Tu es Sacerdos Le composizioni sacre di Luciano Turato in un CD presentata dal Gruppo Corale Bueriis di Roberto Frisano |
Con un concerto tenutosi lo scorso 6 maggio, il Gruppo Corale Bueriis ha presentato al pubblico il suo primo Compact Disc, dedicato alle musiche del compositore Luciano Turato. Il Cd rappresenta l'ultima fase di un progetto intrapreso dal Coro già l'anno scorso, finalizzato alla pubblicazione, all'esecuzione concertistica e, infine, all'incisione della recente produzione corale di Turato. Il progetto porta il titolo "Tu es sacerdos" ed è un omaggio alla memoria di Mons. Rino Vescul, amico dei compositore e scomparso da qualche anno. La fase iniziale, dicevamo, ha visto la pubblicazione nel maggio del 1999 delle Composizioni Sacre di Turato raccolte in un volume dallo stesso titolo, musiche poi presentate in una serie di concerti primo dei quali quello tenutosi nell'Abbazia di Rosazzo. Il volume contiene, oltre alle partiture, le riflessioni di don Dino Pezzetta sui testi sacri, alcune note in ricordo del dedicatario del lavoro a firma di diversi amici e persone che lo hanno conosciuto, una presentazione del compositore e del coro a cura di Renato Delia Torre e infine una presentazione del quartetto di flauti "Giorgio Mainero" di Udine, protagonista del progetto, come vedremo, assieme al Gruppo Corale Bueriis. Prima di parlare del lavoro discografico, diamo qualche breve notizia dei compositore e de! coro. Luciano Turato è nato a Buia, ma è vissuto per molti anni in Piemonte dove ha lavorato e studiato, sperimentando, come scrive Della Torre, "la sorte della diaspora friulana". Il suo ritorno in Friuli qualche anno fa, ha segnato l'inizio di una nuova stagione creativa. Una quasi incontenibile esigenza espressiva lo ha spinto e continua a spingerlo tuttora alla composizione di moltissimi lavori per coro, destinati per la maggior parte al Gruppo Corale Bueriis, con il quale vive una specie di felice "simbiosi artistica", È docente di Teoria e solfeggio presso il Conservatorio "J. Tomadini" e dirige il Coro Val d'Arzino di Casiacco. IlGruppo Corale Bueriis, diretto da Romano Martinuzzi ha alle spalle dodici anni di attività, Durante la quale ha raggiunto notevole maturità e si è distinto per i convincenti risultati musicali. La compagine è poco numerosa ma giovane e attiva, e le voci sono duttili e fresche, timbricamente omogenee. Da tempo il Coro ha programmato la propria attività seguendo percorsi progettuali particolari come quelli appunto riguardanti le musiche di Turato (ricordiamo anche il precedente volume, edito sempre a cura dei coro, dal titolo "Là e torna"). Per quanto riguarda il Cd, come prima cosa rileviamo la sua composita strutturazione. Oltre ai brani per coro il disco contiene anche brani per quartetto di flauti (di cui tre dello stesso Turato), in cui è difficile scorgere, per la verità, una relazione con il tema sacro dell'intero lavoro. L'ordine delle composizioni vede l'alternarsi di un brano per coro e di una composizione strumentale distribuiti in un percorso molto gradevole dal punto di vista sonoro; sembra di percepire una continuità d'atmosfera tra i brani nel segno della "leggerezza", così propria dei flauti e perseguita dal coro come modello di vocalità. I pezzi strumentali proposti sono un Andante, un Allegro e Corale e un Preludio in libertà di Turato, un Madrigale "diminuito" di Girolamo della Casa (Tanto mi piacque), La caccia di Telemann, Flutes en vacances di Jacques Casterede, l'Andante K 416 di Mozart; il Quartetto nello Stabat Mater di G. Rossini di Carlo Bianchi, il Grosses quartett op. 29 di Ernesto Koehler e Parents hope for children e in the Church dì Alexander Tcherepnin, ll Quartetto di flauti "G. Mainerio", formato da Michela Gani Michele Gorasso, Sara Clanzig e Alessia Pertoldi (tutti giovani musicisti dalla scuola di flauto del prof. Marcossi al Conservatolo di Udine,porge con conveniente sicurezza la freschezza e, potremmo dire, la serenità di queste composizioni. I lavori per coro, sono sette: In monte oliveti, Tenebrae Facte Sunt, O ves omnes, Haec dies, Ave veruni. Et incarnaius est. Tu es sacerdos, cui si aggiunge la sequenza gregoriana Victimae Paschali laudes, Sono tutti brani per: coro misto a cappella con l'eccezione di Tu es sacerdos che prevede l'accompagnamento organistico. Il linguaggio musicale di Turato fa ricorso una scrittura polifonica tradizionale. Il suo ideale sonoro è perseguito con l'impiego di una trama vocale molto ben calibrata, di impianto omoritmico, punteggiata di brevi imitazioni, di incontri dissonanti poi sfumati in ritardi o piccole fioriture, li percorso armonico è quanto mai mobile, segnato da interessanti modulazioni, cambi di modo (alla maniera antica) e cromatismi, tanto da diventare la guida di un vero percorso emotivo con i suoni attraverso le parole, i concetti e significati dei testi sacri. Le strutture formali dei brani sono di tipo mottettistico e le dimensioni contenute rendono queste composizioni adatte anche all'esecuzione liturgica oltre che concertistica. Il Coro esegue queste pagine con notevole precisione tecnica e omogeneità vocale, qualche volta scegliendo andamenti abbastanza scorrevoli che forse sacrificano un po' la "contemplazione armonica" a favore di una fluidità che è in fondo il carattere più proprio del suo stile interpretativo. Tra i brani del Cd segnaliamo in particolare i tre responsori per la settimana santa In monte oli-veti, Tenebrae factae sunt e O vos omnes, resi, a nostro avviso, con partecipata intensità. Abbiamo apprezzato anche il semplice ma efficace espediente interpretativo all'inizio del terzo brano, dove un parlato, quasi mormorando, sulle parole "o vos omnes qui transitis per viam...", crea l'effetto di una sommessa preghiera dalla quale nascono e via via emergono i puri suoni della trama polifonica. È la parola, infine, che si fa canto. |