Il nuovo mercato bovino di Buia e la Mostra Mandamentale del 1912 di Paolo Montina | |
Nella primavera del 1912 si tenne a Gemona la prima Mostra bovina Mandamentale, allo scopo di valorizzare ed incentivare la zootecnia del Mandamento di Gemona, che comprendeva i comuni di Artegna, Venzone, Trasaghis, Osoppo, Bordano, Montenars e Buia con le sue frazioni. Fin dalla metà del secolo precedente, infatti, erano state attivate varie iniziative per migliorare la qualità e la quantità delle razze bovine presenti in Friuli, considerato che se da un lato non vi era borgo o paese che non avesse buon numero di bovini, dall’altro si riscontrava una grossa deficienza a livello di conoscenze zootecniche, con ripercussioni sia sugli animali in generale (razze scadenti) che sulla loro gestione (alimentazione e stallaggio in particolare). Nel 1848 era sorta L'Associazione Agraria Friulana con lo scopo di promuovere ed incentivare l’agricoltura nei suoi vari aspetti, compreso quindi quello zootecnico. Si devono all’Associazione Agraria le prime mostre agricole, che coinvolgevano i vari settori: agricolo, caseario, bovino, ecc. e che dalla seconda metà di quello stesso secolo, si tenevano un po’ ovunque in Friuli ed oltre. Fin dall’esposizione bovina tenutasi a Udine nel 1864, si era evidenziata una sostanziale carenza nel settore zootecnico in generale e la mancanza di una tipologia bovina locale, unita ad una scarsa presenza di tori di qualità. Iniziava quindi l’importazione di tori per migliorare la qualità delle razze locali e si studiavano nuove razze bovine da inserire nei nostri pascoli, a seconda della zona di adattamento e non più a caso, come succedeva spesso. Nel primo Novecento era stata fondata la Cattedra Ambulante di Agricoltura, emanazione dell’Associazione Agraria, allo scopo di diffondere per i paesi (quindi ambulante) una nuova cultura agraria, tenendo conferenze, lezioni e promuovendo mostre e concorsi agrari. Dal 1914 la Cattedra Ambulante d’Agricoltura ebbe assetto giuridico e statuto proprio, articolandosi con le sezioni locali di Cividale, Gemona, Latisana, S. Vito, Spilimbergo, Tolmezzo e Udine. Nel giugno del 1935 l’organizzazione delle Cattedre venne assorbita dall’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura. La stessa Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso di Buia era sorta nel 1892 per sostenere in particolare il settore agrario, considerato, a ragione, fondamentale per l’economia locale. Nell’esposizione Agraria Provinciale, tenutasi a Udine nell’agosto del 1895, troviamo presente anche la Società di Mutua Assicurazione degli animali bovini di Buia, attiva fin dal 1884. Un altro importante aspetto legato all’economia zootecnica, fu l’istituzione di appositi mercati bovini, che dalla seconda metà dell’Ottocento sorsero un po’ ovunque in Friuli. I mercati, pur essendo istituzioni assai antiche presenti in ogni borgo o paese, molto spesso non soddisfacevano alle esigenze di un moderno mercato bovino,che prevedeva ampi spazi ombreggiati, provvisti di acqua per gli animali e posti magari a margine dei centri abitati, nel rispetto delle norme igienico sanitarie del tempo. Infatti nei vecchi mercati di paese si vendeva di tutto e tutto assieme: dalla frutta e verdura, ai formaggi, alle farine, ecc. con buona pace delle norme igieniche. Il 15 maggio 1870, il Comune aveva deliberato l’acquisto di un torello pregiato per il miglioramento della razza bovina locale, che risentiva sensibilmente di validi riproduttori. Il 29 maggio 1870, il Consiglio Comunale di Buia, riunito nella prima seduta ordinaria primaverile, deliberava sul: ...Progetto per la livellazione del Piazzale del mercato. ...Il Presidente a questo scopo fa presente al congregato Consiglio che il sig. Girolamo Dr. Simonetti Ingegnere Civile incaricato da questa Giunta ha preparato il progetto per la riduzione del Piazzale ad uso Mercato Bovino in questo Comune, ed invita chiunque desidera a prendere visione