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Artigianato a Buja:

tradizione e futuro

 di Marino Piemonte

 

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La festività di San Giuseppe, che gli abitanti di Ursinins Piccolo hanno saputo rivitalizzare negli ultimi anni con tanto affetto e capacità organizzativa attorno alla chiesetta dedicata al Santo, non è più, ormai, soltanto la festa del borgo.

La vocazione che, secondo la tradizione, lo sposo di Maria avrebbe avuto per il mestiere di falegname gli ha meritato da secoli l'appellativo di "Patrono degli Artigiani" e a lui gli Artigiani, anche quelli di Buja, fanno riferimento il 19 marzo, quando si presentano all'appuntamento annuale con la gente di Ursinins e di tutta l'area collinare per celebrare una festa divenuta, ormai, anche loro.

Di anno in anno si rinnovano, cosi, incontri, manifestazioni e rapporti di collaborazione preziosi per il futuro dell'artigianato e di tutta la comunità. Uno di questi rapporti è quello che lega il mondo artigianale alle scuole, dove la festività di San Giuseppe diventa occasione per esprimere la scelta di educare, nel bambino, anche le risorse della manualità. Le scuole, infatti, partecipano alle iniziative dell'Unione Artigiani del Friuli elaborando attività incentrate sul mestiere che l'Unione stessa propone di anno in anno con dimostrazioni sotto il tendone di Ursinins.

Nell'edizione 1992 della festa di San Giuseppe, ad esempio, il tema proposto fu quello dell'autotrasporto. La risposta della scuola è stata un'accurata ricerca statistica attraverso interviste a camionisti di Buja, con informazioni sulle caratteristiche del mestiere, sulle abilità richieste, le difficoltà incontrate, gli aspetti positivi che gli uomini dei grandi mostri della strada riescono a cogliere lungo i loro percorsi. Il tocco di freschezza e di sentimento che è proprio solo dei bambini è affiorato nei disegni e nelle poesie che gli alunni hanno affiancato alle cifre e ai grafici relativi agli autotrasportatori locali.

Questa e le altre iniziative che la sezione buje-se dell'UAF ha portato avanti nel corso dell'anno sono state ricordate e sintetizzate nell'incontro augurale di inizio del nuovo anno, organizzato presso la sede dell'Unione, a S. Stefano. Insieme ai responsabili dell'UAF, le autorità comunali, provinciali e regionali e gli imprenditori presenti hanno preso atto dell'impegno e dell'importanza dell'artigianato locale, della necessità di sostenerlo e rivitalizzarlo, di aiutarlo ad uscire da un anno, il 1992, insidioso non solo per gli effetti di una crisi generale, ma anche per gli oneri che hanno gravato in modo specifico sull'attività di piccole e grandi imprese.

Che il nostro artigianato meriti considerazione e sostegno, d'altra parte, è opinione confermata dal censimento delle imprese locali, le quali, con le loro 260 presenze consolidate negli ultimi anni senza flessioni, hanno dimostrato di non essere intimidite dalla crisi economica nazionale, e di essere la spina dorsale dell'economia locale.

Capacità di riconversione, di individuare nuove prospettive di mercato, di far fronte alle difficoltà burocratiche, fiscali ed organizzative sono le qualità che la politica artigianale locale ha il dovere di considerare con la massima attenzione, e che l'Unione Artigiani ha la volontà di seguire sia attraverso il miglioramento dei propri servizi, sia attraverso la ricerca di un rapporto di stimolo e collaborazione con le banche che, sempre più numerose, affiancano ormai l'attività economica di Buja.

Nonostante le ombre, quindi, è realistico guardare con sufficiente ottimismo al futuro. Il ringraziamento espresso proprio all'inizio del '93 ai due funzionari Mary Calligaro e Andrea Marcello, che l'UAF ha voluto premiare per i loro quindici anni di attività, e la riconoscenza, sottolineata con una medaglia, al dott. Adelchi Costantini, che ha lasciato l'incarico di segretario comunale, non sono sentimenti che guardano al passato: l'infaticabile presenza di Mary ed Andrea a servizio degli iscritti, e la serietà, la competenza professionale e la disponibilità con cui il dott. Costantini ha svolto il suo lavoro, soprattutto nei tempi difficili del dopo-terremoto, anche seguendo e consigliando le imprese nei loro problemi legati alla normativa della ricostruzione, saranno qualità indispensabili per affrontare i nuovi problemi che aspettano il modo artigianale nel futuro prossimo e di medio termine.

 E comunque un futuro da affrontare con fiducia. E, nella convinzione che a lungo termine esso darà i suoi frutti, e che li coglierà nella vocazione che Buja ha sempre dimostrato di possedere per l'arte e la manualità, il prossimo San Giuseppe artigiano sarà l'occasione di nuove proposte ed iniziative.

Il mestiere additato all'attenzione ed alla considerazione della gente per quest'anno è "il fotografo". Buja, che è anche patria di fotografi oltre che di medaglisti (basti ricordare i Baldassi, i Barnaba e tutti quelli che si sono riscoperti anche attraverso le pagine di "Buje Pore Nuje"), non mancherà certo di testimoniare il suo apprezzamento e la sua partecipazione a questa attività e a coloro che, praticandola, dimostrano di saper unire le qualità artistiche di chi sa cogliere con sensibilità particolare un attimo di realtà alle abilità tecniche che sono necessarie ad ottenere un risultato fruibile da tutti. Le scuole sono già state chiamate a dare il loro contributo; l'Unione Artigiani sarà presente con tutto il suo impegno.