CAPITOLO V - Militarizzazione di Roma  

La guerra dei Trent’anni.

Gli eventi bellicosi che coinvolsero gran parte degli eserciti europei videro il papato occuparsi del conflitto fino al 1632, prevalentemente a riguardo della ricattolicizzazione dei territori riconquistati dalle armate imperiali della Lega Cattolica.

A differenza dei suoi predecessori Urbano VIII si rifiutò di aiutare materialmente e finanziariamente i principi cattolici di Germania, fino al 1632, quando per la prima volta concesse sussidi all’imperatore e alla Lega che stavano per cadere. I sussidi assegnati da allora a intervalli irregolari fino al 1634 vennero finanziati attraverso decime straordinarie imposte al clero italiano, e non andavano dunque ad intaccare le casse dello Stato pontificio.

L’entrata in guerra di tutte le potenze cattoliche in schieramenti opposti rese ancora più difficile la mediazione papale per la risoluzione del conflitto; Urbano VIII peraltro rifiutò ogni invito rivoltogli ad entrare in leghe politiche o militari, continuando invano ad insistere per la convocazione di un congresso di pace.

Quando, nell’aprile 1644, iniziarono trattative di pace fra l’imperatore e la Francia, per il rappresentante pontificio non ci fu alcuna possibilità di coinvolgimento.