ed esaminarlo... ...Il Consiglio Comunale di Buja delibera d’eseguire tanto il lavoro di riduzione come di impiantagione non appena ottenutasi la superiore approvazione, mediante pubblica asta da tenersi nell’Ufficio Municipale; di pagare i fondi occupati a sede stabile entro il corr. anno 1870, ed il lavoro di riduzione entro l’anno 1871 e di finalmente variare a seconda si vedrà in corso di lavoro: il diametro, la collocazione ed il numero delle Piante da porsi sul detto Piazzale... (Arch. Com. Buia). La proposta venne accolta con voti favorevoli 15 e contrari nessuno. Una delle caratteristiche dei mercati sorti in quegli anni era data proprio dalla presenza in gran numero di alberi, che servivano ovviamente a rendere più accettabile la permanenza sul piazzale sia agli animali che alle persone. Al punto successivo della stessa seduta consigliare, veniva deliberato sulla: Liquidazione delle spese sostenute all’epoca dell’apertura in questo Comune del Mercato. ....A tale effetto il Presidente fa osservare al congregato Consiglio che le spese sostenute dalla Giunta Municipale all’epoca dell’apertura del Mercato ammontano alla complessiva somma di £ 690.41. Gli introiti, comprese le £ 200.00 state accordate dal Consiglio in seduta 31 Gennaio u.s. ammontano a £ 461.40 e che quindi rimarrebbe una maggiore spesa di £ 229.01 ancora da pagarsi. Allo scopo presenta un dettagliato progetto dal quale risultano le somme incassate e le spese fatte...(Arch. Com. Buia). E’ probabile che questa voce si riferisca alle spese iniziali del progetto, (del 30 novembre 1868) o ai lavori di sistemazione provvisoria dell’area del mercato, vista anche la tenue spesa sostenuta. Nella seduta consigliare del 12 novembre 1871 si deliberò nuovamente sulla sistemazione del Piazzale del mercato. Il Presidente informava i Consiglieri che il progetto aveva ottenuto l’approvazione dell’Autorità provinciale e quindi, dopo l’approvazione data con la delibera consigliare del 29 maggio 1870, ...si provvedeva allo stanziamento dei fondi necessari per la riduzione e per l’acquisto dei terreni a sede stabile, che la somma da spendersi (stanziata) per la riduzione del piazzale figura inserita ...nel bilancio 1872 nella cifra di £ 1.500 e che finalmente oggi il Consiglio è chiamato a deliberare quando si debba aprir l’Asta per la riduzione del Piazzale su riferito... Venne proposto di escludere per il momento alcuni lavori non urgenti, ed indire l’asta per la somma di £ 1789,64, incaricando la Giunta Municipale di concordare col Direttore dei lavori la massima economia nei movimenti di terra e di impianto degli alberi. La delibera venne approvata per alzata e seduta dei consiglieri presenti: 13 su 20 effettivi (Arch. Com. Buia). Nella seduta comunale del 6 novembre 1872, sempre relativa alla sistemazione del mercato, il Presidente: ...fa conoscere al congregato Consiglio che interpellando l’opinione pubblica, ha deciso di mettere come mette in discussione la proposta di innalzare il piano del mercato Bovino di questo Comune, riconosciuto troppo depresso principalmente dall’aggirante strada che lo circonda e a tale effetto dichiara aperta la discussione in argomento... (Arch. Com. Buia). In sostanza si proponeva di asportare l’argine di contenimento del rio che circondava il piazzale del nuovo mercato, utilizzando il materiale di riporto per rialzare il piazzale in questione. In quel tempo infatti, il rio Corgnolo, proveniente da nord ovest, aggirava l’area del mercato (prima di allora adibita a coltivazione) per defluire infine verso sud est, a lato di Ursinins Grande. Interveniva nella discussione il Consigliere Giuseppe Tonino, proponendo di lasciare le cose allo stato presente e ricordando altresì che, nell’eventualità che si procedesse all’abbassamento della vicina riva di S. Stefano, sarebbe stato più conveniente utilizzare quel materiale per rialzare il Piazzale. A questo punto il Consiglio Comunale incaricava la Giunta di prendere accordi