Introduzione

 

 Il lavoro prende le mosse dalla trascrizione di parte di un testo manoscritto conservato presso la Biblioteca comunale di Treviso - manoscritto n. 1974, carte 115-127 -, di autore ignoto, che contiene la relazione di quanto avvenuto all’interno di alcuni conclavi della prima metà del Seicento, in particolare quello preso in esame è relativo al conclave del 1644, dopo la morte di Urbano VIII e per l’elezione del successore Innocenzo X.

L’analisi di questo caso specifico permette di individuare le dinamiche interne al conclave sia da un punto di vista strettamente istituzionale, chiarendo l’assetto politico-amministrativo della Santa Sede durante la sedisvacanza, il ruolo del collegio cardinalizio, le modalità di elezione del successore al soglio di Pietro, i cerimoniali, sia dal punto di vista storico, restituendoci il ruolo delle personalità che ne sono protagoniste.

La storia di un conclave pur essendo una piccolissima parte della storia della Chiesa, inscindibile da essa nel suo significato storico, rappresenta un punto di osservazione particolare sulla realtà politica e sociale dell’epoca. La corte di Roma è luogo d’incontro di tensioni e alleanze, conflitti e compromessi a livello europeo, punto di coagulo di interessi e aspirazioni per tutte le potenze. L’età moderna è perciò caratterizzata dal tentativo delle corone cattoliche e della nobiltà europea di avere almeno un membro della propria famiglia all’interno del Collegio cardinalizio, allo scopo di assicurarsi il controllo su benefici e rendite, tentando di acquistare la grazia del pontefice attraverso prestiti finanziari o servizi d’altro genere[1]. Il momento della scelta del successore di Pietro, suprema autorità spirituale ma anche sovrano dello Stato della Chiesa, alla guida della Cristianità, è quello in cui si fa più evidente il tentativo di controllo esercitato dalle corone europee sull’elezione del pontefice, attraverso cardinali fedeli, per mezzo del diritto di esclusiva, il gioco di alleanze e scontri tra le fazioni che si creano durante il pontificato in vista del conclave, le opere di mediazione tra gli elementi più influenti che infine giungono a trovare un accordo [2]. 

Lo studio del manoscritto è stato integrato e confrontato con una bibliografia di testi che chiariscono e contestualizzano gli eventi descritti.

La trascrizione del manoscritto è stata corredata di annotazioni riguardanti l’identità delle persone citate, gli eventi storici menzionati, la glossa di termini specifici riguardanti  le istituzioni e le figure degli ufficiali operanti nell’ambito della sede vacante e del conclave.

Il primo capitolo contestualizza l’argomento trattato rispetto alla storia italiana ed europea, innanzitutto descrivendo a grandi linee gli eventi significativi occorsi durante la prima metà del Seicento e quelli che hanno caratterizzato il pontificato Barberini, immediatamente precedente al conclave, individuando le problematiche rimaste aperte al momento della sua morte e di conseguenza motivando gli interventi degli Stati europei rispetto all’elezione. Per una maggiore comprensione del grado di legittimità degli interventi delle corone cattoliche in merito alle dinamiche della Santa Sede e del livello di compenetrazione e reciproca influenza tra Chiesa e Stati, si da conto dei rapporti politico-istituzionali tra queste realtà. Infine la contestualizzazione interna allo Stato della Chiesa per quanto riguarda il periodo di sede vacante, fornisce notizie storiche sull’istituzione del conclave e sulle origini delle fazioni cardinalizie, spiegandone le ragioni di esistenza e le caratteristiche proprie.

Il capitolo secondo – Il conclave – è un’analisi specifica dell’istituzione del conclave, che parte dalla descrizione dei cambiamenti nell’assetto politico-amministrativo della Santa Sede durante il periodo di sede vacante, degli uffici che decadono e del ruolo che acquistano il Sacro Collegio e alcune figure di cardinali. In seguito viene dato conto del sistema elettorale in vigore al momento del conclave del 1644 e dei cambiamenti  più significativi operati in merito durante i pontificati di età moderna, in particolare è trattato l’istituto dell’esclusiva. Inoltre è stata descritta in tutte le sue fasi, dalla morte del pontefice all’incoronazione del successore, la sequenza di operazioni compiute dal Sacro Collegio, con particolare attenzione alle fasi del conclave e al cerimoniale successivo all’elezione del successore.

Il capitolo terzo – Le fazioni e il cardinal nipote – prende in esame questa figura particolare del nipote del papa, che verrà istituzionalmente a scomparire proprio con il pontificato di Innocenzo X, che durante il Seicento aveva acquistato sempre maggior peso e potere all’interno della curia papale, diventando un alter-ego del pontefice quando questi è in vita, e il capo della fazione numericamente più forte all’interno del conclave, dal momento che la maggior parte dei cardinali creati durante la sua carica sono legati al nipote da vincoli di fedeltà o parentela.

Il capitolo quarto – Il confessore gesuita – tratta del ruolo del confessore del conclave, e più in generale della funzione che vengono ad assumere i confessori regi all’interno delle corti, in parallelo rispetto a ciò che emerge dal manoscritto.

Il quinto e ultimo capitolo – Militarizzazione di Roma –  vuole fare chiarezza in merito alle problematiche di carattere politico e militare che emergono dal testo trascritto. Facendo riferimento alla politica militare e agli eventi bellici che hanno visto protagonista in diversa misura la Santa Sede durante il pontificato di Urbano VIII, si vuole innanzitutto definire la qualità degli interventi di politica estera dello Stato della Chiesa, rilevare le situazioni che l’hanno destabilizzato o messo in pericolo di conflitto diretto, e quindi evidenziare le problematiche e le tensioni scoppiate durante la sede vacante.


[1] SIGNOROTTO G., Il rientro dei gesuiti a Venezia: la trattativa (1606 – 1657), in I Gesuiti e Venezia. Momenti e problemi di storia veneziana della Compagnia di Gesù. Giunta regionale del Veneto, Padova, Gregoriana libreria editrice, 1994, pp. 14-16.

[2] VISCEGLIA M.A., Fazioni e lotta politica nel Sacro Collegio nella prima metà del Seicento. In G.SIGNOROTTO e M.A.VISCEGLIA (a cura di), La corte di Roma tra Cinque e Seicento “teatro” della politica europea, Roma, Bulzoni Editore, 1998, pp. 43-45.