono proprio queste che un giorno vennero a conflitto e si divisero il "campo". Era il 1911 quando il corpo filarmonico si divise in due senza però soccombere: le Bande furono due, quella "Cittadina" che continuava sulla linea del vecchio troncone e quella "Cattolica" che doveva perpetuarsi sino a noi. E quella fu una delle più innocue delle malaugurate scissioni a cui abbiamo assistito in questo nostro paese ! ... Difatti avendo due filarmoniche - che quando erano a Scuola si udivano tra di loro perché breve era la distanza delle sedi -. ne nacque di conseguenza l'emulazione, la gara. Naturalmente ognuna voleva essere migliore dell' altra. Quella che aveva però il campo di azione più vasto della sua attività era la "Cattolica", perché nelle sagre religiose, nelle processioni era sempre la richiesta sia in paese che fuori, Aveva poi a capo un Maestro non solo competente ma ancora fanatico per la musica; Giuseppe Casasola. Fu egli infatti che diede vita, impulso e lustro alla nostra Banda senza economia di tempo di denaro e di sacrificio. Raduni, gare e concorsi videro sul "palco" la Banda di Buia la quale più volte strappò gli allori posti in palio. E venne la prima guerra mondiale, che per forza di cose sciolse le due Bande col richiamo alle armi dei suonatori;; dopo il terribile ciclone che tante giovani, vite aveva ingoiate, solo la "Cattolica" si ricompose. Non solo perché Mons. Bulfoni e Giuseppe Piemonte (Scoi) avevano potuto salvare gran parte degli strumenti durante l'invasione nemica del 1918, ma per il volere del Maestro Casasola (2) che sapeva infondere fiducia, ed altresì per la passione e l'attaccamento dei bandisti alla bella istituzione. Mezzo secolo di cammino per una istituzione non è poca cosa; ciò prova che nel nostro paese la sensibilità musicale è profondamente sentita,» da questo si può trarre un lusinghiero auspicio per 1' avvenire. La tradizione musicale che distingue e onora un paese sia continuata ed assurga a sempre più alte mete sotto la guida sicura, valente ed appassionata del Maestro Eraldo Scialino, attuale direttore. Ad multos annos !
NOTE:
1) Il mercato mensile di Buia è stato istituito nel 1870. 2) Giuseppe Casasola moriva nell'agosto 1931. |