con il Direttore dei lavori allo scopo di trovare una conveniente ed economica soluzione per il rialzo del mercato e di rivedere la disposizione delle piante ombrifere da piantarsi nell’area in oggetto. La questione delle piante e del rialzo, provocò un vivace dibattito, visto che, dopo due votazioni risolte in pareggio di voti, si dovettero avanzare nuove proposte per sbloccare la vertenza; il consigliere dott. Casasola, propose allora di incaricare la Giunta per l’acquisto ed impianto di gelsi, da disporre lungo la strada a lato del piazzale (attuale via Divisione Julia). La nuova proposta venne accolta all’unanimità e approvata per alzata e seduta dei consiglieri presenti. Dai vecchi registri censuari emerge che prima del 1870, l’intera area era censita come arativo arborato e vitato. Quando l’intera area venne acquistata dal Comune, fu riunita in un unica entità particellare con la denominazione di Piazza (aggiornamento catastale del 1880). Diversi erano i possessori dei terreni interessati alla costruzione del nuovo mercato, per cui nel 1874, il Comune, provvide ai relativi contratti. Con contratto del 12 marzo, il signor Conchin Innocente fu Antonio vendeva due piccole porzioni di terreno ad uso di cortile ed orto, poste in mappa di Buja ai n° 3184 e 10247, per il prezzo di £ 437:00. Fin dal dicembre del 1872, lo stesso signor Conchin si era impegnato a demolire un suo muro che delimitava la nuova area, costruendo una nuova muraglia che corresse parallela al nuovo piazzale, in modo da facilitarne l’accesso. Con altro contratto del 2 aprile, il signor Cigainero Gio Battista di Floreano, cedeva un suo terreno denominato Corgnolo e posto al numero di mappa 3190, per la somma di £ 1100. Un altro terreno denominato anch’esso Corgnolo, posseduto dal signor Tonino Paolo fu Augusto e figlio Angelo e Madussi Anna maritata Santi, venne venduto al Comune per la somma di £ 650:00. (Ringrazio l’amico Celso Gallina per avermi fornito questi atti di vendita). Dai registri censuari del Comune di Buia, custoditi presso l’Archivio di Stato di Udine, troviamo altresì che in data 7 maggio 1874: ...a seguito di petizione n° 95 come da contratto 10 aprile 1872 (col nobile Orgnani Vincenzo) si levano i numeri di mappa 3187 e porzione del 3188 ... e 8476 e si trasportano al Comune di Buia... Concludiamo le vicende sulla nascita del mercato bovino, con una nota del 29 aprile 1877, colla quale il Consiglio Comunale di Buia: ...Domanda di poter tenere mercato nel Comune anche nel mese di ottobre. A tale riguardo lo stesso Signor Presidente trova opportuno far presente ai signori Congregati come in seguito alla Deliberazione Consigliare 17 maggio 1869 debitamente approvata dall’onorevole Deputazione Provinciale di Udine con suo Decreto 5 luglio 1869 n° 10483=1778 siasi in questo Comune attivato un mercato di animali Bovini e di altri generi, ricorrente nel quarto lunedì di ogni mese, ad eccezione del mese di ottobre. Tale eccezione venne causata dalle opposizioni avanzate dal Comune di Osoppo tenendosi in quel Comune mercato nel lunedì e martedì successivi alla quarta domenica di ottobre. Continua ricordando all’adunanza come in molteplici circostanze ed in mille guise la popolazione dell’intero Comune si dimostri malcontenta di tale eccezione, poiché nel mese di ottobre è l’epoca in cui rimpatriano i numerosissimi emigranti dall’estero ed in cui anche la classe agricola sente più necessario il bisogno del Commercio, perchè insomma è quello il mese in cui ogni classe di cittadini ha i suoi particolari interessi da trattare. In vista quindi di tali circostanze proporrebbe (il Presidente) che il Consiglio deliberasse di istituire il mercato come nel quarto lunedì di ogni mese, anche nel quarto lunedì di Ottobre, ed in via subordinata nel caso che il Comune di Osoppo insistesse nelle sue opposizioni, che pel mese di ottobre anziché nel quarto lunedì sia il mercato tenuto nel quarto mercoledì, incaricando la Giunta Municipale