| Per una raccolta di Domenico Zannier |
Una raccolta di testi musicali e letterari rivela nella sua compilazione antologica la cultura e il gusto della persona che vi ha atteso. Ci sembra doveroso dunque accennare alla vicenda artistica di Luciano Turato estensore e compositore dei brani ospitati in questa pubblicazione. Luciano Turato è nato a Buja (UD) nel 1397. La propensione verso la musica si esprime già nella sua fanciullezza. Terminata la scuola media, studia con il M. o Fulvio Zanin, valido organista, per circa un biennio. In seguito prosegue l'apprendimento musicale da autodidatta, fino alla ripresa di regolari studi sotto la guida del Maestro Felice Quaranta a Torino. Conseguiti i diplomi di pianoforte e musica corale, si dedica subito all'insegnamento presso il conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria. La sua apprezzata attività didattica nella città piemontese continua fino al trasferimento alla cattedra presso il conservatorio "J. Tomadini" di Udine, dove attualmente svolge il suo insegnamento. Luciano Turato si è dedicato alla composizione polifonica per un caso felice e fortuito, esortato dalla Direzione Artistica dei Concorsi Polifonici di Stresa. Fu fondatore e Direttore artistico del Coro Polifonico "G. F. Handel" di Trofanello con il quale prestò la sua puntuale collaborazione in circa trecento concerti in varie località italiane ed estere. Le composizioni, realizzate da Luciano Turato, si presentano in una stesura originale con un linguaggio che esprime un'armonica serenità, che si avvale di linee melodiche semplici e basilari. Il tessuto polifonico appare amalgamante e coerente nelle sue scansioni in una tensione ispirativa validamente continua e omogenea. A Turato preme esprimere in vesti polifoniche il senso della speranza nella vita e nell'uomo, oltre anche amare vicissitudini, e la sacrale positività del sentimento religioso. Per il nostro compositore la fonte è il significato testuale della parola con le sue implicanze poetiche e contenutistiche. I brani di lingua latina si sviluppano da motivi dell'antica universale liturgia: invocazioni, inni, biblici, cristologia, mariani. Sono composizioni essenzialmente religiose, intrise di un umano pathos. Nella produzione friulana del nostro compositore irrompe una vena suggestivamente popolare dal lato etnico, contenuta in schemi corali equilibrati e, tutto sommato, classici. II discorso rimane valido per i versi di G. B. Gallerio, uno dei poeti più genuini e limpidi dell'Ottocento, tuttora uno dei più popolari e amati e al quale si sono ispirati altri compositori friulani, passati e viventi. Gallerio è stato l'interprete della devozione degli umili e di una natura non ancora toccata dalle trasformazioni ambientali e tecnologiche, divenute eccessive e soffocanti negli ultimi decenni. Questo Friuli inalterato e primigenio è stato colto da Luciano Turato con viva partecipazione e umana nostalgia. Per quanto riguarda le strofe, scritte su episodi di drammatica umanità avvenuti nel sisma del 1976 e sul Natale dei terremotati, dalla mia persona, posso constatare l'aderenza al dettato e la sintonia interpretativa. L'artista si è calato nella realtà dei fatti e dei sentimenti per trame accenti di fresca elegia e di profonda commozione. Questa raccolta è una testimonianza che parla da sola. |