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In ricordo di mons. Lavaroni

di David Giovanni Lionato

La Vita Cattolica   6-3-2010

 

 

Nell'occasione della commemorazione del decimo anniversario della scomparsa dell'amato parroco, mons. Gelindo Lavoroni, la Parrocchia di S. Maria Nascente di Artegna ha proposto, nei giorni scorsi, «Crux fidelis», un recente lavoro che consacra il valore del compositore friulano Luciano Turato non soltanto in seno alla musica popolaresca ma, a pari livello, quale polifonista sacro di alto spessore.

Arricchita dalla proiezione di diapositive raffiguranti l pregevoli stazioni della Via Crucis scolpite nell'argilla dall'artista Giovanni Patat d'Artegna, la composizione si è articolata in sedici quadri musicali, ideati per accompagnare i commenti teologici di mons. Ivo Belfio e di don Dino Pezzetta; musica dalle dense evoluzioni cromatiche ma memore della purezza del mottetto rinascimentale, creata in simbiosi con alcuni tra i testi sacri di più dolorosa intensità - tra i quali «In monte Oliveti», «Tenebrae factae sunt», «Crucifixus» e parti dello «Stabat Mater» - trova nella coralità ricca di smalto del coro «Panarie» diretto da Paolo Paroni l'interprete ideale. Di più, Lu. ciano Turato, nelle due dense Meditatio I e II per organo solo, magistralmente interpretate da Paolo Paroni, stupisce per solidità d'impianto armonico, concisione' strutturale, schietta freschezza e modernità d'idee. Oltre trent'anni a Torino quale docente di Conservatorio, compositore e direttore di cori, il musicista di Buia è uno degli ultimi esponenti di una grande scuola compositiva friulana che ha trovato il suo ideale mezzo d'espressione nella musica per coro, intesa quale solido ancorarsi a una centenaria tradizione e, al tempo stesso, quale campo di sperimentazione sonora attraverso la quale arricchire e aggiornare la nostra coralità amatoriale. Al termine della sacra rappresentazione, gli interventi di mons. Giulio Gherbezza, Vicario generale dell'Arcidiocesi di Udine, mons. Castone Candusso, arciprete di Gemona, e mons. ivo Belfio, parroco di Artegna, oltre a ricordare la figura e l'opera di mons. Lavaroni, hanno sottolineato i grandi valori estetici e umani della musica che Luciano Turato continua ancor oggi con entusiasmo a donare alla sua terra.