ad esaminare tutte quelle pratiche relative all’argomento di cui parla la legge 17 maggio 1866 n° 2933 estesa alle Provincie Venete colla legge 26 luglio 1868 n° 4520... (Arch. Com. Buia). La proposta viene accolta, per alzata e seduta, da tredici consiglieri su quindici presenti. Pietro Menis ci ricorda al riguardo, un aneddoto storico legato a questa disputa: ...ai primi del secolo Osoppo, dopo oltre trent’anni dall’istituzione del mercato mensile di Buia (1870) avrebbe voluto che fosse spostato ad altra giornata quello che si svolgeva il quarto lunedì di ottobre perchè coincideva con la secolare Fiera di S. Giustina del luogo. A Buia si insorse contro tale “pretesa” e, per richiamare maggior concorso di pubblico, si indissero straordinarie manifestazioni a cominciare dalla domenica precedente: tombola di beneficenza, fuochi d’artificio, balli, concerti, corsa ciclistica (una volata dalla casa Minisini di Sottofratta al Bivio di Ario). E quando nel 1907 l’autorità prefettizia fece bloccare dalla forza pubblica l’accesso al paese di bestiame e merci, quelli di Buia uscirono in massa ad affollare il Capoluogo e riempirono con centinaia di capi di bestiame di ogni sorta il Foro Boario. Due Bande, la “cattolica” e la “framassona” suonarono per tutto il giorno lungo le strade e le piazze. Così la partita con Osoppo era vinta!... (P. Menis; Cinquant’anni della casa di Riposo di Buia; Ud. 1961) Evidentemente la vertenza era ancora lungi dalla risoluzione. Negli anni successivi il mercato di Buia si sviluppò verso un’ area mercantile comprendente anche i paesi vicini, pur senza eccellere, anche per il fatto che era praticamente circondato da mercati maggiori, quali Artegna, Tarcento, Gemona e San Daniele, che non erano di certo disposti a cedere ad altri la loro quota di commerci. Oltre alla questione osovana sopra citata, negli atti del comune di Buia, si ricorda un’altra vertenza con Artegna, che ebbe luogo verso la metà degli anni trenta del Novecento. Concludiamo queste brevi vicende storiche sulla nascita del mercato bovino di Buia, con una serie di fatti e curiosità del primo novecento. Un articolo della Patria del Friuli del 24 ottobre 1907 ci relaziona su una festa tenutasi in paese e sul mercato. ...Eccovi il programma completo dei festeggiamenti che avranno luogo in occasione del IV mercato settimanale (28 corr.) e più precisamente nei giorni di venerdì, sabato, domenica e lunedì... Venerdì 25 corr. alle ore 16,30 incontro delle associazioni religiose della popolazione con Monsignor Zamburlini, Arcivescovo di Udine. Ore 17,20 benedizione della nuova canonica, data da Monsignor Arcivescovo. Sabato 26 ore otto, Messa letta da Monsignore, indi cresima. Ore 15,00 gita alla turbina per l’energia elettrica, indi benedizione del nuovo impianto. Domenica 27, ore 6,30 Messa letta dall’Arcivescovo con comunione generale; ore 8,00 cresima a santo Stefano. Ore 10,00 Messa con assistenza solenne di Monsignor Arcivescovo. Ore 15,00 Vespri e processione con l’immagine di San Luigi. Ore 19,00 fuochi artificiali e illuminazione alla veneziana della nuova canonica e delle adiacenze. Lunedì 28 Messa e cresima, pure a Madonna. Ore 14,30 partenza di Monsignor Arcivescovo per Udine, con sosta a Mels per la benedizione della posa della prima pietra dell’erigendo campanile. In paese si fanno grandi preparativi dappertutto e sul mercato già affluiscono giostre, tiri a segno, vedute, ecc. Oggi stesso è arrivato e sta piantando le tende il famoso circo Fumagalli, che ci allieterà in questi giorni di festa... Appare quindi ovvia l’importanza dei mercati (in particolare bovini) in una regione prevalentemente agricola come il Friuli e lo sforzo delle Autorità competenti nell’organizzare mostre, concorsi e premi speciali di vario tipo, con lo scopo di invogliare le classi agrarie a migliorare la zootecnia regionale. In quest’ottica si inserisce quindi la prima Mostra bovina Mandamentale, tenutasi a Gemona il 25 aprile del 