CAPITOLO II - Il Conclave

Il conclave

 Dopo la constatazione ufficiale della morte del papa, il camerlengo dà mandato ai conservatori di far suonare a morte le campane del Campidoglio. Il cadavere viene quindi lavato, imbalsamato, vestito e deposto su un letto funebre. Un’ora dopo il tramonto è trasportato in Vaticano ed esposto per tre giorni all’ossequio dei fedeli, per poi essere deposto la sera del terzo giorno in una cassa di cipresso. Inizia da questo momento la transitoria assunzione di autorità del Sacro Collegio [1].

Durante le Congregazioni preparatorie dei novendiali, che si riuniscono giornalmente, devono essere effettuate le operazioni preliminari all’ingresso dei cardinali in conclave [2] che avviene il decimo giorno, tra cui:

·       Predisposizione delle cerimonie per il funerale del papa (durante la prima congregazione, il giorno successivo alla morte del papa).

·       Prolungamento o interruzione del mandato del governatore in carica, conferma dei ministri delle città e dello Stato ecclesiastico che non decadevano alla morte del papa e votazione delle cariche rinnovabili.

·       Ricevimento del Corpo diplomatico.

·       Elezione degli ufficiali del conclave.

·       Designazione del personale per i servizi interni e dei conclavisti. Ciascun cardinale può portare con se in conclave una o due persone di fiducia, i cui requisiti saranno esaminati da un’apposita commissione di cardinali. I conclavisti, consiglieri laici o ecclesiastici, devono prestare giuramento al momento dell’ingresso in conclave.

·       Sorteggio delle celle da assegnare ai singoli cardinali.

Il decimo giorno, dopo la messa dello Spirito Santo, il Sacro Collegio si ritira in conclave.

Alla chiusura del conclave prestano giuramento il Maggiordomo di Sua Santità, che ne è il governatore, e il Maresciallo perpetuo di S. R. C. che ne è il custode. Le chiavi del conclave vengono consegnate al cardinale camerlengo e al Prefetto delle cerimonie pontificie che si trovano all’interno, e al Maresciallo che le custodisce dall’esterno.

L’elezione:

Antescrutinio:

·       preparazione e distribuzione delle schede,

·       sorteggio degli scrutatori, dei revisori e degli infermieri, che dovranno raccogliere i voti degli invalidi,

·       scrittura delle schede.

Scrutinio:

·       consegna delle schede ed emissione del giuramento,

·       mescolanza e computo delle schede,

·       pubblicazione dello scrutinio.

Il cardinale camerlengo una volta terminato il conclave stende una relazione in cui vengono esposti i risultati dei singoli scrutini.

Avvenuta l’elezione si chiede all’eletto, a nome di tutto il Sacro Collegio, il consenso e il nome che vorrà assumere.

A questo punto ha inizio il complesso cerimoniale che accompagna l’elezione, in ogni sua parte ricco di riti e simboli di autoumiliazione, nell’intreccio tra la volontà di affermazione attraverso il cerimoniale delle prerogative religiose e politiche del papato e la teoria di transitorietà e non trasmissibilità del potere papale.

La consacrazione del pontefice si svolge secondo una sequenza di gesti ben definiti:

·       vestizione del papa nella sala dei paramenti,

·       il Sommo pontefice riceve l’obbedienza e la prima adorazione da parte dei cardinali, canto del Te Deum,

·       annuncio al popolo romano e Benedizione Apostolica Urbi et Orbi,

·       seconda adorazione dei cardinali,

·       celebrazione della Santa messa e consegna dell’anello,

·       insediamento e incoronazione dal cardinale protodiacono,

·       presa di possesso della Patriarcale Basilica Lateranense.

Il complesso del Laterano è la residenza dei papi in quanto vescovi di Roma, simbolo del patriarcato universale e primo centro di amministrazione e gestione del patrimonio di S.Pietro. La cerimonia di presa di possesso della basilica del Santissimo Salvatore e del palazzo assume nel corso del medioevo una valenza simbolica che si va modificando in età moderna, in corrispondenza dell’importanza sempre maggiore che acquista nella geografia dello spazio sacro romano la basilica di San Pietro, luogo custode del corpo e della cattedra di Pietro, simbolo del primato pontificio e della supremazia romana su Costantinopoli [3].

Le cerimonie di possesso sono sempre accompagnate da scenografie trionfali e simbolismi imperiali (la costruzione di monumentali archi di trionfo), in particolare il ritorno al fasto barocco del primo Seicento culmina in quello di Innocenzo X, in occasione del quale i Farnese, in segno di riconciliazione con il papato a conclusione della traumatica guerra di Castro, fecero erigere un arco di fronte agli Horti Farnesiani, a emulazione dei vicini archi antichi di Settimio Severo, di Tito e di Costantino [4].

La lunga lontananza del papa da Roma nel XIV secolo, la lotta delle fazioni romane guelfa e ghibellina, rendono fragile il rapporto tra la città e il suo sovrano, e drammatiche le cerimonie di insediamento dei pontefici. Frequenti erano gli episodi di disordini e saccheggi, e le pratiche di depredazione dei beni del neoeletto pontefice continuano nell’età moderna. La morte di un pontefice è in questo periodo ancora segnata da eventi che tendono a moltiplicare gli effetti di discontinuità e rottura che la mancanza di una successione dinastica comporta; nel 1644 la notizia della morte del papa Urbano VIII provocò “gran contento” e immediate dimostrazioni di gioia e di odio: il popolo romano cercò i distruggerne la statua, opera del Bernini, custodita nel Palazzo Capitolino [5]. Questi gesti di violenza e depredazione hanno un obiettivo duplice: il papa morto, i cui beni e la cui salma vengono saccheggiati – questo è un rituale di violenza molto più antico -, e il nuovo pontefice, la cui abitazione e la cui cella vengono invase e saccheggiate pubblicamente.


[1] VISCEGLIA, Cerimoniali romani, pp. 115-155.

[2] DEL RE, La curia Romana, pp. 482-490; MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiatica, vol. XXII, sub voce conclave.

[3] VISCEGLIA, Cerimoniali romani,  pp. 115-155.

[4] Ibidem, pp. 115-121.

[5] LUTZ, Urbano VIII,  pp. 315-319.