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Antica tradizione artigiana 

bujese alle soglie del 2000 

a cura di R.C.C.

 

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La festa di S. Giuseppe Artigiano a Buja è ormai ben più che una tradizione. Diremmo piuttosto che è un piccolo fatto storico, che si ripete e si rinnova al tempo stesso. Fatto storico in quanto gli episodi della storia non sono solamente quelli che coinvolgono il grande momento, la grande stagione politica o i grandi personaggi che compongono i vari momenti, ma sono anche quelli che danno una dimensione alla vita normale, di qualunque giorno, di qualunque categoria sociale o imprenditoriale che dir si voglia. La festività di S. Giuseppe a Buja ben si inserisce in questo quadro.

 Nel quadro delle tradizioni popolari, della cultura e della continuità dei valori dei quali tutto ciò è espressione. Ecco per esempio che ricapitolando le cose fatte negli anni scorsi, ci troviamo a rileggere fatti che pur nella loro semplicità rivestono un significato che supera il limite della celebrazione. Osserviamo, ad esempio, la benedizione degli automezzi: essa è giunta alla quarta edizione.

 Tale atto assume un rilievo non solo religioso ma anche istituzionale e civile. Con la benedizione viene siglato il patto tra l'uomo e il suo lavoro. Ma l'uomo e il suo lavoro debbono trovare anche dimensioni dimostrative affinchè possa essere ben visualizzato. Iniziando con la dimostrazione della lavorazione "des sclofis", "dai 'zeis", "des cossis" e "dai manis di riscjel" abbiamo riscontrato un notevole interesse da parte del pubblico presente che ci ha spronati per continuare l'anno seguente con la manifestazione pubblica della creazione manuale "dal modon", "de planele" e "dal cop".

 Gestualità queste dal sapore quasi rituale del passato, atti profondamente realistici che dimostrano il rapporto tra l'umanità e le tecnologie più semplici. Nel novembre scorso l'Unione artigiani organizza, in concomitanza con la festività della "Madone de salût di Vile", un convegno. Il tema portante del ritrovo è il ripristino della lavorazione della creta.

Tra le più interessanti proposte sorte dai colloqui avuti emerge il desiderio, ben accolto dai presenti, di rivalorizzare questo antico materiale che si adegua ancor oggi all'esigenza artigianale di esprimere i propri sentimenti artistici decorativi. Con un buon apporto di docenti dell'Accademia di Brera, si propone di associare l'interesse artistico degli allievi al risultato legittimamente economico. Il convegno ha ben concettualizzato non solo la lavorazione dell'argilla ma anche i problemi reali ai quali l'artigiano locale deve far fronte per potersi sostenere.

L'artigiano bujese per reggere a tutte queste proposte ed iniziative deve appoggiarsi anche sulle amministrazioni comunali limitrofe che desiderano collaborare per la realizzazione dei momenti che possono qualificare positivamente le espressioni popolari a carattere culturale. Non possiamo mai dimenticare le nostre origini di ".fiere di fornas e mari di fornasirs" con i suoi documenti e le tradizioni che colorano l'ambito del territorio bujese.

 L'Unione Artigiani di Buja si appoggia per le sue iniziative anche alle istituzioni scolastiche, ben rammentando che in questo luogo ci sono le radici del futuro le quali devono essere ben nutrite senza eccessi e con argomenti che ben si addicono all'insegnamento. Quest'anno l'attività artigiana bujese ha focalizzato la sua attenzione, per la rappresentazione annuale, su una antica ditta: la FRA. VA di Vattolo Francesco e F.lli che ben si distingue dal 1845.

Le iniziative hanno lo scopo, come negli anni passati, di dimostrare al pubblico come vengono realizzate le fustelle e gli stampi artigianali per la produzione di manufatti in pelle. La storia di questa ditta è la storia di un'imprenditoria a proiezione verticale che nel tempo ha perfezionato le sue strutture, le sue idee, adeguandosi al tempo in cui vive. La festa di S. Josef artigjan ben si sposa con gli operatori artigiani del territorio bujese che organizzano per il 13 marzo questa dimostrazione la quale passa nelle tradizioni popolari locali.

Questa collaborazione ristabilisce un rapporto organico tra "individuo" e "terra" su un'area dove il benessere non ha ancora cancellato la componente umana della vita imprenditoriale. A chi guarda come spettatore distratto questo nostro scenario, noi artigiani bujesi rammentiamo che il nostro lavoro ed il nostro impegno di "furlan bujat pal mont" ha fatto crollare molte barriere e soprattutto l'ostacolo dell'emigrazione.