1912. Fin dalla primavera dell’anno precedente, la sezione di Gemona della Cattedra Ambulante Provinciale di Agricoltura, si era attivata per l’allestimento di una mostra bovina da tenersi nel prossimo autunno, con il coinvolgimento dei comuni del mandamento. La deputazione Provinciale di Udine, che aveva ricevuto la relativa domanda di sussidio per la mostra in oggetto, si vide inizialmente costretta a respingerla, perchè erano già in preparazione per l’anno in corso ben quattro mostre agrarie e quindi si consigliava la sezione di Gemona di rimandare tutto all’anno successivo. A complicare le cose, sopravvenne durante l’estate un’epidemia di afta epizootica per cui il progetto venne rimandato alla primavera del 1912. Il 20 aprile 1912 il Presidente mandamentale di Gemona scriveva al presidente della Deputazione Provinciale: ... Mi pregio partecipare alla S. V. Ill.ma che, essendo oramai completamente scomparsa l’afta epizootica in questo comune, venne definitivamente fissato il giorno di Giovedì 25 corrente (S. Marco) per la Mostra bovina mandamentale di Gemona, che avrebbe dovuto aver luogo il 31 ottobre 1911... (Atti Deput. Prov. Arch.di stato di Udine). I comuni partecipanti erano quelli di Gemona, Artegna,Venzone, Trasaghis, Buia, Osoppo, Bordano e Montenars. La Patria del Friuli del 23 aprile 1912 stimò in circa trecento i bovini selezionati dall’apposita giuria; tra le varie razze presenti spiccava la razza Friulana – Friburgo – Simmenthal, tipica di queste vallate, ma non mancavano bovini di pregevole razza alpina. Venne altresì garantito agli espositori di Bordano e Trasaghis, il rimborso delle spese per il traghetto sul Tagliamento. Il resoconto della Mostra lo riportiamo dalle pagine della Patria del Friuli del 26 aprile: ... Da un nostro inviato speciale. Era la prima mostra bovina che si organizzava a Gemona, ed è riuscita splendidamente. Mezzo migliaio di capi bovini vi hanno figurato; e tra essi numerosi i belli di forma, ben nutriti e pulitamente tenuti... Il ricevimento in Municipio. Appena giunti col diretto, cominciò la nostra funzione. Ci avviammo al Municipio, dove era disposto, nella sala del Consiglio, per un vermout d’onore alle rappresentanze, ai giurati, agli ospiti. La sala è agghindata a festa, per l’occasione. Bandiere nazionali, esposizioni di quadri e di memorie e di bandiere storiche, tavole preparate signorilmente con profusione di fiori e di bottiglie e di biscottini e paste finissime, del noto caffettiere signor Falomo... L’assessore avv. Fantoni, in rappresentanza del prosindaco che si trova a Venezia, porge a nome del Comune il benvenuto agli ospiti e li ringrazia. Egli si augura che questa prima esposizione bovina del Mandamento, non solo provi che qualche qualche cosa gli allevatori di esso impararono e attuarono; ma che segni il punto di partenza per nuovi progressi, così che nel 1915, quando Gemona festeggerà l’apertura al traffico della nuova ferrovia che più direttamente la unirà con le altra provincie d’Italia, possa una seconda Mostra bovina riuscire dimostrazione indiscutibile di nuovi progressi raggiunti... Il dottor Liberale Celotti, come Presidente della Sezione di Cattedra ambulante Gemona – Tarcento e come presidente effettivo del Comitato ordinatore, saluta e ringrazia tutti i rappresentanti della Provincia e dei Comuni, di Enti morali, di autorità, di istituzioni private, i quali diedero appoggio morale e materiale all’iniziativa della Mostra... La Cattedra ambulante indisse questa mostra per constatare a qual punto ci troviamo. E abbiamo il conforto di poter dire che lo scopo fu raggiunto in modo insuperabile: sia per numero di animali condotto alla mostra, sia in generale per le loro qualità esteriori, non possono che dirci soddisfatti. Un giudizio più concreto lo daranno i signori giurati, dai quali anche ci aspettiamo utili suggerimenti e consigli... Alla Mostra. ...Con passo affrettato verso il luogo della mostra, la contrastata piazza del Ferro: