Il nuovo Statuto di Buja di Rudi Fasiolo | |
"Il Comune di Buja (Buje) è ente autonomo nell'ambito dei principi fissati dalla legge dello Stato e della Regione e dal presente Statuto" (Art. 1 dello Statuto del Comune dì Buja) L'autonomia locale è, in sostanza, il potere di autogoverno che una comunità, inserita in un'entità più vasta, possiede; insomma, il potere di un Comune che fa parte di una Provincia, di una Regione e di uno Stato. Da pochi mesi tutti i Comuni italiani, come prevedeva la legge nazionale sull'Ordinamento delle autonomie locali, hanno definito i loro poteri grazie all'approvazione di veri e propri atti costitutivi: gli Statuti. Per Buja, che ha adottato il proprio (dopo il lungo ed intenso lavoro di una commissione) nella seduta del Consiglio Comunale del 7 giugno 1991, non si tratta di una novità assoluta visto che addirittura nel lontano 8 dicembre 1371 vennero ratificati, in occasione di una assemblea dei capifamiglia svoltasi nel castello, gli "Statuta Communitatis Bujae" (Statuti della Comunità di Buja) che sancirono la costituzione del Comune, attraverso l'affermazione di una sovranità, di una serie di poteri, su un determinato territorio. Sono passati più di sei secoli e non è certo possibile proporre comparazioni o paralleli tra quel documento e l'attuale, tuttavia ciò ci consente di sottolineare la radice storica di una comunità e delle sue esperienze di autogoverno. Lo Statuto di Buja, che entrerà in vigore non appena sarà pubblicato sul Bollettino Regionale è distinto in 8 Titoli suddivisi a loro volta in sezioni ed infine in articoli (63 in totale). Un documento complesso quindi, che fissa i principi, le regole, gli obiettivi sui quali il Comune e la Comunità intera fondano la propria attività. Entrare in una analisi dettagliata di tutti gli aspetti che caratterizzano il documento non è qui certamente possibile, sarà più opportuno rilevarne alcuni che hanno valenza culturale e politica, senza con questo dimenticare che una carta fondamentale come lo Statuto possiede un evidente significato culturale e politico nel suo complesso. Così troviamo che all'art. 3 lo Statuto prevede che il Comune riconosca e tuteli l'uso della lingua friulana e sostenga in varie forme la cultura e le tradizioni locali. Indicazione poi ripresa negli articoli 6-7-8 dove alla lingua friulana si riconosce pari dignità nell'attività del Comune garantendone l'uso nei rapporti verbali e scritti con l'Amministrazione e prevedendo nella toponomastica e nelle insegne pubbliche una dizione bilingue, italiano/friulano. La finalità è di mantenere un patrimonio storico e culturale rilevantissimo senza però costruire steccati e barriere che contribuiscono soltanto a dividere gli uomini e le comunità. Lo Statuto, dopo avere definito la natura e le competenze del Consiglio Comunale, della Giunta e del Sindaco, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme associative e di cooperazione con gli altri Enti Locali, passa, negli ultimi 10 articoli a fissare le caratteristiche degli Istituti di partecipazione dei cittadini. Innanzitutto il Comune si prefigge di favorite la formazione di organizzazioni di volontariato, di associazioni che perseguono finalità umanitarie, scientifiche, culturali, ricreative e sportive, ciò può avvenire mediante la concessione di contributi e la fornitura di servizi; inoltre prevede la possibilità di consultare i cittadini sulle scelte amministrative aventi rilevanza generale per il Comune anche attraverso l'istituto del referendum; dovrà essere predisposto un vero e proprio registro pubblico delle petizioni e delle proposte che i cittadini singoli o associati presentano agli organi comunali al fine di garantire un rapporto trasparente. Una breve riflessione finale è indispensabile perché, sottolineato più volte il valore fondamentale del documento, non possiamo dimenticare che in effetti i margini di autonomia di cui un Comune dispone, soprattutto in relazione al fatto che non esiste autonomia finanziaria, sono limitati e che l'entrata in vigore dello Statuto non comporterà certamente trasformazioni radicali nella vita della Comunità, eppure, oltre ad avere il grande merito di mettere insieme in un unico testo le caratteristiche della struttura comunale dalle sue fondamenta, lo Statuto riesce ad indicare molte strade che non sono ancora state percorse, molti obiettivi che coinvolgeranno il Comune e la Comunità intera. È un impegno dell'Amministrazione fare in modo che lo Statuto di Buja non appena operante sia conosciuto dai suoi cittadini in tutte le sue parti, perché, come migliore tradizione democratica vuole, a quella sorta di carta costituzionale tutti, indistintamente, siamo legati. |