Quale politica per la cultura di Rudi Fasiolo | |
Quale ruolo può svolgere l'Amministrazione Comunale in ambito culturale? Per rispondere a questa domanda è indispensabile tenere conto da una parte del fatto che le disponibilità finanziarie, che gli Enti Locali hanno, sono negli ultimi anni andati via via riducendosi, dall'altra che qualsiasi intervento, che voglia definirsi serio, deve misurarsi con una realtà culturale come quella bujese complessa e articolata. Il primo obiettivo sarà ed è proprio quello di curare e valorizzare un patrimonio fatto di storia, di beni e di uomini, un patrimonio che rappresenta la base solida sulla quale costruire il nuovo. Conoscere criticamente il passato per conoscere noi stessi. Ma in questa ricerca, peraltro non nuova e alla quale "Buje pore nuie" da ogni anno un contributo notevolissimo, dobbiamo coinvolgere la comunità intera; sarebbe inutile lo sforzo se poi tutto si risolvesse nella solita cerchia di addetti ai lavori. Per ottenere questo risultato sappiamo di doverci misurare con una realtà comunicativa dove gli elementi a confronto sono sempre maggiori. Un altro punto qualificante del nostro progetto è l'attivazione di tutti quegli strumenti che siano in grado di far circolare il maggior numero di idee ed esperienze culturali che nascono nella nostra comunità ed inserirle in un contesto più ampio. In questo senso una pubblicazione comunale periodica che raccolga, informi e stimoli la discussione e un coordinamento di tutte le attività delle numerose Associazioni bujesi possono essere veicoli importanti. Ciò consentirebbe anche di evitare una inutile dispersione di energie, una sovrapposizione di iniziative ed una frammentazione che implica alfine anche uno scadimento di immagine (a questo proposito un piccolo cenno ad una scommessa da rischiare è doveroso: rifondazione della Pro loco, come organismo in grado di garantire quel coordinamento e quell'unitarietà auspicata!). La costruzione di un edificio da adibire a Biblioteca e a centro culturale è un altro obiettivo sul quale dovremo nei prossimi mesi indirizzare i nostri sforzi. Negli anni si è andato consolidando un patrimonio librario non trascurabile (12. 000 volumi) che ora è sottoutilizzato soprattutto perché è costretto in una sede provvisoria nel centro di S. Stefano, in spazi troppo ristretti che non consentono un minimo di fruibilità accettabile. La nuova sede prevista in località Camadusso dovrà costituire una risposta adeguata. Esiste anche la prospettiva di dare pieno avvio a quel Sistema bibliotecario che comprende una decina di Comuni tra cui quello di Buja e che consentirebbe agli utenti di usufruire di un patrimonio librario notevole; questa è una ragione in più per dotarci di una struttura che abbia caratteristiche valide. Noi pensiamo che, in una realtà come Buja, la presenza di un Centro che metta a disposizione strumenti indispensabili per la crescita e la comunicazione culturale è fondamentale; per questo stiamo lavorando alla definizione di una struttura po-lifunzionale, che non si limiti al, peraltro importantissimo, compito di distribuire testi, ma che comprenda ed utilizzi tutti i sistemi di comunicazione, un centro di servizi in grado anche di incentivare l'utenza, attraverso l'offerta di strumenti diversificati: il libro, il disco, la cassetta, la video cassetta (bibliofonovideotecd). Non credo di avere dato una risposta esauriente e definitiva alla domanda iniziale. I compiti di un'Amministrazione in campo culturale possono comprendere una gamma di attività che non ha limiti; il pericolo è di disperdersi in iniziative disordinate ed effimere (senza nulla togliere all'effimero!); molto meglio lavorare ad un progetto che sappia vitalizzare, dissodandolo, un terreno già fertile ma che deve ancora dare molti frutti; credo comunque di aver tracciato sinteticamente delle linee sulle quali è necessario muoversi, di aver aperto un discorso che deve restare aperto. |