una magnificenza di luogo, aperta sul davanti col superbo panorama del vasto piano, limitato da colli e da monti, cosparso di paesi e paeselli placidi nel verde trionfante, con il bianco letto ghiaioso del Tagliamento, con il massiccio della rocca gloriosa di Osoppo ... Nello scendere alla piazza, l’occhio non sa distaccarsi da quel grandioso quadro. Ma ecco altro spettacolo richiamare l’attenzione: i cinquecento bovini allineati e divisi per classi e per categoria, numerati. Fra l’una e l’altra fila, uomini che osservano, che misurano: sono i giurati al lavoro. E’ un lavoro lungo, con tanti capi da esaminare, da classificare “secondo i meriti”. Ve ne sono del tipo alpino con speciale attitudine alla produzione di latte e ve sono di razza friulana Friburgo – Simmenthal a manto pezzato rosso di tutte le gradazioni... Nella razza iurassica, sebbene vi sieno alcuni capi splendidi, si notò minore uniformità, con qualche più frequente deficenza: ma trattasi di una plaga dove si è appena all’inizio delle cure razionali e perseveranti per il miglioramento delle stalle. Il banchetto. Lavora e lavora: suona mezzogiorno e poi l’una e la Giuria non è ancora libera. Finalmente il compito è terminato e alle 13,30 ci troviamo tutti raccolti a mensa nella sala dell’albergo “Alla Stella”. (Segue l’elenco degli invitati e i discorsi, tra cui spicca quello del Presidente della commissione provinciale, nobile G. L. Mainardi)... Dalla Patria del Friuli del 27 aprile, apprendiamo l’esito della mostra: ...Completiamo la relazione sulla Mostra bovina Mandamentale di giovedì, così splendidamente riuscita. ...SEZIONE 1a: razza Iurassica friulana Friburgo-Simmenthal a manto pezzato rosso di tutte le gradazioni. Categoria 1a: (maschi) Classe A: Toro Leon di Savonitti Emilio, Urbignacco; Furbo di Ursella Pietro, Buia; Furia, idem; Stel di Calligaro Francesco, Urbignacco. Classe B: Desio, di Ursella Pietro, Buia; Stel, di Gubiani Antonio, Ospedaletto; Stel, di Pascolo Giacomo, di Campo Lessi. Categoria 2a (femmine) Classe A (vitelle) Stele, di Tondolo Giovanni, Urbignacco; Colomba, di Tosolini Italico, Artegna; Mise di Romanini Giacomo, Artegna; Bianche, di Ganzitti Regina, Buia: Rosse, di Biasioni Pietro, Osoppo; Stele, di Di Val Costantino, Artegna; Salvino, di Del Fabbro e fratelli, Avilla; Mandule, di Burini cav. Francesco, Gemona; Borass (?) di Eustacchio Giorgio, Madonna di Buia; Stele, di Savonitti Emilio, Buia; Colombine, di Brollo andrea, Saletto di Tomba... Seguono altre categorie, con un lungo elenco di premiati; per la zona di Buia segnaliamo: ...Giovenche con due denti permanenti: ...Padovane, di Casasola G. B., Buia; Bianche, di Paoluzzi Amalia, Urbignacco; Stele, di Del fabbro e fratelli, Avilla... Vacche con quattro o sei denti permanenti: ... Stele, di Simeoni Leonardo, Buia; Beline, di Aita Giuseppe, Buia; Colombine, di Ursella Antonio, Sottocastoia; Viale, di Casasola G.B., di Ursinins Piccolo... Vacche con tutti i denti permanenti, fino a sette anni: ... Stele, di Aita Pietro, Ursinins Piccolo; Salvine, di Tonino Francesco, Tomba di Buia; Salvine, di Piemonte Giuseppe, fu Domenico, Ursinins; Stele, di Felice Enrico, Madonna di Buia; Stele, di Floreani Giacomo, Tomba di Buia; Colomba, di Calligaro G.B., Urbignacco... E’ interessante osservare che nella lista dei premiati per la razza alpina (friulana) non figurano aziende buiesi; evidentemente questo tipo di bovino era poco o nulla diffuso nella zona. Le premiazioni si tennero il 4 agosto presso il Teatro Sociale di Gemona; forti dell’esperienza di questa prima manifestazione, gli organizzatori gettarono le basi per una prossima Mostra Mandamentale, da tenersi in uno dei comuni del Distretto. Il 15 novembre del 1913 a Gemona, si tenne il Primo concorso a premi di animali bovini giovani di razza di montagna a mantello rosso macchiato di tutte le gradazioni e Il 27 ottobre 1914 si teneva a Buia la prima Mostra bovina: segno che il seme gettato era germogliato. |