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State ascoltando - Brano 1

Disciplina e gioia 
del canto

di Domenico Zannier

 

Raccolta fotografica e Vocale

 

La storia di un coro porta sempre il duplice volto del sacrificio e della gioia. Non si accede alla seconda, senza avere accettato il primo. Costa imparare, essere puntuali, partecipare alle prove, collocare la propria voce al posto giusto e al momento opportuno, affinare l'arte del canto. La soddisfazione nasce dalla fraternità e dall'amicizia solidale dei coristi, la gioia dallo stare insieme e dal successo che ripaga, ma non sempre, tante fatiche.

La passione naturale del canto perché il gruppo corale funzioni deve trasformarsi in costanza di volontà e nella rinuncia di circostanze e occasioni concomitanti o interferenti. Gli scoramenti nuocciono come gli entusiasmi eccessivi. Nella vita del coro è fondamentale la sintonia e la collaborazione tra maestro e cantori. Il gruppo corale bujese al traguardo del suo venticinquesimo anno di esistenza ripensa al passato, analizzandone le proficue esperienze, e progetta con rinnovato slancio il proprio avvenire. A Buja, come in tutti i paesi del Friuli, si è sempre cantato. Ne fanno fede le cantorie parrocchiali e la gente nell'estemporaneità antica delle sagre patronali, ma il Gruppo Corale «Buje», organizzato, con finalità artistiche e di pubblica esecuzione ha un preciso anno di nascita: il 1966. Sono gli anni in cui il Friuli conosce un risveglio di identità e di personalità veramente intenso ed entusiasmante. Nella Pieve di S. Lorenzo, il cui centro pulsante è Santo Stefano, opera un sacerdote di grande zelo, di fine intelligenza, di raffinata e viva sensibilità musicale. È don Luigi D'Agostini, Cooperatore dal 1960 nella cittadina morenica. Appunto nel 1966 egli fonda il coro bujese, facendo leva su - un gruppo di persone, formate al canto corale e decise a far parte del nuovo complesso. È la sua ultima eredità lasciata a Buja poiché l'anno successivo, nel 1967, viene trasferito in qualità di Mansionario della Metropolitana Udinese a Udine. Il primo Direttore e Maestro del coro, nativo di Bres-sa di Campoformido, segue però ancora il gruppo corale fino a quando una grave malattia gli toglierà ogni possibilità di direzione. Don Luigino si spegnerà nel luglio del 1974. Non si è spento e non si spegnerà, nell'animo di chi lo ha conosciuto, il suo luminoso sorriso. Il compito di sostituire il fondatore e animatore del complesso corale appare difficile, ma Mario Monasso, che fa parte del coro come cantore e che possiede una valida cultura musicale, accetta alcuni mesi dopo l'impegnativo incarico della direzione. Viene cosi scongiurata l'eventualità di una crisi e a poco a poco il coro si consolida e si rafforza. Il M.o Monasso dedicherà al gruppo corale «Buje» sedici anni ininterrotti, portandolo ad un alto livello qualitativo. Mario Monasso ha dimostrato durante la sua direzione la cura per l'amalgama e l'affiatamento delle voci, l'esercizio dell'affinamento timbrico, la squisita capacità di interpretazione. Il Gruppo Corale «Buje» è passato di successo in successo.

La drammatica parentesi sismica del 1976 ha visto i cantori bujesi fare del loro coro il portavoce di una umanità colpita, ma non prostrata, sofferente, ma protesa verso una indubitabile rinascita. Chi scrive queste brevi note non potrà mai dimenticare le splendide esecuzioni effettuate in tutta Italia.

Un valido collaboratore del gruppo corale è stato Elio Tessaro, organista della cantoria di S. Stefano, che ha lavorato sempre con passione a fianco dei maestri direttori.

Tessaro ampliava con un paziente e metodico insegnamento il patrimonio dei canti e dei diversi brani musicali nel solco di un'affermata continuità interpretativa. Ha saputo trasmettere ai coristi delicatezza di sentimento e concreta conoscenza dei moduli espressivi, avviandoli verso ulteriori successi. Elio Tessaro è mancato nel 1985. Attualmente dirige il complesso corale il M.o Marco Macorigh. A questo punto mi sembra doveroso ricordare la dedizione appassionata ed entusiasta di una persona che da un ventennio ha presieduto alle fortune del coro: Angelo Cragnolini. Nei venti anni della sua presidenza non ha mai ammainato la bandiera del

Gruppo Corale «Buje» ed è sempre stato l'artefice del suo rilancio nei momenti della prova e delle difficoltà. Ha saputo infondere l'amore al canto corale nella gioventù, anche in tempi difficili come sono i nostri, tanto dispersivi e avversi alle attività organizzative sociali. Ho dato sicurezza all'esistenza del coro ed esaltato l'operosità dei suoi membri. Quanto al repertorio del Gruppo Corale «Buje» esso è molto ricco e vario, toccando molti generi musicali e quasi tutte le epoche della storia della musica, non solo europea. Come tanti altri cori il complesso bujese ha il merito di aver concorso al mantenimento delle caratteristiche etniche e culturali della nostra terra friulana, salvaguardando la civiltà locale.

In questo campo il ruolo di un coro è spesso insostituibile all'interno di una comunità. Le antiche creazioni popolari, le composizioni dei nostri musicisti, i versi dei nostri poeti rivivono e si perpetuano ad ogni appuntamento corale. Il coro ha quindi una missione sociale d'arte, di cultura, di verità.

Un quarto di secolo ci dice molto nella storia di una gente, ma il coro di Buja ha davanti a sé il futuro con le sue sfide e le sue incognite. Mi auguro che si trovi sempre preparato, solidale ed entusiasta di fronte ad esse. Colgo l'occasione per invitare i giovani a far parte di quella splendida scuola di socialità, di vita, di canto, di umanità che è stata e continua ad essere il Gruppo Corale «Buje».