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Le Musiche di 

Friûl Risurît

di Roberto Frisano

 

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State ascoltando  -  Brano 6

Con un concerto tenutosi lo scorso 6 maggio, il Gruppo Corale Bueriis ha presentato al pubblico il suo primo Compact Disc, dedicato alle musiche del compositore Luciano Turato. Il Cd rappresenta l'ultima fase di un progetto intrapreso dal Coro già l'anno scorso, finalizzato alla pubblicazione,

Luciano Turato canta il terremoto ricordato  nei  versi  di  Zannier con la semplicità del suo stile e la sua riconoscibile facilità comunicativa.

Come i testi poetici sono strutturati nella forma della villotta (con la cantilenante cadenza dei versi ottonari raggruppati in strofe di quattro, le rassicuranti rime, le vocali lunghe a fine verso), anche le musiche riflettono una filiazione dalle forti radici friulane, quasi che per parlare di un evento che ha lasciato il segno nei friulani non si possa far altro che esprimersi con i toni del melodizzare friulano.

La forma concisa dei versi, le immagini semplici di un mondo che ci è proprio (l'orbi fermât, il mês di mai, il cjiscjel, il fogolâr, las sisiles...) sono tradotte in suono con il candore di melodie dirette, spontanee, con terse armonie.

La brevità de! discorso musicale dei singoli brani li rende anelli di un'ideale catena, o meglio,   argomenti   diversi   di   un unico racconto. Piccole immagini musicali dove i toni drammatici toccano solo pochi momenti nel ricordo dei tragici eventi, mentre ampio spazio, vi ha la luminosità della narrazione sonora, dove il dolore sembra ormai decantato.

Nella scrittura del compositore scopriamo, dunque, i segni dell'adesione ai moduli musicali friulani. Nel tessuto delle voci spesso riconosciamo le familiari terze parallele delle due parti superiori e la scansione omoritmica. Il modo maggiore è preponderante, come spesso accade nel canto friulano popolare e d'autore, anche quando i temi trattati sono mesti o dolorosi (pensiamo solo alle molte villotte che trattano in modo apparentemente sereno temi come la partenza, l'abbandono, l'amore infelice).

Significativa è inoltre la conclusione con accordo maggiore dei pochi brani scritti in impianto minore: è ancora l'anima positiva di un Friuli che ha lottato ed ha vinto a prendere spazio nel discorso espressivo di Turato. Tra le composizioni vorremmo ricordarne alcune che ci hanno colpito per piccoli ma preziosi particolari: Mai 1976 che rende l'emozione di un'invocazione collettiva.

'E son granc' i fruz e Gleseute per la luminosità data dal passaggio a danzante tempo composto e infine Ven su biel per l'intimità espressa dalle calibrate sfumature melodiche e armoniche. Ma il coronamento emotivo dell'intera raccolta è senza dubbio Cûr di mari. La toccante vicenda narrata riceve forza e pathos dalia veste sonora, qui trattata in modo più ampio ed articolato rispetto agli altri brani.

Le tre danze strumentali inserite in questo contesto essenzialmente vocale esaltano ancor più il senso della speranza appagata, della recuperata gioia, tanto che possiamo forse considerarle come rituali forme di ringraziamento per il Friuli rinato nelle cose e negli uomini.