Un marinaio musicista sulla rotta della perfezione

Nikolai Rimski-Korsakov, uno dei più geniali compositori russi dell'Ottocento

 

di Emidio Papinutti

 

Articolo inizialmente apparso

 sull'"Osservatore Romano 

 

 

 

Ha passato gli anni più belli della sua vita in Marina, quando la sua vocazione era quella del musicista. Nikolai Rimski-Korsakov, a centocinquant'anni dalla nascita (18 marzo 1844), appare come uno dei più geniali e più rappresentativi compositori russi del secolo scorso.

Figlio di famiglia aristocratica, a sei anni cominciò lo studio della musica sotto la guida della mamma. Anche lui, come tanti altri musicisti, poteva dire di aver imparato la musica sulle ginocchia della mamma. A dodici anni però venne iscritto all'accademia navale di Pietroburgo. E nella marina imperiale rimase fino ai trent'anni.

Ma la musica era la sua passione. A diciassette anni ebbe la ventura di conoscere il musicista Mili Balakirev. Quell'incontro è stato determinante. Il giovane Nikolai sarà un marinaio musicista. Durante una crociera di tre anni, sulla nave scuola «Almaz», occupava il suo tempo libero a scrivere musica. Mandava quelle sue composizioni a Balakirev. Scuola di musica per corrispondenza. Fu così che il cadetto della Marina russa, a vent'anni, scrisse la sua prima sinfonia che, per la storia, è la prima sinfonia scritta da un compositore russo. Lasciata la Marina, ottenne la cattedra di composizione e strumentazione nel conservatorio di Pietroburgo.

La Russia, custode gelosa degli antichi canti liturgici e ricca di una tradizione musicale popolare abbondante, nel campo della musica teatrale era stata dominata dall'Occidente. Vari musicisti italiani, come Galuppi, Traetta, Cimarosa e Paisiello, avevano ottenuto in Russia notevole successo. Di formazione italiana era anche colui che viene considerato fondatore della scuola musicale russa: Michail Ivanovic Glinka. Partendo dalla convinzione che «il popolo compone e i musicisti elaborano», Glinka attingeva dal canto del popolo, liturgico o folcloristico, i motivi delle sue composizioni, traducendo in musica l'esaltazione dei sospiri, la proclamazione della fede, la gioia delle feste del suo popolo.

L'inizio di una scuola di composizione autenticamente nazionale si costituì a Pietroburgo verso il 1860. Cinque giovani musicisti - il gruppo dei Cinque -, impiegati o militari, si unirono per formare quel «piccolo potente manipolo» che costituisce il nucleo iniziale della scuola nazionale russa. Mili Balakirev è stato l'ideatore di quel movimento: non gl'importava della tecnica («La tecnica è secondaria»): voleva interpretare ed esprimere l'animo del popolo. Aleksandr Borodin era, e musicalmente si considerava, un dilettante: «Io sono un musicista domenicale».

Tzezar Cui, tenente generale dell'esercito, era un formidabile organizzatore, anche se, come musicista, risulta il meno geniale dei Cinque. Modest Musorgskij, uno dei più straordinari geni musicali del secolo, avrebbe potuto fare meraviglie, se avesse posseduto una tecnica superiore: come lo si intuisce confrontando la sua partitura originale dei «Quadri di una Esposizione», scritta per pianoforte, con la fantastica trascrizione per orchestra fatta da Maurice Ravel.

Il più giovane del gruppo dei Cinque era Rimski-Korsakov. Ed era il più ferrato nell'arte musicale.

I Cinque erano convinti che la loro iniziativa non avrebbe varcato i confini della Russia. Invece la nuova musica russa segnò un'evoluzione importante per tutta la musica mondiale. Fu accolta con meraviglia e ammirazione. I nomi dei Cinque occupano, nella storia della musica, quel posto che, nella storia della letteratura, occupano i nomi di Tolstoi e di Dostoiewski.

Di Rimski-Korsakov è stato detto: «Musicista fecondo, di non grande risonanza interiore e di scarsa profondità spirituale». Può darsi che sia vero. Perché l'originalità e la grandezza di questo compositore russo sta nel ritmo e nel colore. Ritmo e colore negli stupendi quadri di folla popolare, come nella «Grande Pasqua Russa»; ritmo e colore nei caratteristici giochi strepitosi, come nel «Capriccio spagnolo». Ma le sue magiche orchestrazioni, le sue armonie sopraffine, sono state per anni una rivelazione. Dopo tutto, bisogna ricordare che Strawinski è stato suo allievo. Rimski-Korsakov non ha mai smesso lo studio dell'armonia e del contrappunto. Per tutta la vita è stato alla ricerca della perfezione. Diceva di sé stesso: «Io sono uno dei migliori allievi del conservatorio: forse il migliore».

Ha lasciato ai suoi allievi il frutto delle sue ricerche e del suo insegnamento: quell'incantevole «Manuale pratico d'armonia» (Pietroburgo, 1884; traduzione italiana, Milano, 1913), che ancora viene usato in molte scuole di musica. Dalle pagine di questo piccolo manuale traspare l'anima e lo stile del grande artista: le regole e le eccezioni, i consigli e gli esempi, le soluzioni giuste e quelle errate, le infinite possibilità armoniche. Il marinaio musicista ha lasciato, in questo Manuale di armonia, una guida sicura a quanti desiderano addentrarsi nei segreti dell'arte musicale.