Natale 1984 |
Rottenburg di Gabriella Comino Osso |
Giugno '84, proprio nel periodo coincidente con la scadenza elettorale del Parlamento d'Europa, Buja, e in particolare la Comunità parrocchiale di Santo Stefano hanno avuto l'occasione di vivere concretamente la loro dimensione "europea" nel gemellaggio con la Diocesi e il Comune di Rottmburg, città di 27.000 abitanti sul fiume Neckar, presso Stoccarda. Una delegazione dei rappresentanti degli organismi parrocchiali guidata dall'Arciprete e in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale, il Sindaco, Gino Molinaro (proveniente da una analoga manifestazione di amicizia tra sodalizi sportivi nel Comune di Offenau e successivamente sostituito dall'Assessore alla Pubblica Istruzione) , hanno incontrato il Vescovo della Diocesi di Rottenburg, Mons. Moser e il Vicario Generale Mons. Mühlbacher, e sono stati ricevuti dal Sindaco Stemmler. Ad essi si è aggiunta, per una felice coincidenza di tempi e itinerari, la presenza di S.E. Mons. Alfredo Battisti, che si trovava in visita alle Missioni per emigranti all'estero. Il programma di questo scambio così ricco di contatti umani e di significati cristiani e sicuramente positivo sul piano civico-culturale, si può sintetizzare in due momenti principali di carattere ufficiale: l' incontro dell'Arcivescovo Mons. Battisti e dell'intera delegazione bujese con il Vescovo Moser e con Mons. Müllbacher, fine cesellatore del gemellaggio, e il ricevimento presso il Municipio della città per iniziativa del Sindaco Stemmler. Nella prima occasione, in un clima di vicendevole stima e disponibilità, confortate dalle numerose affinità storico-culturali che i vari interventi dei presenti hanno messo in luce, il Vescovo Moser ha consegnato a Mons. Bressani e alla Parrocchia di S. Stefano, attraverso le mani di Mons. Battisti il contributo della diocesi di Rottenburg per la ricostruzione del Duomo. L'incontro presso il Municipio della città, oltre a offrire l'occasione di una reciproca conoscenza tra le due comunità civiche (particolarmente interessante ed apprezzata la visita turistica alla città e ai suoi monumenti storici, organizzata dal Burgermeister) ha offerto l'occasione per mettere in luce i livelli di partecipazione delle due Amministrazioni Comunali a questo gemellaggio tra comunità pastorali e per esprimere il ringraziamento del Comune di Buja per l'attenzione rivolta ad un'opera che è, sì, edificio di culto, ma è anche patrimonio della storia, della cultura e dell'identità di tutti i cittadini. La storia di questo gemellaggio ha, com'è noto, solide radici che affondano le loro origini nei tempi del terremoto del '76, quando quella comunità diocesana, della quale fa parte anche la grande Stoccarda, indirizzò la propria solidarietà umana e cristiana alla Parrocchia di Santo Stefano, concretizzandola nell'aiuto economico che permise la riparazione del campanile. L'impegno, assunto certamente sulla onda di forti motivazioni sentimentali al momento della catastrofe, lungi dall'affievolirsi o dal disperdersi coll'andare del tempo, ha mostrato tutta la sua profonda convinzione a distanza di otto anni: il Vescovo Moser, infatti, ha non solo consegnato a Mons. Bressani il primo simbolico "mattone per il Duomo" in marchi, ma ha anche assicurato che la sua diocesi continuerà ad assistere quest' opera di ricostruzione con un contributo annuale. Il filo di solidarietà che promette questo futuro di collaborazione tra le nostre due popolazioni, ha certamente quella continuità nel passato che è stata ripetutamente messa in luce nei discorsi ufficiali, con riferimenti alla storia romana, cristiana e medioevale che le nostre regioni hanno condiviso (Rottenburg conserva un interessante impianto termale di epoca romana e splendidi sono, nel territorio circostante, i castelli degli Hoenzollern, che ci richiamano alla memoria Federico Barbarossa). Coloro che hanno assicurato, soprattutto nella storia recente ed attuale, l'integrazione culturale tra le due comunità sono, però, certamente i nostri emigranti, a fianco dei quali i missionari operano con infaticabile capacità di recepire situazioni, problemi, abitudini e, contemporaneamente promuovere iniziative. Al di fuori dell'ufficialità e insieme agli emigranti e ai missionari, mobilitati dalla presenza dell'Arcivescovo ma anche dalla splendida ospitalità di don Otello Gentilini, la delegazione di Buja ha vissuto momenti particolarmente carichi di umanità e simpatia. Sono questi momenti, insieme al positivo bagaglio di esperienze realizzato in così pochi giorni, che suggeriscono ottimismo per l'immediato futuro dei nostri problemi locali, ma anche per più vasti sentimenti comunitari senza i quali, certamente, parlare di elezione di un Parlamento di Europa non ha lo stesso significato. |