CAPITOLO V - Militarizzazione di Roma

Mantova e il Monferrato.

La guerra per la successione del ducato di Mantova e del marchesato del Monferrato nel 1627 diede nuovo inizio al conflitto franco-spagnolo per la supremazia in Italia; in questa occasione la legittima successione francese alla morte dell’ultimo discendente di casa Gonzaga era fortemente contrastata dalla Spagna. Urbano VIII era deciso da principio a contrastare qualunque pretesa di egemonia delle potenze cattoliche, e ad impedire l’accrescimento di qualunque potere che minacciasse di ridurre in servitù lo Stato della Chiesa e la Chiesa stessa.

In questi anni la diplomazia pontificia svolse un’intensa e intricata attività, che coinvolse tutte le nunziature e vide protrarsi la guerra fino al 1631. La pace assicurò alla Francia l’investitura imperiale di Mantova e di una porta d’accesso al territorio italiano.

Lo Stato della Chiesa temette l’invasione da parte dell’esercito imperiale che nel 1630 aveva conquistato e saccheggiato Mantova, e Urbano VIII spese somme ingenti nella fortificazione di Roma e del confine lombardo [1].


[1] LUTZ, Urbano VIII,  pp. 298-321.