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Il Pre
sidente dell'ECA sul caso Vico Barbòn... di Zontone RobertoSignor redattore (B. Perini) non posso non manifestare la sorpresa ed anche l'amarezza con le quali ho letto, sul periodico da Lei curato, la lettera inviata da Lodovico Ursella, tuttora ospite della Casa di Riposo di Buia di cui ho l'onore di esserne il Presidente.
E la sorpresa e l'amarezza derivano sì dalla gravità delle affermazioni contenute nella lettera stessa ma soprattutto, mi permetta, dalla leggerezza con la quale è stata pubblicata e commentata (vedi la vignetta che segue lo scritto) la lettera da parte del Suo giornale.
Mi spiego. Ogni cittadino è libero di pensare e scrivere quello che vuole, anche cose che non corrispondono al vero, assumendosi, naturalmente, le proprie responsabilità; invece un giornale che si rispetti e che vuole rendere al pubblico un serio servizio di informazione, prima di scrivere o di pubblicare scritti altrui contenenti affermazioni di una certa gravità, dovrebbe verificare, per lo meno per grosse linee, se quanto va pubblicando abbia una certa attinenza con la verità o meno. Questo per evitare di cadere in grossolani errori e quindi perdere in serietà e credibilità verso i lettori.
Nel nostro caso questo non è stato fatto.
In base ad indagini compiute sia dall'Amministrazione che presiedo sia da parte dei Carabinieri, sulla base di testimonianze dirette, è stato accertato che quanto dichiarato dall'Ursella Lodovico nella sua lettera non corrisponde alla verità, perché la frase addebitata all'impiegato dell'ECA non è stata mai detta né nella forma né nella sostanza indelicate dalla lettera pubblicata dal Suo giornale.
E questo per me basta. Ma per quanti hanno letto quella lettera sul Suo giornale, può bastare la parole del Presidente della Casa di riposo, sia pure confortata da obiettivi accertamenti, per correggere una eventuale impressione sbagliata formata a primo acchito?
Non torna certo a vantaggio di nessun giornale creare o sostenere gratuitamente campagne diffamatorie contro istituzioni o persone a meno che non si voglia raggiungere secondi fini ben diversi dall'onesta informazione.
Voglio credere che l'opinione pubblica, che ben conosce Ursella Lodovico, non abbia bisogno di ulteriori approfondimenti per valutare nella giusta dimensione questa espressione di non verità.
Sono inoltre convinto che il Suo giornale, se vuol essere e rimanere un giornale serio e veramente al servizio dell'informazione e non della bassa speculazione politica, vorrà ospitare sulle sue colonne queste mie parole, non tanto per etica professionale quanto per compiere un passo concreto a favore della verità e della giusta informazione.
Certo della sua personale comprensione, cordialmente la saluto e La ringrazio per l'ospitalità.
Zontone Roberto